COMITATO SCUOLE SICURE L'AQUILA: ''NO AL COTUGNO DIVISO IN PIU' SEDI''

Pubblicazione: 04 agosto 2017 alle ore 18:37

Una fase dei controlli al ''Cotugno''

L'AQUILA - "Il Comitato Scuole Sicure L'Aquila chiede che si elabori una soluzione al più presto, per tutte le scuole aquilane, e che si avvii urgentemente tutto quanto necessario ad avere finalmente all’Aquila un patrimonio edilizio sicuro e adeguato alle esigenze della migliore didattica. L’eventuale decisione di considerare la ricollocazione degli studenti del Cotugno nelle diverse sedi di altri istituti, non può considerarsi una reale soluzione".

Lo rende noto il Comitato Scuole sicure dell'Aquila aggiungendo che, "è prevista per lunedì 7 agosto l’ufficializzazione della decisione, dopo aver raccolto tutte le informazioni utili, in termini di aule libere e spazi utili nei vari istituti".

Il comitato ricorda che "le ultime notizie riportate dalla stampa riferiscono che il neo presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, in concerto con il sindaco, Pierluigi Biondi e il capo della struttura tecnica di missione, Giampiero Marchesi, intendano risolvere la sistemazione degli studenti del liceo Cotugno, con una ridistribuzione degli studenti negli altri edifici scolastici del polo di Colle Sapone, ovvero gli istituti D’Aosta, Colecchi e il liceo scientifico Bafile".

"Riteniamo da parte nostra doveroso ricordare - continua il Comitato - agli amministratori e ai funzionari competenti nella decisione, alcuni elementi di conoscenza degli istituti superiori aquilani, sollecitandoli a considerarli prioritari ai dati puramente planimetrici".

"Gli indici di vulnerabilità degli edifici attualmente ospitanti le scuole superiori del polo di Colle Sapone, nello specifico il D’Aosta sono 0,17, istituti Bafile e Colecchi 0,31. Tutti indici oggettivamente lontani da quelli di effettiva sicurezza - scrivono - Il dato sull’esposizione, che è tra i parametri concorrenti alla valutazione di vulnerabilità sismica degli edifici, ovvero il numero di persone mediamente presenti durante la fruizione ordinaria dell'edificio, incide in maniera direttamente proporzionale sull’indicatore di rischio: il rischio aumenta all’aumentare del numero di persone".

"I valori medi di resistenza a compressione del cemento, riportati sugli studi di vulnerabilità effettuati nel 2013 e nel 2014 sulle sedi degli attuali istituti di scuole superiori aquilane, risultano  in molti casi al di sotto dei parametri dati dalle vigenti normative, tali da dettare un esito negativo ai collaudi statici delle strutture se questi venissero fatti oggi - prosegue la nota - Le indicazioni normative vigenti ritengono valori di resistenza non accettabili per le parti strutturali quelli inferiori a 16 N/mm2, di contro sono diversi i corpi di fabbrica delle nostre scuole a presentare valori al di sotto anche in maniera significativa".

Secondo il comitato, poi, "i piani di evacuazione adottati fino ad oggi negli istituti presentano criticità, e la valutazione di opportunità di un aumento di popolazione scolastica non può prescindere dalla possibilità di rimodulare i piani di sicurezza e verificarne l’efficacia, tanto più che l’eventuale responsabilità dei piani di sicurezza dei singoli istituti graverebbe sui dirigenti scolastici (e non sugli stessi enti che prenderanno la decisione)".

"Oltretutto il Bafile-Muzi è privo di certificazione antincendio e di certificato di agibilità post lavori di creazione degli spazi che dal 2014 ospitano il liceo artistico. La concentrazione di popolazione studentesca nel polo, già a prescindere dall’eventuale incremento di studenti, necessita dell’organizzazione di una logistica di emergenza - continua ancora - Tutti gli eventi sismici significativi verificati fino a oggi hanno trovato fortunosamente le scuole chiuse, e non si è mai verificato cosa potrebbe accadere invece nel caso in cui un sisma avvenisse in pieno orario scolastico".

"Un ulteriore sovraccarico della zona, dovrebbe a maggior ragione contemplare un piano di evacuazione ad hoc per l’intero polo scolastico. Quest’ultima considerazione, vale anche nella valutazione di quello che è stato il comportamento delle strutture scolastiche in occasione del terremoto del 2009 e di quelli verificatisi negli scorsi mesi", conclude.



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