CHIETI: EX LAVORATORI VILLA PINI CHIEDONO DI ESSERE PAGATI COME CREDITORI

Pubblicazione: 12 maggio 2018 alle ore 17:18

CHIETI - Chiedono di essere pagati come creditori, per gli stipendi e le spettanze che non hanno mai ricevuto, gli ex lavoratori di Villa Pini e di Maristella di Chieti, quasi 600, travolti dal fallimento che otto anni fa si è abbattuto sul gruppo di società, compresa la casa di cura, all'epoca di proprietà dell'imprenditore Vincenzo Angelini.

"Il fallimento Villa Pini e il fallimento Maristella sono stati aperti otto anni fa, nel 2010: gli ex dipendenti hanno preso una piccola percentuale di quello che gli spetta a fronte di un attivo fallimentare che ad oggi ammonta a circa 28 milioni e mezzo di euro", ha detto oggi a Chieti nel corso di una conferenza stampa l'avvocato Alessio Di Carlo, parlando a nome degli ex lavoratori che da agosto del 2014 non hanno più rappresentanti nel Comitato dei creditori.

"Per quanto riguarda i lavoratori di Maristella - ha aggiunto il legale - la situazione è ancora peggiore perché non hanno preso nulla e ogni semestre la situazione del fallimento si aggrava, l'attivo si riduce, qualsiasi istanza abbiamo fatto come creditori per chiedere per quale motivo questa situazione si riduca costantemente, è stata disattesa. Né il giudice né il curatore né il comitato dei creditori ci hanno mai risposto: allora, noi vorremmo chiarezza su questi punti, che sono importanti. Come mai l'attivo di Maristella non viene ripartito?".

"Nel dicembre del 2016 abbiamo avuto una prima ripartizione del 28,14% , poi tutto si è fermato - ha detto Said El Khoury, cardiologo nell'ex Villa Pini. L'ultimo rendiconto che abbiamo risale al 30 giugno 2017 :siccome è stata vinta una causa contro la Asl di Chieti che ammonta a 18 milioni e 800 mila euro, sommati alla rimanenza danno un attivo che attualmente è di quasi 29 milioni di euro. Sappiamo che non può liquidare tutto in una volta - conclude il medico- ma aspettiamo almeno una seconda ripartizione: però siccome non vediamo nessuna iniziativa, e dalla prima ripartizione sono passati 18 mesi, ora chiediamo che il curatore e il tribunale si diano una mossa per autorizzare un secondo riparto".



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