CHIETI: COMMERCIANTI
E AMBIENTALISTI DICHIARANO
GUERRA AL MEGALO' DUE

Pubblicazione: 07 ottobre 2016 alle ore 16:03

PESCARA - Gruppo di lavoro comune tra Confesercenti, Cna, Casartigiani, Upa, Cia, consorzi Chieti C'entro e Le vie del commercio, e associazioni Legambiente e Wwf preoccupati dopo aver visionato il progetto di ''Megalò 2'', che dovrebbe sorgere nell'area adiacente l'attuale centro commerciale, a ridosso del fiume Pescara.

Secondo loro, che ''si riservano di intraprendere tutte le azioni tese a tutelare il territorio da un'ulteriore speculazione che avvantaggerebbe pochi", l'opera impone un ulteriore intervento invasivo sull'argine stesso del Pescara, "nonostante l'evacuazione del 2013 per rischio allagamento dell'area, nonostante tutti gli scandali portati alla luce dalla stampa e dalla tv nazionale su un'area, quella compresa tra Chieti e Pescara, tra le più cementificate d'Italia, e nonostante le finalità del progetto siano in completa antitesi con il progetto Prusst di riqualificazione e sviluppo sostenibile''.

''Si continua a perseverare in un'iniziativa - dicono le associazioni delle piccole imprese e ambientaliste - che avrà conseguenze incalcolabili sia sotto il profilo paesaggistico ed ambientale, sia in quello del commercio cittadino e delle piccole e medie imprese, sia in quello sociale''.

Le associazioni chiedono ai Comuni di Chieti e Cepagatti, sul cui territorio è previsto l'insediamento, nonché alla Regione Abruzzo, la massima chiarezza su quanto posto in essere, e quali le ragioni che possano avallare questo progetto.

Per Marina De Marco e Dario Rosato di Confesercenti il progetto diventerà ''l'ennesimo inutile megacentro con 9 locali di dimensioni tra i 200 ed i 2500 metri quadrati avulso dalla città, darà la definitiva mazzata all'economia cittadina e per questo - dicono - chiediamo la massima chiarezza alle autorità per sapere dove stiamo andando e con quali finalità''.

Secondo Daniele Colantonio di Legambiente ''il progetto prevede un ulteriore allungamento dell'argine, che potrebbe posporre la tracimazione del fiume più a valle, con una potenza tale da riversarsi fino alla foce del fiume ed alla città di Pescara. Già l'esistente Megalò, ricordiamo - conclude Colantonio - è una delle 10 costruzioni più pericolose d'Italia''.



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