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CEPAGATTI: AVVIATA DECADENZA CONSIGLIERE M5S, ''UNA VERGOGNA''

Pubblicazione: 07 gennaio 2019 alle ore 15:33

CEPAGATTI - "Una vera vergogna, una vicenda che ha dell'assurdo. Un procedimento abnorme, il primo nella storia del Consiglio comunale di Cepagatti, peraltro avviato senza i requisiti di legge, che ha l'apparenza di una misura punitiva e discriminatoria nei confronti dell'attività svolta all'opposizione dal Movimento 5 Stelle".

Così il consigliere comunale Daniele Fiucci (M5s) commenta il procedimento per la dichiarazione di decadenza avviato nei suoi confronti dal presidente del Consiglio comunale, Angelo Faieta.

Al centro della questione ci sono le assenze di Fiucci in occasione di tre sedute dell'assise civica, ma il consigliere, nelle sue osservazioni relative all'avvio della procedura, documenti alla mano, respinge al mittente ogni accusa e parla di "una grave violazione e limitazione dell'esercizio del 'munus publicum' riconosciuto dal popolo sovrano".

Nel documento - inviato al sindaco, Gino Cantò, al segretario generale vicario del Comune, al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri comunali e, per conoscenza, al Prefetto di Pescara - Fiucci ripercorre in modo dettagliato le tappe dell'accaduto e ricorda che "sin dalla prima seduta di insediamento del Consiglio, il sottoscritto faceva presente al presidente del Consiglio e all'intera assise consiliare le proprie difficoltà organizzative atte a partecipare a tutti i consigli comunali a causa di impegni lavorativi presso un datore di lavoro privato e in ragione dell'inserimento in un sistema articolato su turni di lavoro".

Secondo Fiucci "l'avvio del procedimento di decadenza dalla carica di consigliere comunale è illegittimo e del tutto privo di fondamento". Per il consigliere M5s "è assurdo parlare di 'disinteresse nell'adempiere al proprio mandato': basta vedere la mole di lavoro svolto e da svolgere, come mozioni, interpellanze, esposti, come quelli sulla questione randagismo, o, nell'ambito della stessa vicenda, la sfiducia nei confronti del sindaco per la mancata risposta ad un'interrogazione.

Un lavoro, portato avanti sempre nel rispetto di tutti e all'interno dei confini democratici, che forse ha dato fastidio a qualcuno", osserva il consigliere. "Come se non bastasse - prosegue Fiucci - il presidente del Consiglio comunale, nell'oggetto del documento che ha dato avvio alla procedura, ha citato l'articolo 42 dello Statuto comunale, quando, invece, l'articolo di riferimento è il 12, dimostrando la fretta e la superficialità con cui si è voluto procedere ad un provvedimento che ha tutto l'aspetto di una misura punitiva".



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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