CIMITERI TERAMO: D'ALBERTO, ''SITUAZIONE DRAMMATICA, MANCANO LOCULI E SOLDI''

Pubblicazione: 05 novembre 2018 alle ore 06:30

Foto da Ekuonews.it

TERAMO - Non c'è solo l'emergenza post-terremoto a funestare la condizione attuale e quella futura dei cimiteri di Teramo.

A rendere la situazione "drammatica", come la descrive il sindaco Gianguido D'Alberto, è anche la carenza di spazi per le sepolture. 

Emerge un quadro tutt'altro che incoraggiante dai sopralluoghi, che si sono conclusi nei giorni scorsi, del primo cittadino e del presidente della Team Pietro Bozzelli, nelle aree cimiteriali del territorio comunale, come riporta Il Centro

A Cartecchio D'Alberto, affiancato dall'assessore Valdo Di Bonaventura e da un drappello di consiglieri comunali, traccia un bilancio carico di ombre e interrogativi, a cominciare dalla scarsità di tombe. 

"Abbiamo a disposizione appena 27 loculi sparsi nei cimiteri frazionali - ha detto il primo cittadino alla stampa - a fronte di 534 richieste". 

La struttura messa meglio è quella di Caprafico che dispone di 12 spazi. 

A Rapino ce ne sono sei e quattro sia a Miano che a Garrano: il resto dei cimiteri ha zero loculi liberi. 

"Ci sono progetti di ampliamento per San Nicolò e altre aree - ha aggiunto D'Alberto - ma a causa del sisma dovranno essere rivisti". 

Il sindaco chiama in causa anche le inadempienze della passata amministrazione e cita come caso emblematico quello del cimitero di Sant'Atto. 

"Tante promesse e due campagne elettorali hanno caratterizzato il suo ampliamento, ma in realtà non sono stati completati neppure gli espropri dei terreni", ha precisato. 

A rendere ancor più cupa l'intera vicenda, poi, si aggiungono le ferite ancora aperte del sisma del Centro Italia. 

"Solo per Cartecchio c'è bisogno di 10,5 milioni di euro, mentre per le strutture frazionali la stima di spesa è di 1,6 milioni", ha dichiarato D'Alberto. 

Si tratta delle cifre necessarie per riparare i danni classificati E, che di fatto hanno determinato l'inagibilità di gran parte di padiglioni e cappelle sparse sul territorio comunale. La procedura per ottenere le somme e avviare i lavori di risanamento dovrà passare, dunque, per l'ufficio speciale per la ricostruzione. 

"Questi interventi finiranno nel calderone delle opere pubbliche e di conseguenza rischiano di trovarsi molto indietro nella scala delle priorità, con conseguenti ulteriori ritardi", ha concluso il primo cittadino.



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