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CAVALCAVIA, PESSIMO STATO DI SALUTE
IN ABRUZZO MA IL GOVERNO TENTENNA

Pubblicazione: 20 aprile 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - "Gli ultimi terremoti hanno lesionato in modo quasi uniforme i cuscinetti di attenuazione di tutti i viadotti, quindi esiste un problema sicurezza nel medio periodo. I giunti sotto i pilastri sono tutti danneggiati, non è detto che ci siano crolli ma può succedere che venga fuori uno scalino di mezzo metro in mezzo all'autostrada, quindi è comunque molto pericoloso. E se arriva una scossa nessuno può garantire che quei ponti reggano".

A lanciare l'allarme sullo stato dei cavalcavia dell'autostrada A24 L'Aquila-Teramo, dal quale non è tuttavia esclusa la A25 Roma-Pescara, dopo l'ennesimo crollo di un ponte nel Cuneese, è l'onorevole di Area Popolare Paolo Tancredi, che nonostante sia stato respinto anche il suo ultimo emendamento, l'ennesimo, stavolta presentato al recente decreto per il terremoto del centro Italia, sostiene che "il Ministero delle Infrastrutture è consapevole dello stato in cui versano i ponti".

Ma il rimpallo di responsabilità tra la società concessionaria, Strada dei parchi spa del Gruppo Toto, e lo stesso Ministero, ha portato ad una fase di stallo che ancora oggi non riesce ad essere superata.

Nella quale si è inserito anche il mega progetto di ammodernamento delle due tratte autostradali proposto da Toto, che il Ministero ha ridimensionato opponendosi ad ogni ipotesi di nuovo tracciato ma sollecitando interventi di messa in sicurezza.

"Ho presentato lo stesso emendamento diverse volte, ma in tutto questo non c'è stato lo spazio, sia politico che finanziario, per farlo approvare. Anche nell'ultimo decreto terremoto si è detto che c'erano altre priorità", spiega Tancredi, che ha ricevuto garanzie dal ministro Graziano Delrio e sostiene che "l'idea di Toto è di farsene carico rivalendosi sul costo dei canoni negli anni a venire", anche se si tratta di "danni che non sono addebitabili all'attuale concessionario, visto che quando è stata firmata la convenzione il problema c'era già, non è sopravvenuto".

Tra le soluzioni ipotizzate, ci fu anche quella, contenuta in una proposta del senatore di Area Popolare Aldo Di Biagio, di sospendere per 4 anni il canone pagato allo Stato dalla società di gestione, oltre 220 milioni di euro in tutto, per consentire l'immediato avvio degli interventi di messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, da restituire in tre rate tra 12 anni. E il senatore leghista Jonny Crosio aveva ricordato, in sede di Commissione Lavori pubblici, "che la legge di stabilità 2012 conteneva disposizioni per la messa in sicurezza" delle due tratte "a seguito del terremoto dell'Aquila del 2009", e che "tuttavia da allora nulla è stato fatto, né da parte del Governo, né da parte della società concessionaria", nonostante l'emergenza sismica prosegua incessantemente nel centro Italia, tanto da richiedere verifiche sui viadotti, che spesso implicano la chiusura temporanea delle tratte, ad ogni scossa più o meno forte.

Anche gli emendamenti di Tancredi facevano riferimento alla legge di stabilità del 2012, e prevedevano che "viene sospeso l’obbligo del concessionario del versamento delle rate del corrispettivo della concessione (...) relative agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, ciascuna dell’importo di euro 55.860.000,00 comprensivo di interessi di dilazione. Tale importo sarà destinato all’immediato avvio dei lavori di messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25 secondo quanto previsto dalla citata Legge 228/2012. Il concessionario dovrà effettuare il versamento delle rate so-spese del corrispettivo di concessione, per complessivi euro 223.440.000, in tre rate a scadenza 31  marzo degli anni 2029, 2030 e 2031, ciascuna dell’importo di euro 74.480.000, con maggiorazione degli interessi maturati calcolati al tasso legale".

"Per come venivano progettati i pilastri trent'anni fa, si è visto che danno dei problemi con scosse di terremoto che superano il V grado. C'è un riconoscimento da parte del Ministero che il problema esiste, le risorse per intervenire - spiega Tancredi ad AbruzzoWeb - possono essere reperite nei canoni futuri che il concessionario deve ancora versare e in quelli versati nella contabilità speciale, quella creata da Toto quando c'è stato il passaggio di competenze tra Anas e Ministero delle Infrastrutture".

In ogni caso, "c'è manutenzione urgente da fare, siamo aperti a soluzioni ma l'importante è che si faccia, deve durare anni ed è bene iniziarla il prima possibile".

Il parlamentare annuncia che ripresenterà lo stesso emendamento in occasione della manovrina e, qualora dovesse ancora una volta essere respinto, in tutti gli altri strumenti legislativi che ci saranno fino alla fine dell'anno.



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