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CINEMA E PSICHIATRIA INCONTRA L'INVIDIA, ANALISI DEL SENTIMENTO A ROSETO

Pubblicazione: 14 dicembre 2016 alle ore 19:38

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ROSETO DEGLI ABRUZZI - "L’obiettivo di questi incontri è quello di avvicinare la popolazione alla salute mentale nelle sue varie forme di disagio presenti nel contesto sociale di appartenenza".

Lo racconta ad AbruzzoWeb di Patricia Giosuè, psichiatra e psicoterapeuta, tra i relatori del ciclo di incontri L’invidia di "Cinema e psichiatria" a Roseto degli Abruzzi (Teramo), l'ultimo dei quali dopodomani, venerdì 16, presso il Palazzo del mare.

Un ciclo di incontri e di forze che abbraccia tutte le province abruzzesi, da Vittorio Sconci, psichiatra e direttore del dipartimento di salute mentale aquilano, Nicola Serroni direttore del dipartimento di salute mentale della Asl di Teramo, la dottoressa Maria Mattucci, direttore sanitario aziendale sempre a Teramo e con la collaborazione di Carlo Di Stanislao, Presidente dell’Istituto cinematografico dell’Aquila "La lanterna magica".

"Incontrare le persone in un contesto di convivialità - continua la Giosuè - lontano da un setting prettamente medico o psicologico, al fine di non stigmatizzare la sofferenza mentale, permettendo attraverso il dibattito scientifico con esperti psichiatri e psicologi, di capire i determinati genetici, relazionali, ambientali e traumatici correlati allo sviluppo della malattia mentale o del disagio psichico”.

Una rassegna di successo e dalla viva partecipazione come spiega ancora la psicanalista "il successo della fortunata rassegna, è confermato dell'attenta partecipazione degli studenti del liceo Saffo di Roseto e dal pubblico generico intervenuto nella proiezione pomeridiana dell'edizione attivata nella provincia di Teramo".

Tre i film scelti per attenzionare il problema dell’invidia: Il giovane favoloso, proiettato il 9 dicembre che racconta le vicissitudini di un giovanissimo Giacomo Leopardi interpretato da Elio Germano, Amadeus, film americano del 1984 che ha aperto l'evento il 2 dicembre, e Perfetti sconosciuti, previsto per il 16 alle 9.30, successo dello scorso anno in tutti i botteghini italiani, i cui protagonisti sono Marco Giallini ed Edoardo Leo.

"L'invidioso comunica questo messaggio: 'sono inferiore a te (all'invidiato), ti posso fare del male ... e ne godo' - commenta la Giosuè soffermandosi sulla scelta di Perfetti sconosciuti - per parlare dell'invidia quale occasione migliore di un film dei nostri giorni, uno spaccato di dinamiche interpersonali, di relazioni fluide per dirlo alla Bauman, dove un aspetto inquietante dell'invidia, ovvero quello di godere delle disgrazie altrui, completa la triade cinematografica".

Dopo la proiezione del Giovane favoloso, venerdì 9 dicembre, è intervenuta la dottoressa Pina Vallese, psicologa originaria di Pineto, ma presente anche nel capoluogo, parlando delle dinamiche di questa invidia al contrario "l tema dell invidia - spiega -  è un argomento molto attuale ma poco approfondito dalle nuove generazioni".

 "Pertanto - aggiunge - questi incontri cinematografici rappresentano un momento di riflessione ed approfondimento di un sentimento così sottile ed insidioso che può essere alla base di comportamenti ostili verso gli altri, oltre che fonte di profonda insoddisfazione di se stessi".

Uno strumento quindi, il cinema, attraverso il quale i ragazzi hanno l' opportunità di riflettere su tematiche dell'animo umano, che sono utili per sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva e per favorire un sano sviluppo del Sé.

"Questa rassegna è nata per superare lo stigma nei confronti della malattia mentale - spiega invece Sconci - un'immagine conoscitiva più vera del disturbo mentale, che all'inizio aveva uno scopo molto legato alle patologie della nostra branca. Alcuni sentimenti, come l’invidia, se vissuti in maniera spropositata sfociano in patologie anche molto gravi".

Un pensiero normale che diventa patologico, questa la spiegazione di Sconci ad un sentimento che accomuna i popoli da sempre, con le sue distorsioni, come evidenzia "l’invidia può culminare in aggressioni verbali o peggio nello stalking, la ex per esempio che viene lasciata e che non accetta la relazione dell’ ex compagno".

Parlando di Perfetti sconosciuti anche con Sconci, viene fuori un’analisi chiara da un film che presenta uno spaccato molto italiano, molto semplice, fatto di sentimenti quali l’invidia e la gelosia "La rabbia di tutti nei confronti di una persona, il chirurgo plastico (Marco Giallini ndr) la persona più normale nel gruppo e forse quella più realizzata, una rabbia che viaggia insieme all'invidia della moglie, al pressappochismo del suocero che non lo stima e la figlia, una giovane adolescente che aveva capito tutto e si rivolgeva difatti solo a suo padre".

L’invidia che rode e corrode, che dai sotterranei del proprio io sfocia in reazioni e situazioni al limite del grottesco come accade anche nella pellicola in questione "un film chiave per la nostra rassegna - conclude Sconci - con questa invidia prepotente e cocente che porta poi l'amico più sfigato, che fa nella vita il tassista a tradire la moglie ma soprattutto il suo amico, il chirurgo ospite impeccabile, nel peggiore dei modi, e se vogliamo nel più classico, imbastendo una relazione con sua moglie".



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