AL SIT-IN PROMOSSO DA LEGA RISPONDONO FI, FDI E AZIONE POLITICA; DI PRIMIO CONFERMA PROPRIA CANDIDATURA; ADESIONI SOTTO LE ASPETTATIVE, ORGANIZZATORI: ''CI RIFAREMO A PESCARA''

CENTRODESTRA IN PIAZZA DAVANTI L'EMICICLO, ''IN ABRUZZO AL VOTO ENTRO NOVEMBRE''

Pubblicazione: 08 settembre 2018 alle ore 17:43

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L'AQUILA - In circa duecento persone, tra militanti, simpattizanti, attuali ed ex amministratori di centrodestra, provienienti da tutto l’Abruzzo, hanno manifestato oggi pomeriggio in piazza dell'Emiciclo, all'Aquila, davanti la sede del Consiglio regionale, per chiedere che le elezioni regionali si svolgano entro la fine dell'anno e non nel 2019, come emergerebbe da alcuni documenti degli uffici regionali e da volontà della maggioranza di centrosinistra.

Consultazioni elettorali anticipate necessarie dopo le dimissioni del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, costretto a lasciare l'incarico il 10 agosto scorso in seguito alla convalida della carica di senatore del Partito democratico.

Al sit-in, promosso dalla Lega e che sarà replicato sabato prossimo a Pescara, hanno aderito Forza Italia, Fratelli d'Italia e Azione Politica dell'imprenditore Gianluca Zelli, una delle liste civiche della galassia di centrodestra che sarà presente alle elezioni.

"L'esigenza di tornare al voto in Abruzzo non è solo nostra ma anche di chi gestisce e dovrà prepararsi per la campagna elettorale, Forza Italia, Fratelli d'Italia, liste civiche e Udc", ha detto il deputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale della Lega, "stiamo assistendo ad un ostaggio programmato, il governatore D'Alfonso che per cinque mesi ha blindato la Regione con il doppio incarico, adesso ha lasciato la palla al vice presidente Lolli, ma non cambia che stiamo aspettando, vittima di tecnicismi e voci che si rincorrono".

"L'Abruzzo non può restare in questa fase di stallo e immobilismo, questo Consiglio regionale ormai non ha più ragione di esistere", ha aggiunto, prima di lanciare un affondo contro l'ormai ex governatore: "È andato a denunciarmi alla Procura della Repubblica ma si porta sulla coscienza i morti di Rigopiano", ha detto a proposito della querela che D'Alfonso ha presentato dopo il post di Bellachioma contro i magistrati sul caso dei migranti della nave Diciotti.

"Auspichiamo che da parte di chi deve decidere la data delle elezioni un atteggiamento di coerenza e di responsabilità", ha insistito il leader dei salviniani abruzzesi.

La manifestazione aquilana è stata anche la prima occasione di riunificazione della coalizione di centrodestra, dopo le tensioni estive condite da minacce reciproche di correre da soli da parte di Forza Italia e Lega, ma non è "il momento del totonomi", è stato detto.

Protagonista del sit-in, tuttavia, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio di Forza Italia, tra i papabili per la candidatura alla presidenza.

"Sto aspettando che ci sia la decisione dell'intero centrodestra, non sarò mai il candidato di una parte né il candidato che si propone, sono uno che ha dato la disponibilità, sono convinto delle mie possibilità, sono certo di quello che posso fare anche in termini di sinergia anche con gli altri partiti del centrodestra", ha affermato Di Primio.

"Quando si deciderà, non sarò io a candidarmi da solo ma sarà innanzitutto la mia maggioranza, la mia città che candiderà me alla presidenza della Regione. Oggi chi fa fughe in avanti rischia di fare la corsa dell'asino", ha aggiunto.

"Io sono anche un po' irritato dalla eccessiva ritualità che si sta tenendo, più figlia della seconda, terza Repubblica che non di quella che è la vita politica e amministrativa che viviamo oggi, dico soltanto che se vogliamo un candidato unitario che sia garanzia di poter partecipare con la ambizione di vincere le elezioni, questo non può venir fuori perché decide di candidarsi, ma viene fuori soltanto da un tavolo fatto da tutti i rappresentati dei partiti dove si valuta quella candidatura - ha continuato il sindaco di Chieti - Io ho messo a disposizione la mia candidatura, nient'altro. Sono convinto che se si farà una valutazione, ho buone chance di poter essere un candidato del centrodestra".

Insieme a Di Primio, sul tavolo continua ad esserci anche il nome di Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare azzurro sostenuto dalle reti civiche, anche se Azione Politica negli ultimi giorni ha mostrato freddezza, e visto di buon occhio dalla Lega, che tuttavia ancora non lo benedice: "Con Fabrizio ci siamo sentiti e parlati, decisamente è un candidato assolutamente credibile e spendibile anche in virtù della sua esperienza - ha detto Bellachioma - però in questo momento il ragionamento spero diventi più ampio e non riguardi solo l'Abruzzo ma anche altre realtà in cui si andrà al voto e gli scenari legati al governo".

Tuttavia, ha ammesso il coordinatore della Lega, "ho la netta sensazione che alla fine la sintesi si farà a Roma con i vertici del partito e per quanto ci riguarda sarà Matteo Salvini a decidere".

"Ho sempre detto che l'Abruzzo merita un candidato leghista, ma l'ho detto quando eravamo al 14 per cento, oggi che i sondaggi, con tutto quello che possono valere, ci danno in una forchetta tra il 26 e il 29, crediamo sia almeno una condizione imprescindibile rivendicare il candidato governatore, anche perché sono assolutamente certo che nel progetto nazionale della Lega l'Abruzzo è l'ago della bilancia e potrebbe essere la porta che il centrosud alla Lega", ha aggiunto

Bellachioma ha poi confermato che, su disposizione dei vertici nazionali, a seguito del maxi sequestro dei fondi del partito, tutti i parlamentari della Lega hanno interrotto il versamento mensile alla Lega: "Un minimo di tutela credo ci voglia, pur rispettando le decisioni della magistratura mi sembra giusto e corretto attuare delle linee di protezione difensive"

"Siamo abituati a stare senza soldi, quando siamo partiti quattro anni fa ci siamo autofinanziati", ha ricordato il coordinatore salviniano.

"Il centrodestra è unito e si prepara a vincere le prossime regionali", ha detto poi Etelwardo Sigismondi, insieme a Giandonato Morra coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, "perché è una coalizione compatta e ha idee importanti per questa regione. Votiamo subito perché non possiamo più perdere tempo, abbiamo già perso cinque mesi con il doppio incarico di D'Alfonso. Abbiamo bisogno di un governo autorevole che vogliamo dare immediatamente a questa regione".

"Fratelli d'Italia al tavolo del centrodestra presenterà una propria proposta di governo ed un proprio candidato governatore, poi faremo la sintesi con gli altri alleati. Stiamo facendo una selezioni all'interno del partito, abbiamo una classe dirigente importante, abbiamo dimostrato di essere in grado di amministrare centri importanti come il capoluogo di regione", ha aggiunto.

"Dobbiamo votare il prima possibile - ha detto anche Di Primio - abbiamo bisogno di un governo senza il quale pecchiamo anche di forza contrattuale rispetto al governo nazionale ma anche rispetto all'Europa. Non è il momento di giocare coi rilanci di data, bisogna scegliere quella più vicina".

"Dal 22 agosto, data della pubblicazione dell'atto di scioglimento del Consiglio regionale sul Bura abbiamo novanta giorni, che spireranno intorno al 22 novembre, credo che dalla prima domenica utile dopo il 22 alla prima domenica utile prima di Natale, si può tranquillamente votare", ha fatto osservare il sindaco di Chieti.

Sul costo delle elezioni anticipate, che secondo alcune stime graverebbe sulle casse della Regione per circa 8 milioni di euro, Di Primio ha detto che "se oggi noi continuiamo a tenere in piedi questa struttura comunque la paghiamo, e la dovremmo pagare fino all'election day, se votiamo subito sistemiamo la Regione e i costi che dobbiamo sostenere non saranno spese inutili, ma costi per la gestione della politica".

"Sarebbe una vergogna se le elezioni non si tenessero entro il mese di novembre", ha detto il deputato Luigi D'Eramo, per il quale serve "dare all'Abruzzo un governo stabile che possa lavorare".

"Se le elezioni si dovessero procrastinare oltre, continueremo a pagare decine di consiglieri regionali con anche importanti indennità senza che il Consiglio possa produrre nulla".

Sull'ipotesi di Di Stefano candidato governatore, D'Eramo ha detto che "è legittimo da parte di tutti coloro i quali credono di essere nelle condizioni di dare il proprio contributo avanzare ogni tipo di candidatura. Sottolineo però che la Lega sta lavorando e continua a lavorare affinché possa avere una diretta espressione come candidato presidente. Siamo il partito che è cresciuto di più, siamo il primo a livello italiano e tra le regioni del centrosud l'Abruzzo ha tra le migliori percentuali".

Presente alla manifestazione l'intero gruppo della Lega al Consiglio comunale dell'Aquila, Daniele Ferella, Luigi Di Luzio, Fabrizio Taranta, Francesco De Santis ed Elisabetta De Blasis e l'assessore Emanuele Imprudente, coordinatore provinciale del partito, quello di Fratelli d'Italia, composto da Giorgio De Matteis, Ersilia Lancia, Berardino Morelli e Marcello Dundee, e di L'Aquila Futura, Roberto Santangelo e Luca Rocci.

C'erano, poi, tra gli altri il consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri, il sindaco di Silvi Andrea Scordella, l'ex vice sindaco di Pescara Berardino Fiorilli di Azione Politica, gli ex consiglieri regionali Nicoletta Verì, Riccardo Chiavaroli, Luca Ricciuti e Camillo Sulpizio, l'ex presidente del Consiglio regionale Giuseppe Tagliente, l'ex sindaco di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara) Angelo D'Ottavio, la coordinatrice della Lega dell'Aquila Tiziana Del Beato, l'assessore comunale di Chieti Emilia De Matteo, quello di Avezzano Leonardo Casciere.

Assenti il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi (Fdi) e il vice sindaco, Guido Liris (Fi), mentre alla fine è arrivato il coordinatore comunale degli azzurri Stefano Morelli.



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