COMMERCIO DI AUTOMOBILI DALLA GERMANIA
NEL MIRINO DELLA FINANZA, AQUILANO NEI GUAI

Pubblicazione: 04 luglio 2017 alle ore 09:36

L'AQUILA - La Guardia di finanza dell'Aquila ha inferto un duro colpo "ad un gruppo criminale operante nel settore dell’importazione e commercio delle autovetture usate provenienti dall’estero", accusato di truffa milionaria allo stato attraverso l'evasione iva nelle operazioni di compravendita.

I finanzieri hanno eseguito in mattinata 32 perquisizioni presso le abitazioni, gli studi di pratiche auto ed i concessionari dei presunti appartenenti al sodalizio capeggiato da Vincenzo Leli, aquilano di 49 anni, nome noto nel mondo del commercio di autoveicoli usati.

Con l'accusa di truffa ai danni dello Stato sono finiti sotto inchiesta 22 persone, tra cui collaborarori del 49enne: sequestrato oltre un milione di euro individuato in conti correnti, immobili ed auto giacenti sui piazzali dei concessionari.

Secondo le accuse dei finanzieri, sarebbero state due all'Aquila e due a Pescara le concessionarie nel mirino delle indagini coordinate dal  procuratore capo, Michele Renzo, e dal pm Stefano Gallo e caratterizzate da mesi di pedinamenti ed intercettazioni.

Sfruttando le maglie larghe della normativa sulla nazionalizzazione di veicoli usati provenienti da altri paesi della Comunità Europea, Leli, attraverso una fitta rete di collaboratori, avrebbe reperito in Germania, provvedendo con la rete di collaboratori al materiale ritiro degli stessi, autoveicoli usati: con la complicità dei propri clienti, le auto sarebbero state immatricolate in Italia tramite una falsa autocertificazione presentata presso la Motorizzazione Civile da parte degli acquirenti, che attestavano di aver acquistato in prima persona, quali privati compratori, gli autoveicoli. In tal modo, non sarebbe stata pagata l’Iva sulle transazioni.

Il mancato pagamento delle imposte portava un duplice vantaggio sia per chi acquistava, che si vedeva praticato un prezzo più vantaggioso rispetto a quello di mercato per via dei diversi margini di guadagno ottenuti tramite l’evasione fiscale, che per chi vendeva, che, non comparendo per nulla nella transazione, evitava il pagamento delle relative imposte.

Le indagini hanno permesso di evidenziare che Leli avrebbe lucrato ulteriormente sulle transazioni effettuate, in quanto, usufruendo della normativa europea sugli acquisti intracomunitari, comprava sul mercato tedesco al netto dell’Iva, facendo invece pagare il prezzo comprensivo della mposta ai propri clienti.

I NOMI DEGLI INDAGATI

Oltre ai principali accusati, Vincenzo Leli e Lucio Andreoli, sono 15 gli indagati a piede libero noti nel filone cosiddetto "aquilano" nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica sul commercio illecito di automobili dalla Germania, coordinata dal pm Stefano Gallo che ha delegato per le indagini la Guardia di finanza.

Si tratta di Maria Menke Ute, moglie dell'indagato chiave Leli e titolare della concessionaria Ml Auto, Luciano Muzi socio e tuttofare della Euro Car, Rodolfo Ciuffetelli autista di Leli e della Menke, Claudio Sabatino Santella autista di Leli e della Menke, Paolo Sosnowski loro collaboratore, Alessandro Marrocchi collaboratore di Ml Auto, Matteo Rosa titolare di agenzia pratiche auto, Maurizio Pirolli autista dei due, Aldo Corsi e Maurizio Corsi titolari di agenzia pratiche auto, Sossio Guarino autista, Daniele Innocenzi autista, Pasquale Montella autista, Renzo Tarantelli titolare di agenzia pratiche auto e Massimiliano Di Marco autista.

Altri 6 nomi sono indagati nei filoni relativi a Roma, Pescara e Frosinone dell'inchiesta e non sono stati rese note le loro generalità.



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