SOTTO L'EGIDA DI D'ALFONSO UN GRUPPO ALTERNATIVO AGLI ASSETTI STORICI

CENTROSINISTRA L'AQUILA: SPRINT PIETRUCCI
CON TORDERA E BARATTELLI SFIDA LA TRIADE

Pubblicazione: 03 gennaio 2017 alle ore 07:57

Pierpaolo Pietrucci
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L’AQUILA - Molti assicurano che, alla fine, non sarà lui. Eppure, se si dovesse scegliere oggi stesso, il candidato sindaco dell’Aquila del centrosinistra aquilano sarebbe il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, chi ci sta ci sta e chi no buona fortuna.

Il nome è partito in sordina ed è stato fatto trapelare da lui stesso a fine anno in un’intervista in cui il succo era “me lo stanno chiedendo, sarei il pacificatore”: etichetta, quest’ultima, che ha fatto storcere il naso ai vertici storici del centrosinistra cittadino, la “triade” costituita dalla senatrice Stefania Pezzopane, dal sindaco uscente, Massimo Cialente, e dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli.

E non a caso Pietrucci rappresenta la “testa di ponte” di un nuovo gruppo di potere, diverso dagli assetti canonici che, anzi, vorrebbe scompaginare, trasversale tra più settori e capeggiato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ansioso di “prendersi L’Aquila” per estendere ancora il suo dominio in regione che nei piani, ritenuti anche tra i simpatizzanti non sempre aderenti con il quadro di riferimento, lo deve portare a divenire, prima o poi, ministro della Repubblica.

Secondo quanto trapelato da fonti politiche, tra i trascinatori dell’ipotesi-Pietrucci ci sarebbe anche il mondo dei costruttori, ansioso di novità e aria giovane per sprintare ancora sulla seconda fase della ricostruzione post-terremoto del 2009, e grossi pezzi trasversali del comparto sanitario.

Leggi, il nuovo presidente dell’Associazione costruttori (Ance) provinciale, Ettore Barattelli, che già alle recenti elezioni dell'influente associazione di categoria si è presentato alla testa di un gruppo che lavora per un profondo rinnovamento, e il manager della Asl provinciale, Rinaldo Tordera, che guarda caso nel 2014 è stato tra i soci fondatori dell’associazione culturale e di impegno sociopolitico “Insieme”, think tank aquilano che ha sostenuto D’Alfonso fin dalle primarie del centrosinistra.

Non sorprende, anzi, va a sostegno della tesi, che Barattelli e Tordera si conoscano fin dai tempi della Cassa di risparmio aquilana, la Carispaq oggi incorporata in Bper, di cui erano rispettivamente quotato consigliere d’amministrazione e direttore generale.

Quello che stupisce è, invece, il legame, che è di intreccio recentissimo, tra Pietrucci e Tordera, subentrato a Giancarlo Silveri dopo mesi e mesi di tira e molla a inizio 2016.

Impossibile non ricordare, infatti, la battaglia pietrucciana per la scelta di un direttore generale che fosse medico e squisitamente aquilano, profilo che puntava direttamente ad Alessandro Grimaldi, stimato primario del reparto di Malattie infettive, segretario del sindacato Anaao, ma suo cugino, in contrapposizione all’identikit di un manager puro, quindi non medico, e neanche aquilano, voluto dal sindaco Cialente, che l’ha spuntata, e benedetto da D'Alfonso.

Dopo questa guerra, che ha lasciato numerose vittime sul piano politico, adesso invece i rapporti Pietrucci-Tordera sembrano come per magia divenuti idilliaci e in questo si registra la regia politica di un dirigente del Pd, quel Valerio Ferrari che, a dispetto della sua abitudine a lavorare lontano dai riflettori, ha tessuto più di una strategia in seno ai democrat, tra cui quella di aver prima scoperto e costruito il 'fenomeno' Pietrucci, del quale un po' riduttivamente viene considerato braccio destro, nonché uomo ombra e addirittura spin doctor.

Questo connubio sotto l’egida di D’Alfonso, che pure ha avuto diverbi con Pietrucci dal quale si è beccato un bel “fascista!” in aula consiliare e in diretta streaming, potrebbe arrivare a smantellare il dominio della “triade” che va avanti dagli anni Novanta. Ma non senza conseguenze.

Se le primarie di coalizione già apparivano in dubbio prima, con la “cosa rossa” di Sinistra italiana e Rifondazione pronta a sfilarsi come pure il “patto progressista” tra Italia dei valori, Socialisti, Liberali e Abruzzo civico, men che meno ora c’è voglia, tra i “piccoli” del centrosinistra, di partecipare a perdere alle pre-consultazioni, tramutandole in un plebiscito per Pietrucci.

A parteggiare per le primarie è rimasto solo il fronte guidato dall’ex Idv Giuliano De Nicola, che vanta anche l’assessore Giovanni Cocciante e il consigliere Adriano Durante e che ora ha messo nel carniere anche i Socialisti riformisti, tanto che proprio oggi, in un incontro con la stampa, tornerà a caldeggiare le pre-consultazioni schierando anche l’ex assessore Giancarlo Vicini.

Di Nicola, però, è considerato un “cialentiano di ferro”, etichetta che pure pubblicamente ha rigettato.

Questo può essere l'indizio che se Pietrucci si muove tra le linee, ancora più sotto traccia, per ora, agisce la “triade”, con la variabile impazzita, anzi, lo “spauracchio” della lista Cialente, capeggiata dal primo cittadino dell’ultimo decennio, uscente e non ricandidabile, che vorrebbe scorrazzare a briglia sciolta nel centrosinistra, rastrellando candidati di peso e incettando consenso e, quindi, alla fine, risultando determinante.

Alla luce di ciò, per tornare all’inizio, non stupirebbe se, alla fine, il piano-Pietrucci dovesse essere calato platealmente dall’alto, risultasse fin troppo divisorio, e alla fine fallisse, e il candidato sindaco dell’ultim’ora, con i galloni di “uomo della provvidenza” che si sacrifica per il bene comune, un cursus honorum indiscutibile e la dote elettorale di 300 milioni di euro di fondi pubblici per lo sviluppo da giocarsi come assessore alle Attività produttive, non risultasse lui: Giovanni Lolli, che, fino a ora, sia pure cordialmente, ha resistito nel chiamarsi fuori con la motivazione di dover continuare a servire la causa della Regione, sempre nell'interesse dell'amata L'Aquila.

Una soluzione che farebbe trionfare ancora una volta la Triade e rimandare per l'ennesima volta il ricambio generazionale.



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