CITTA' IN RICOSTRUZIONE PIU' INCLUSIVE,
L'AQUILA ORA SPERA NEL DISABILITY MANAGER

Pubblicazione: 28 luglio 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Abbattere le barriere architettoniche, realizzare edifici pubblici e privati accessibili anche alle persone affette da disabilità, per una città che possa definirsi inclusiva. È la delicatissima mission del disability manager, la figura professionale, ancora poco conosciuta in Italia, che si affianca alle amministrazioni comunali nella costruzione di città fruibili a tutti i cittadini e che dovrebbe poter agire all’interno del territorio in cui opera modificando non solo la struttura architettonica, ma anche la rete relazionale, in modo da garantire una piena inclusione della persona disabile nell'ambito quotidiano.

All'Aquila e nell'area del cratere, dopo una prima fase di sensibilizzazione sul tema, l'Ufficio speciale Usrc, ritenendo valida e necessaria tale figura, ha promosso corsi di formazione per gli ingegneri impegnati nella ricostruzione post-terremoto, arrivando a chiedere la stesura di un protocollo d'intesa che regolasse la costruzione degli edifici pubblici, in modo da renderli fruibili a tutti i tipi di disabilità.

Lo ha scritto Adriano Perrotti, rappresentante della Sidima, la società italiana disability manager, ma è rimasto fermo in qualche cassetto.

Perrotti, da trent'anni costretto su una sedia a rotelle a seguito di un incidente in moto, non ha alcuna intenzione di arrendersi: "Dopo l'incidente fui portato al Gemelli di Roma, avevo solo 22 anni - racconta - e lì mi dettero per spacciato. Io sono stato fortunato, perché mia madre non si arrese e mi portò in Germania, ma in quella sede mi diedero una notizia che mi sconvolse, vista la mia giovane età: mi dissero che non avrei più camminato e in quel momento l'unica cosa che mi chiesi fu 'perché a me?', ma una volta accettata la situazione ho pensato 'perché no?'".

È iniziato così il lungo percorso di Perrotti, che oggi affronta con forza e coraggio la sua condizione, aiutando tanti che, come lui, si trovano a vivere in città poco inclusive.

Diventare disability manager sicuramente è stato un passo importante in questo senso, anche alla luce del fatto che la condizione delle persone con disabilità non è migliorata in ambito nazionale e ancor meno in Abruzzo e all'Aquila: "È assurdo che nel 2017 ancora ci siano edifici pubblici non accessibili a tutti, i marciapiedi dismessi diventano veri e propri ostacoli e anche una semplice passeggiata diventa un problema se bisogna 'dribblare' le tante, troppe, buche".

Una situazione che, secondo lui, si è addirittura accentuata all'Aquila dopo il terremoto del 2009, con tutti i problemi che ha una città in ricostruzione.

"Migliorare l'accessibilità della città dovrebbe, comunque, essere una prerogativa dei cittadini stessi, che spesso si rendono protagonisti di atti di inciviltà - dice - Per esempio occupare gli stalli riservati, senza alcun diritto, è un'azione grave, che mostra la poca sensibilità e la superficialità di alcune persone. Inoltre se parliamo dei parcheggi dei supermercati, la situazione diventa assurda: non si può segnalare l'abuso, perché si tratta di un parcheggio privato".

A riaccendere i riflettori sulla questione, in campagna elettorale, era stato Pierluigi Biondi, oggi sindaco del capoluogo abruzzese: "Nonostante le ferite del terremoto ancora evidenti e i diversi cantieri aperti, L’Aquila deve essere una città accogliente per tutti i cittadini e per i turisti - scriveva sul programma - In questa ottica verrà istituita la figura del disability manager". 

Una figura che in Italia, però, stenta a decollare, sebbene sia prevista per i Comuni che superano i 50mila abitanti dal Libro Bianco su accessibilità e mobilità urbana-linee guida per gli Enti locali.

"Si tratta di un facilitatore di reti, una figura di supporto che si trova a diretto contatto con il sindaco per affrontare tutte le problematiche di tipo socio-sanitario, relative all'inclusione lavorativa e anche al turismo - spiega Perrotti ad AbruzzoWeb - 'Inclusione sociale' è un termine inflazionato ormai, a volte viene usato in modo scorretto, ma la vera inclusione si ha quando la città diventa davvero di tutti, nessuno escluso. Il sisma sotto questo aspetto poteva essere un elemento semplificatore per rendere L'Aquila accessibile, piacevole e fruibile per tutti".

Nell'ambito della ricostruzione si dovrebbero tener presenti i criteri dell'accessibilità, pur mantenendo il valore storico-artistico degli edifici e dei percorsi e questo, secondo Perrotti, sarebbe molto più semplice applicando l'Universal design, un metodo di costruzione innovativo, che si applica attraverso una serie di principi: l'equità, la flessibilità, minimizzare i rischi o le azioni non volute, rendere idonei gli spazi per l'accesso e l'utilizzo degli stessi e la semplicità.

Superfici solide e antiscivolo, maniglie a leva per l'apertura delle porte, interruttori della luce con grandi pulsanti piani o comunque riconoscibili al tatto, porte interne, spazi e corridoi con almeno 60 per 60 centimetri di spazio di manovra, questo è un tipo di progettazione che possa davvero dirsi universale.

"La disabilità è una condizione di salute in un ambiente sfavorevole - sottolinea Perrotti - è l'ambiente che la crea e che ha il potere di amplificarla o di ridurla: ecco perché due persone con la stessa tipologia di disabilità, che vivono in città diverse, possono vivere la propria condizione in maniera differente".

Una battaglia ancora tutta da combattere: "Ho avuto contatti con i vertici dell'Ufficio speciale della ricostruzione del cratere, abbiamo avuto diversi incontri, siamo riusciti a fare dei corsi di formazione sul tema dell'Universal design, la progettazione accessibile universalmente, con la Sidima e in collaborazione con i tecnici dell'Ufficio speciale - racconta Perrotti - A questo sarebbe dovuta seguire la stesura e la firma di un protocollo d'intesa che regolasse, attraverso un apposito 'bollino di accessibilità', la ricostruzione pubblica, in modo tale da avere una certificazione sulla fruibilità universale di tutti i nuovi edifici. Ad oggi - dice con rammarico - non è stata apposta alcuna firma e tutto è fermo".



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