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CENTRALE SNAM SULMONA: COMITATI VS PINGUE, 'MA QUALE OPERA D'ARTE...''

Pubblicazione: 12 luglio 2019 alle ore 11:35

SULMONA - "Fabio Spinosa Pingue auspica che il progetto della Snam, se proprio si deve fare, sia condiviso dalla nostra comunità e venga realizzato con tutti i crismi, anzi che sia un’autentica “opera d’arte”. Ci domandiamo dov’è stato Pingue negli ultimi 11 anni. Evidentemente si è perso qualcosa..."

Questa la piccata replica del Comitato No Snam Sulmona a Fabio Spinosa Pingue, sulmonese, ex presidente di Confindustria L'Aquila, che è intervenuto sulla questione della realizzazione centrale di compressione dovrà essere realizzare a Case Pente, vicino Sulmona, nel cuore della valle Peligna, contro cui da anni si schierano da anni i comitati civici e ambientalisti, ed anche la politica locale. Pingue però propone di fatto una terza via, non escludendo a priori la realizzazione dell'opera, ma pretendendo tutti i crismi di sicurezza e funzionalità, e il coinvolgimento pieno del territorio. Uscendo da quello che Pingue definisce "clima da stadio".

La centrale di compressione dovrà "spingere" il gas nel gasdotto che dovrà essere collocato ad una profondità di 3 metri, e avrà un diametro di 1,5 metri, e che dovrebbe attraversare per 170 chilometri la provincia aquilana da Sulmona a Montereale, passando per i comuni Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, San Demetrio Ne' Vestini, Poggio Picenze, Barisciano, L’Aquila, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno, e Montereale, per poi proseguire fino a Foligno.

L’impianto di compressione di Sulmona è funzionale al trasporto sulle dorsali della rete nazionale, e alla successiva distribuzione nelle reti regionali, dei quantitativi di gas previsti dai punti di entrata a sud (25 milioni di metri cubi standard al giorno) e dei quantitativi giornalieri aggiuntivi previsti per il campo di stoccaggio di Cupello (Chieti). L’area interessata dall’impianto di Sulmona sarà circa di 12 ettari, di cui 4 ettari con impianti fuori terra, mentre i rimanenti 8 saranno destinati a verde.

L’area è stata acquistata da Snam tramite accordi bonari con i proprietari. Il tratto Sulmona-Foligno è solo un tratto della Rete Adriatica che dovrà far arrivare in Europa il gas dei ricchi giacimenti dell'Azerbaijan. Il nuovo tratto Sulmona-Foligno dovrebbe collegarsi con il metanodotto già esistente e proveniente da Campochiaro in Molise, e che corre lungo il Parco nazionale della Majella. Il Tar del Lazio con una sentenza di giugno ha respinto un ricorso proposto dalla Regione Abruzzo contro la realizzazione dell'opera. Si attende ora il pronunciamento del Consiglio di Stato.  

"Sulla Centrale Snam  - ha detto Pingue - non si può indulgere nell’eterna disputa, particolarmente invalsa nel nostro territorio, tra Guelfi e Ghibellini. Se quest’opera un giorno si dovesse fare deve essere realizzata con tutti i crismi, con i materiali, con le procedure e tecniche innovative e con tutto 'il sistema dei parametri', dalla sicurezza, all’inquinamento acustico, all’impatto ambientale, alle polveri sottili, alla qualità dell’aria. di molto superiori a quello che prevede la legge. Insomma, deve essere un’autentica 'opera d’arte'. Un capolavoro di condivisione con il Territorio e delle moderne tecniche di realizzazione da esportare. Questa è la sfida che lanciamo allo stato e a Snam".

LA REPLICA DEL COMITATO

Fabio Spinosa Pingue auspica che il progetto della Snam, se proprio si deve fare, sia condiviso dalla nostra comunità e venga realizzato con tutti i crismi, anzi che sia un’autentica “opera d’arte”. Ci domandiamo dov’è stato Pingue negli ultimi 11 anni. Evidentemente si è perso qualcosa; si è perso il fatto che la nostra comunità in tutti questi anni, dopo aver analizzato a fondo il progetto della Snam, lo ha bocciato e lo ha rispedito al mittente.

E non parliamo dei vituperati comitati ambientalisti del “no a prescindere”. Parliamo di tutte le Istituzioni elette dai cittadini che, in modo unanime, hanno sancito che quel progetto è incompatibile con il nostro territorio e con la dorsale appenninica: 11 delibere del Comune di Sulmona, 4 della Comunità Montana, 5 della Provincia, 6 del Consiglio regionale, 7 della Giunta regionale, 1 della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. 

Ebbene, tutti questi atti sono stati considerati carta straccia dai vari Governi che, mostrandosi subalterni agli interessi delle multinazionali del gas, hanno tradito quella “sovranità popolare” che è il cardine della nostra Costituzione. 

Il “clima da stadio” evocato da Pingue non ci è mai appartenuto perché l’opposizione al progetto Snam è stata basata fin dall’inizio su motivazioni molto serie, quali la elevata sismicità del territorio, i rischi per la salute, i danni all’ambiente, i danni all’economia locale, le ripercussioni negative sul clima, le forzature procedurali e giuridiche.

Tutti argomenti, questi, che sono stati approfonditi nel convegno del 27 Giugno scorso che ha visto gli interventi di relatori di alto livello scientifico; convegno al quale Pingue non ha trovato il tempo di partecipare, dal momento che nelle stesse ore era impegnato a incontrare la Snam.

Pingue afferma che la classe politica è stata assente. Si tratta di una mezza verità perché tutti i pronunciamenti di contrarietà sono stati adottati dalla classe politica presente nelle Istituzioni, sia pure dietro la forte spinta dei cittadini. È vero però che nei momenti cruciali i politici più rappresentativi hanno voltato le spalle al territorio, preferendo le loro carriere politiche alla difesa del bene comune.

Quanto alla asserita mancanza di proposte alternative, è vero esattamente il contrario perché la risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati dell’Ottobre 2011 prevedeva la costituzione di un tavolo tecnico-istituzionale per la individuazione di un tracciato alternativo a quello della dorsale appenninica.

Sono stati i Governi e la Snam a boicottare quel tavolo, che non ha mai visto la luce. Così come è stata la Snam a rifiutare il confronto pubblico auspicato e insistentemente richiesto dai cittadini.

Il già Presidente di Confindustria L’Aquila afferma che “non spetta a noi imprenditori decidere se quest’opera si deve fare”. E a chi spetta allora? Non fanno essi parte della nostra comunità? I semplici cittadini hanno il titolo e l’onere di intervenire e gli imprenditori no? Proprio loro che sono i più diretti interessati, visto che i settori dell’agricoltura, del turismo e del commercio saranno quelli più pesantemente colpiti dal disastroso e inutile progetto della Snam?

Vogliamo solo ricordare che la battaglia contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico (progetto “Ombrina”) è stata vinta anche grazie alla notevole partecipazione delle categorie produttive della costa abruzzese. 

Ci sia consentita un’ultima osservazione sulla centrale di compressione come “opera d’arte”. Forse Pingue pensa di chiamare i migliori artisti per dipingere le pareti della centrale e trasformarla così in una attrazione turistica?



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