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SENATORE M5S ABRUZZESE ALL'ATTACCO, DOPO INCHIESTA CHE IPOTIZZA REATO CORRUZIONE PER ESPONENTE LEGHISTA, ''DIFESA DI SALVINI INGIUSTIFICABILE''

CASO SIRI: DI NICOLA, ''DIMISSIONI SUBITO, PER SOTTOSEGRETARIO ACCUSE GRAVISSIME''

Pubblicazione: 24 aprile 2019 alle ore 16:30

L'AQUILA - "Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte deve dare un segnale a tutte le forze politiche e al Paese: Armando Siri, il sottosegretario indagato per corruzione, deve uscire dall'esecutivo. E se non lo fa volontariamente, per il rispetto che dovrebbe alle Istituzioni, sia lo stesso Conte a pretenderne le dimissioni".

Ad affermarlo con veemenza è il vice capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Primo Di Nicola, giornalista abruzzese, storica firma dell'Espresso, ed ex direttore del quotidiano abruzzese Il Centro. 

Di Nicola ha deciso di prendere decisa posizione, sul suo profilo facebook, nel momento più difficile per la già traballante alleanza di governo tra Lega e pentastellati. Messa in crisi dall'avviso di garanzia recapitato al sottosegretario alle Infrastrutture Siri, della Lega, cn l'ipotesi di corruzione, nell'ambito di un’inchiesta che coinvolge personaggi come Vito Nicastri, il re dell’eolico in Sicilia, che ha a suo carico un sequestro della Guardia di Finanza di un miliardo e trecento milioni di euro e in passato avrebbe facilitato la latitanza del superboss Matteo Messina Denaro.

Mentre il ministro dell'Interno, vicepremier e leader maximo della Lega, Matteo Salvini, fa quadrato sul suo uomo, per Di Nicola, come per tutto il Movimento 5 stelle, su questa vicenda "non è ammissibile nessun compromesso", a costo di far cadere il governo. 

"Dovrà essere naturalmente la magistratura a definirne le eventuali responsabilità penali - scrive Di Nicola - , e siamo tra i primi ad augurare al senatore Siri di poter dimostrare la propria innocenza. Ma, nel frattempo, non è politicamente tollerabile la presenza nel governo di un esponente leghista sospettato di aver provato a far diventare legge un emendamento a favore delle attività di Paolo Arata, socio di Vito Nicastri, imprenditore siciliano dell'eolico, pregiudicato per corruzione e truffa e già oggetto, da parte della Direzione antimafia di Palermo, di un sequestro pari a 1,3 miliardi di euro perchè sospettato di essere uno dei finanziatori del latitante Matteo Messina Denaro, uno dei capi più influenti Di Cosa Nostra".

E poi incalza: "il sospetto che gli interessi di imprenditori legati a soggetti inquisiti per mafia siano riusciti a penetrare in questo modo ai massimi livelli di governo e del Parlamento è qualcosa che non avevamo mai visto nella storia della Repubblica. Non è possibile pensare di governare con simili ombre in casa, come MoVimento 5 Stelle abbiamo fatto tutto il possibile per impedire illeciti di alcun genere, per questo non possiamo accettare una situazione simile all'interno del governo del cambiamento. Le cose da fare sono ancora tante, ma per farle serve tranquillità e trasparenza. Una trasparenza che, purtroppo, Siri al momento non può garantire. E la difesa che ne fa il leader della Lega Matteo Salvini è a questo punto senza giustificazioni".

"Il prestigio e l'integrità delle istituzioni vengono prima di tutto - presegue il senatore- . E devono essere salvaguardate ad ogni costo. Le dimissioni del senatore Siri, in una normale democrazia, come pretendiamo che la nostra sia, non dovrebbero essere oggetto di trattativa. E il MoVimento 5 Stelle deve continuare a pretenderle. La collaborazione con la Lega deve continuare per realizzare i punti più qualificanti del Contratto di governo, ma senza compromessi e ritardi sul fronte della legalità, soprattutto nella lotta alla Mafia. Tanto più in un caso come questo. Perchè se gli elementi emersi sinora troveranno conferma, con l'infiltrazione degli interessi di soggetti collegati a Cosa Nostra arrivata ai massimi livelli governativi, ci troveremmo di fronte a uno dei più grandi scandali politico-mafiosi della storia repubblicana".

"Per queste ragioni è necessario fare pulizia, nel governo e nei partiti. Il cambiamento non deve essere solo uno slogan per l'esecutivo in carica. I cittadini hanno chiesto di voltare pagina il 4 marzo del 2018. E per questo ci hanno sostenuto e votato. Il MoVimento 5 Stelle deve essere all'altezza della parola data. Costi quel che costi, senza sconti politici. Per nessuno. Più il tempo passa, più emergono nuovi elementi dell'inchiesta in cui è coinvolto il sottosegretario Siri. Elementi importanti che confermano la necessità e l'urgenza di un passo indietro da parte del sottosegretario. Non è più procrastinabile una scelta in questo senso. Gli auguriamo di poter dimostrare la sua innocenza, ma per difendersi senza fare ombra sulle istituzioni è necessario che il senatore Siri esca dal governo, che si dimetta. O che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ne pretenda le immediate dimissioni".

"Il sospetto che gli interessi di imprenditori legati a soggetti inquisiti per mafia siano riusciti a penetrare in questo modo ai massimi livelli di governo e del Parlamento è qualcosa che non avevamo mai visto nella storia della Repubblica - si accalora Di Nicola -. Non è possibile pensare di governare con simili ombre in casa, come MoVimento 5 Stelle abbiamo fatto tutto il possibile per impedire illeciti di alcun genere, per questo non possiamo accettare una situazione simile all'interno del governo del cambiamento. Le cose da fare sono ancora tante, ma per farle serve tranquillità e trasparenza. Una trasparenza che, purtroppo, Siri al momento non può garantire. E la difesa che ne fa il leader della Lega Matteo Salvini è a questo punto senza giustificazioni. Il prestigio e l'integrità delle istituzioni vengono prima di tutto. E devono essere salvaguardate ad ogni costo", conclude Di Nicola. 



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