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CAPOGRUPPO PD PAOLUCCI, ''GRAVISSIMI RITARDI, NOTA TETTI DI SPESA FIRMATA IERI DA MARSILIO E VERI' ANDAVA FATTA A DICEMBRE''; ''RESTO IN ATTESA DI SAPERE SE ASL HANNO CHIUSO PARTITA ANNO PRECEDENTE E PAGATO SALDI''

CLINICHE PRIVATE: REGIONE FISSA BUDGET 2020
MA CONTRATTI 2019 AL PALO, RISCHIO STIPENDI

Pubblicazione: 13 febbraio 2020 alle ore 14:36

PESCARA - "Quanto la maggioranza di centrodestra sia superficiale e pasticciona lo dimostra il fatto che il primo atto ufficiale e provvisorio sui tetti di spesa, sia stato firmato ieri solo dopo la mia presa di posizione e la minaccia di ricorrere alle procure di Pescara e L’Aquila durante l'ultima riunione dei capigruppo”.

A tornare ad attaccare a testa bassa sui ritardi della sottoscrizione dei contratti tra le Asl e gli operatori della Sanità privata, è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio Regionale, Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità, in una partita che vale 250 milioni di euro, di cui 131 con le case di cura,118 per prestazioni assicurate sul territorio, come esami ed analisi. 

E lo fa dopo un passo avanti, seppur tardivo, e dopo le minacce di andare in Procura da parte di Paolucci, e il rischio di blocco degli stipendi di centinaia di dipendenti, effettuato ieri dall'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, della Lega, e dal presidente della Regione, Marco Marsilio, Fratelli d'Italia: la sottoscritto della Nota dei tetti di spesa provvisori per il 2020, documento essenziale, che sottolinea Paolucci, doveva essere firmato entro il 31 dicembre 2019,  e dove si indica un budget, per ciascun operatore, calibrato in questo caso sull'anno precedente, in base alle quali le Asl sono autorizzate intanto ad acquistare le  prestazioni e pagare gli acconti, in attesa che si firmi il contratto vero e proprio.  Gli operatori privati hanno dunque lavorato per la prima parte del 2020 senza alcuna comunicazione ufficiale da parte della Regione Abruzzo.

A spingere Marsilio e Verì a stringere i tempi, la tensione alle stelle che si è venuta a creare in particolare a Vasto, dove i lavoratori delle struttura socio-sanitaria privata della Fondazione Padre Alberto Mileno, in assenza di un budget, si sono visti dimezzare  gli stipendi.

Messa una pezza "provvisoria" per il 2020, resta però il nodo delle convenzioni relative al 2019, i contratti definitivi, che sbloccano il pagamento dei saldi. Solo in parte sottoscritte, e su cui c'è poca chiarezza, e che tante polemiche hanno sollevato in queste settimane.

Anche qui il rischio è il blocco dei pagamenti da parte delle Asl e dunque dei compensi per i lavoratori, e della possibilita di garantire i servizi. 

"Malgrado la nota di ieri, la questione non è affatto risolta, in quanto le Asl non liquideranno tutte le spettanze del 2019 fino a quando questa Giunta irresponsabile e superficiale non chiuderà tutti i relativi aspetti contrattuali", afferma infatti Paolucci, riferendosi  ai documenti di risposta inviati da tre dei quattro direttori generali delle Asl abruzzesi, a seguito della sua richiesta 3 dicembre.

Le Asl provinciali di Chieti e L’Aquila, nelle note di risposta inviate entrambe il 23 dicembre scorso, hanno informato che "si è proceduto alla sottoscrizione dei contratti negoziati relativa all'annualità 2019, nel rispetto delle disposizioni regolamentari regionali in materia”.

Ma non si dice nelle lettere, a firma dei dg, Thomas Schael, di Chieti, e Roberto Testa, dell’Aquila, se poi le convenzioni sono stati inviati all'assessorato, per completare l’iter. 

E commenta oggi Paolucci : "Le Asl di Chieti e L'Aquila, sono le sole per cui risultano concluse, e non è vero e infatti non liquidano, le procedure di sottoscrizione dei contratti negoziali relativi all'annualità 2019 in materia di prestazioni erogate dalle strutture private accreditate".

La Asl di Pescara, in una nota a firma del direttore generale facente funzioni, Antonio Caponetti, del 6 dicembre, ha scritto invece che “risultano concluse le procedure di sottoscrizione del contratto negoziali relativa all'annualità 2019 in materia di prestazioni erogate dalle strutture private titolari di accreditamento definitivo. Con prestazioni sanitarie strutture riabilitative ex articolo 26 della legge 883-78 (residenze sanitarie assistenziali, residenze protette strutture psico-riabilitative. E che per tali prestazioni si aggiunge, "si è provveduto a sottoscrivere e restituire alla Regione i contratti ricevuti".

Però, per tante le restanti tipologie di prestazione, “l'iter della definizione delle negoziazioni sono in corso e coinvolgono nostra azienda, le altre ASL, la regione Abruzzo, gli erogatori privati e comportano i tempi tecnici necessari”

La Asl di Teramo, di cui è direttore generale facente funzione, Maurizio Di Giosia, non ha invece risposto. 
Paolucci ha dunque chiesto un report per conoscere dettagliatamente per ciascun contratto sottoscritto i pagamenti per l'anno 2019 e precisando se "sono avvenuti nella loro interezza come previsto dalle norme vigenti in materia, laddove il contratto è stato sottoscritto come puntualmente affermato nelle note".

"Solo ieri l’esecutivo si espresso sui tetti provvisori del 2020 quando già nel Vastese erano esplose le prime conseguenze sui lavoratori – sottolinea l’ex assessore alla Sanità –  Ma è solo un primo passo, visto che non sono stati ancora capaci di chiudere i contratti del 2019. Al contrario di quanto mi hanno confermato le Asl di Chieti e L’Aquila  e nonostante il silenzio del Dipartimento della Sanità della Regione Abruzzo, ai quali ho scritto missive dai primi di dicembre scorso per chiedere a che punto fosse la ratifica". 

"Mi viene da pensare - incalza Paolucci - che se non avessi sollevato io il problema, questa Giunta lenta e superficiale nemmeno se lo sarebbe posto: mettendo così a repentaglio non solo migliaia di prestazioni e servizi erogati dai privati in regime contrattuale, ma anche gli stipendi e le spettanze di tutti gli operatori del settore, col rischio di esporre loro e loro famiglie, a cui va tutta la mia vicinanza e solidarietà, a un disagio economico che non si è mai verificato prima d’ora. Malgrado la nota di ieri, la questione non è affatto risolta, in quanto le Asl non liquideranno tutte le spettanze del 2019 fino a quando questa Giunta irresponsabile e superficiale non chiuderà tutti i relativi aspetti contrattuali". 

"Sul mancato rinnovo dei tetti non starò con le mani in mano - prosegue Paolucci -, perché parliamo di una lacuna gravissima che porta le strutture a operare senza la documentazione regionale di supporto, come invece la normativa richiede e senza che chi deve controllare lo faccia. Non si tratta di cifre da poco conto, le ripeto: circa 250 milioni di euro, di cui 131 con le case di cura, 118 per prestazioni assicurate sul territorio, come esami ed analisi.

"C’è, infine, da considerare un dettaglio non da poco circa l’impegno di questo esecutivo sul fronte sanità, impegno che è del tutto insignificante: alla copertura provvisoria dei tetti di spesa del 2019 ha pensato la giunta precedente di cui ero parte, con una nota datata 11 dicembre 2018 con cui si rimandava alla programmazione da noi effettuata a riguardo. Nei fatti manca del tutto la programmazione conseguente che avrebbe dovuto fare il centrodestra, ma è un’azione di cui questo esecutivo non è capace, come dimostrano i documenti fin qui prodotti al Ministero e che il Tavolo di monitoraggio della sanità ha pesantemente stigmatizzato. Sono curioso di sapere a chi attribuiranno la colpa stavolta di tanta inerzia. Mi prendo il merito di averli scossi dal torpore, però, tenendo comunque alta l’attenzione, perché la nota senza programmazione non basta”.



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