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CINEMATIK: TRENO DI NOTTE PER LISBONA, CAMBIAMENTO IN UN ISTANTE

Pubblicazione: 01 maggio 2013 alle ore 08:07

Una scena del film
di

L’AQUILA - Un thriller esistenziale, improntato sulla profondità dei dialoghi e della parola scritta che danno voce come un filo sotteso al mistero che permane, nonostante la risolta realtà di un evento storico, nel chiaro scuro di una vita che, con grande eleganza, torna a galla, donano una nuova possibilità a chi è stato capace di coglierne l’importanza.

“Hai realizzato che avresti potuto cambiare la tua vita in un istante?”, così domanda il monotono e prevedibile professore di latino di Berna, Raimund Gregorius (Jeremy Irons), alla ragazza con il cappotto rosso che tenta di compiere un gesto disperato, buttandosi giù da un ponte, e a cui ha appena salvato la vita.

La ragazza scompare, lasciando il suo cappotto rosso, un libro e un biglietto del treno per Lisbona e Raimond coglie l’occasione per compiere un atto istintivo, salire su quel treno, senza nulla con sé tranne se stesso, e partire.

Una volta sul treno, Raimond legge quelle pagine e scopre delle affinità di riflessione sulla vita con l’autore che è un giovane medico portoghese, Amadeu Prado (Jack Huston), figlio di un importante giudice, che, circa quarant’anni prima, durante gli anni del regime di Salazar, nei primi anni ‘70, aveva preso parte alla Resistenza, insieme al suo miglior amico Jorge (August Diehl da giovane e Bruno Ganz), un compagno di università, farmacista, con cui aveva condiviso la lettura di tanti testi proibiti, figlio invece di un semplice fruttivendolo.

Arrivato a Lisbona, Raimond ricostruirà la storia di quel ragazzo, che scopre essere scomparso in giovane età, dapprima incontrando l’anziana sorella Adriana (Charlotte Rampling), che gli aveva fatto da assistente e che aveva raccolto tutti gli appunti per pubblicarli e che ancora oggi rifiuta l’idea che il brillante fratello non ci sia più.

Poi conosce per caso un’oculista, Mariana Aca (Martina Gedeck), che gli farà abbandonare il vecchio paio di occhiali dalla montatura pesante, optando per una più moderna e leggera e che gli farà incontrare l’anziano zio (Tom Courtenay), un pianista che aveva persino rinunciato alla sua carriera per non tradire la causa rivoluzionaria.

Grazie a Mariana, Raimond riuscirà infine a conoscere il grande amore di Amadeu, Estefania (Mélanie Laurent da giovane e Lena Olin), una professoressa di storia, che vive in Spagna da molti anni e che chiarirà l’ultima parte della vicissitudini vissute da Amadeo, lasciando Raimond libero di compiere la sua scelta.

Tratto dal pluripremiato romanzo tedesco omonimo di Pascal Mercier, pseudonimo del professore di Filosofia Peter Bieri, docente alla Freie Universität di Berlino, pubblicato, nel 2007, in 30 Paesi tra cui in Italia da Mondadori, il film del regista danese Bille August, nome poco noto ma rimasto nel cuore di molti per La casa degli spiriti (1999), esalta, attraverso la qualità delle immagini e della sceneggiatura, la forza drammatica, senza mai risultare pedante e noioso.

Il pathos dipana la matassa con la qualità della forza poetica mai urlata ma ben congeniata dalla delicata suggestione visiva: questo è il grande, coinvolgente, prezioso talento di August capace, senza mai staccarsi dal reale, di immergerci in una dimensione che assomiglia all’onirico, eppur vivida, fresca, priva di patetismi.

Alla fine si esce dalla sala ritrovando tutti gli echi della simbolicità presente ma non appariscente e ponendosi il quesito universale sulla contraddizione della condizione dell’uomo: “Se così fosse, che viviamo solo una piccola parte della nostra vita, cosa succede al resto?”.

In tutto questo percorso di ricerca, di verità storica, di sentimenti di colpa, malinconia, d’amicizia e d’amore, la città di Lisbona, con le sue stradine in salita e in discesa, le scalinate, l’improvviso rinfrangersi della luce potente della piazza, risulta tremendamente adatta alla trama, subiamo il fascino di questo luogo, quello natio della ragazza dal cappotto rosso che svelerà l’identità, chiudendo il cerchio dei sopravvissuti rimandi esistenziali.

TITOLO ORIGINALE: Night Train to Lisbon GENERE: Drammatico REGIA: Bille August SCENEGGIATURA: Greg Latter, Ulrich Herrmann ATTORI: Jeremy Irons, Mélanie Laurent, Martina Gedeck, Bruno Ganz, Charlotte Rampling, Jack Huston, Tom Courtenay, August Diehl, Lena Olin, Christopher Lee FOTOGRAFIA: Filip Zumbrunn MONTAGGIO: Hansjörg Weissbrich MUSICHE: Annette Focks PRODUZIONE: Studio Hamburg Filmproduktion e C-FILMS AG , in coproduzione con Cinemate SA, C-Films e TMG Tele München Group, Swiss television SRF e Teleclub AG, in cooperazione con ZDF DISTRIBUZIONE: Academy2 PAESE: Svizzera, Germania, Portogallo 2013 DURATA: 110 Min FORMATO: Colore

IL CINEBISCOTTINO


da Le notti folli del Dottor Jerryll (1963) di Jerry Lewis

http://www.youtube.com/watch?v=du_S3Mrs6cY

Dott. Jerryll: “Per imparare una lezione della vita non è mai, non è mai troppo tardi e io credo che la lezione che ho avuto sia stata salutare. Io non voglio essere qualcosa che non sono, non mi piaceva essere qualcun altro e nello stesso tempo sono contento di esserlo stato perché ho scoperto una cosa di cui non mi ero reso conto. È meglio andare d’accordo con se stessi. Pensate a tutto il tempo che uno deve passare con se stesso. Se non si ha stima di noi stessi, come si può pretendere che ce l’abbiano gli altri? Ecco quel che ho scoperto”.



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