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CHIETI: SALTA CONSIGLIO COMUNALE SU VENDITA FARMACIA, CENTRODESTRA EVOCA SPETTRO DEL COMMISSARIAMENTO

Pubblicazione: 26 novembre 2018 alle ore 17:30

CHIETI - Evocano la prospettiva del commissariamento dell'ente nel caso di scioglimento anticipato del Consiglio comunale o di dimissioni del sindaco, con ripercussioni come il blocco amministrativo, la perdita degli investimenti previsti per la città e la mancata assunzione di dipendenti pubblici, i consiglieri della maggioranza di centrodestra al Comune di Chieti dopo che questa mattina il Consiglio comunale non ha raggiunto il numero legale, anche a causa dell'assenza di alcuni consiglieri della stessa coalizione, e non ha potuto deliberare la vendita di una delle tre farmacie comunali.

Lo fanno in una nota congiunta nella quale replicano alla minoranza che in mattinata, invece, nel corso di una conferenza stampa, ha prospettato l'ipotesi di arrivare nei prossimi giorni alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri dinanzi ad un notaio o al segretario generale dell'ente, per determinare la decadenza del Consiglio.

"Se c'è qualcuno che nottetempo pensa di andare vigliaccamente dal notaio per dimettersi, allora faccia un atto di coraggio, presenti una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e raccolga in Consiglio comunale i voti necessari per mandare a casa l'amministrazione comunale - scrivono i consiglieri di maggioranza. La vendita della farmacia rappresenta l'unica e insostituibile soluzione per evitare uno squilibrio finanziario nell'esercizio 2018. Forse non è chiaro, né ai cinque pseudo consiglieri di maggioranza né all'opposizione, che in caso di mancata alienazione della farmacia le ripercussioni per l'intera città saranno drammatiche - aggiungono - a pagarne i danni saranno direttamente i cittadini, il Comune e le società partecipate e in particolare proprio i dipendenti della Chieti Solidale e della Teateservizi".

"Il momento è estremamente delicato e di estrema importanza per il bene della città. Il 30 novembre torneremo in aula e voteremo a favore della conclusione della procedura, in quanto la non votazione costituisce azione in contrasto con quanto comunicato alla Corte dei Conti quale misura per migliorare la situazione finanziaria del Comune. I consiglieri Costantini, De Lio, Melideo, Rispoli e Troiano se ancora fanno parte della maggioranza consiliare si assumano la responsabilità di essere presenti al prossimo consiglio, in caso contrario diventeranno inutili tutti gli interventi posti in essere per tenere in sicurezza i conti del Comune e garantire i servizi ai cittadini".

E dai consiglieri di minoranza di centrosinistra è arrivato l'invito "a tutti i consiglieri che non si riconoscono più in questa amministrazione a recarsi dal notaio o dal segretario generale dell'ente per dimettersi, determinando lo scioglimento del Consiglio comunale, "mettendo fine, una volta per tutte, a questa esperienza amministrativa fallimentare".

I gruppi di minoranza hanno tenuto una conferenza stampa all'esito della seduta, ribadendo "a questo punto il sindaco Di Primio dovrebbe dare seguito alla volontà più volte manifestata di dimettersi - ha detto Chiara Zappalorto (Pd) - Noi come opposizione siamo stati e resteremo compatti".

Enrico Raimondi (L'Altra Chieti) ha annunciato che, nella seduta consiliare in seconda convocazione, il 30 novembre, la posizione non cambierà: "Affronteremo il Consiglio con la stessa posizione ferma per impedire la vendita della farmacia comunale. Non è vero che, se si vende la farmacia, il Comune si salva dal dissesto. La vendita porterà un'ulteriore riduzione dei servizi sociali. Come fa il sindaco, dopo otto anni e mezzo, a non aver individuato una soluzione alternativa alla vendita della farmacia? E poi chi ci dà la certezza che qualcuno la compri?".

"Siccome dubito che Di Primio andrà a dimettersi - ha detto Bruno Di Paolo di 'Giustizia sociale' - invitiamo i consiglieri che non si riconoscono più nell'amministrazione Di Primio a venire con noi a rassegnare le dimissioni, per far chiudere definitivamente il sipario su questo teatrino".

"Al di là di quanto faranno gli altri - ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio - prendo atto che la mancanza dei numeri a sostegno di questa amministrazione è un dato acquisito e non si può far finta di nulla. Ritengo doverose le dimissioni da parte del sindaco anche perché si tenta di far passare l'approvazione di questa delibera come l'ancora di salvataggio per questa città, ma non è così. La condizione deficitaria del bilancio comunale è strutturale". 

 



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