CHIETI: UFFICIO PROVINCIALE CACCIA E PESCA TRASFERITO A PESCARA, FI INSORGE

Pubblicazione: 09 marzo 2017 alle ore 11:28

CHIETI - "L'ufficio provinciale Caccia e Pesca di Chieti chiuso e trasferito a Pescara".

Lo denunciano il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo e quello comunale e provinciale Emiliano Vitale.

"Ancora un abuso, 'd’ufficio', sulla città di Chieti, anche in questo caso sono costretto a denunciare l’ennesima soppressione da parte della Regione in complicità con la Provincia, guarda caso tutte e due targate Pd - tuona Febbo - dopo il nefasto riordino sanitario privato e pubblico, l’abbandono economico e la cattiva gestione delle case di riposo di Chieti, i ritardati finanziamenti alla cultura come per il teatro Marrucino, gli uffici provinciali dell’Ambiente trasferiti a Pescara, la sede ex- Arpa, ora Tua, sempre trasferiti a Pescara, il Ciapi mortificato, l’Universita sradicata dalla città di Chieti, gli inesistenti finanziamenti per Chieti per le frane, le promesse ancora non mantenute sugl’interventi per il territorio cittadino riguardo al dissesto idrogeologico pregresso e con le conseguenze gravi che anche Chieti ha riportato i ripetuti eventi sismici ed gli eventi metrologici straordinari dello scorso gennaio, per non parlare del 'capriccio' dalfonsiano del nuovo ospedale con un irrealizzabile project financing rivolto tutto a scippare ospedale e Università alla nostra città".

"Un ufficio che riveste, non solo un ruolo amministrativo, per l’indotto che genera in termini di microeconomia con gli utenti (tra cacciatori, pescatori e raccoglitori di funghi parliamo almeno di 9.000 persone) ma anche per la storicità della funzione dell’ufficio stesso, quello, appunto, di caccia e pesca che racchiude una tradizione storica del più grande territorio provinciale della regione Abruzzo, quello di Chieti", dice Febbo.

"Tutto questo con una presidente di Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, che pensa solo a fare il sindaco di Pescara e non il presidente della Regione, dove, quanto meno avrebbe un debito elettorale su Chieti ricevendo quasi 12.000 mila preferenze, nelle ultime elezioni regionali, di cittadini teatini, che sta ringraziando, e non solo loro, con una continua e sistematica spoliazione di quella che è la vocazione soprattutto e non solo culturale ed amministrativa".

"Prima di procedere a siffatta sciagurata decisione, sarebbe stato opportuno che la Regione interpellasse Provincia e Comune, come d’altronde si sarebbe dovuto fare per altre future destinazioni di uffici come quello dell’ambiente e della sede della Tua - continua Febbo - per chiedere disponibilità logistica al fine di lasciare queste attività in città. Ma ancor più grave è che solo l'ufficio provinciale di Chieti viene chiuso e trasferito (a Pescara) mentre per Teramo, L'Aquila ed ovviamente Pescara restano dove sono, così come accaduto per l'Ufficio Ambiente, una condotta inqualificabile è intollerabile".

"La misura è stracolma - dice Vitale - mi tacciano e ci tacciano di essere campanilisti, ma diversamente non si può essere se questo è l’atteggiamento della politica regionale che predilige in tutto e per tutto una sola città e quando ogni giorno ci si sveglia, ti manca un pezzo, ti strappano qualcosa che è della città da sempre ed in nome, l’ho sempre detto e lo ripeto, di un 'aborto politico' del 2012, sempre targato Pd, con il 'riordino delle Province' che a questo punto, dopo la bocciatura del referendum, bisognerebbe valutare se costituzionalmente è ancora valido riorganizzare così le devoluzioni amministrative".

"Quesito che girerò ad uno o più  legali. Forse - conclude Vitale - il dialogo istituzionale non serve più, visto che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, altresì bisogna iniziare a scendere in piazza, anzi andare fare visita al Consiglio regionale e soprattutto mi rivolgo ai miei colleghi consiglieri comunali di minoranza del Pd (ed affini), con una sola domanda, dove siete!? Ma non avete il coraggio di alzare la vote? Questa è Chieti!".



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