INTERVISTA A LORENZO BAZZANA, RESPONSABILE ECONOMICO NAZIONALE
''ANCHE CERTE REGOLE EUROPEE SONO ASSURDE'', IN ABRUZZO NON SE NE PARLA

COMMERCIO: LA COLDIRETTI TEME IL CETA
''SE NON CAMBIA, MALE NOSTRE PRODUZIONI''

Pubblicazione: 07 marzo 2017 alle ore 07:00

di

L’AQUILA - “Così come è strutturato, il Ceta è soltanto un grande problema per l’Italia. Se non sarà modificato, la ‘convivenza’ con questo accordo sarà molto difficile”.

Sintetizza così Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti nazionale, sul Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), accordo di libero scambio tra Europa e Canada cui di recente ha dato il via libera dell’Unione Europea.

E se in Abruzzo sull’argomento, senza dubbio molto complesso, ma non per questo inaffrontabile, c’è per ora un silenzio assordante, in Piemonte, per esempio, si parla, tra l’altro per bocca proprio di Coldiretti, di "regalo alle lobby industriali che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità", senza dimenticare l’aspetto che riguarda la possibilità per aziende, per ipotesi fortemente inquinanti, che, se trovassero ostacoli anche da Regioni e Comuni, potrebbero tranquillamente trascinare tutti in un arbitrato internazionale.

“Se sono un importatore di grano duro dal Canada per fare la pasta in Italia, probabilmente il Ceta è interessante, è evidente che il Ceta mi vada bene, ma è altrettanto evidente che la struttura di questo accordo, purtroppo, fa male alle produzioni italiane - spiega Bazzana ad AbruzzoWeb - Anche le parti dell'accordo che, da alcuni osservatori politici, sono state considerate come buone, vedi il riconoscimento dell'elenco di denominazioni di origini europee, non tengono conto del fatto che sono innanzitutto troppo poche e che inoltre confermano lo sfregio da parte canadese dell'utilizzo di marchi che fanno riferimento a prodotti italiani”.

“Da una nostra analisi, infatti si potrebbe permettere l’utilizzo di denominazioni che non fanno parte dell'elenco approvato. Come? Inserendo delle postille, come per esempio ‘squacquerone italian style’, sfregio che comunque non è una novità sul mercato mondiale”, prosegue.

E poi, “c’è la questione dell'arbitrato ‘asimmetrico’ cui potrebbe rivolgersi una azienda che dovesse trovarsi di fronte dei ‘paletti’”, precisa l’esponente di Coldiretti Italia.

“Certo - continua Bazzana - ci saranno degli scambi, magari saranno pure incrementati, ma sull’agroalimentare, con questa struttura, si farà male alla produzione italiana. Non basta vedere il saldo positivo sulle esportazioni. Se nel saldo positivo vendo più camicette, ma sono prodotte in Romania, i guai si scatenano sul fronte interno. Scarpe, formaggi e altri prodotti con marchio italiano sono ormai fatti all’estero”.

Dunque, che fare? “Dobbiamo essere capaci - risponde l’esperto - di riuscire a comunicare ai consumatori non solo italiani la qualità dei nostri prodotti per evitare di far cadere chi acquista nella trappola delle falsificazioni. E dobbiamo esportare, ma tutelando il mercato italiano, ancora fermo, che deve essere la base. In Italia e nel resto d'Europa, però, i consumi sono abbastanza fermi, nonostante in alcuni mercati europei qualche pezzo di mercato si possa ancora ‘mordere’”.

Ma tra Unione Europea e globalizzazione, gli scenari, per Bazzana, sono a tinte fosche.

“Ci sono anche alcune assurde regole europee che già producono effetti negativi, obbligando il produttore comunitario a comportarsi in un certo modo, ma consentendo a chi ne è al di fuori di esportare in Europa prodotti fatti senza seguire le regole di cui sopra. Per capirci: la Cina è statalista e protezionista, utilizza le barriere fitosanitarie come una clava per evitare le importazioni, per cui in Europa spuntano i coleotteri cinesi, ma in Cina non si può esportare l'ortofrutta italiana perché da noi c'è la mosca mediterranea”.

“Senza contare che se ogni cinese, in un anno, mangiasse una fetta di prosciutto di Parma o San Daniele (quest'ultimo finito però nelle mani del gruppo agroalimentare francese Ca Animation che ha appena firmato l’acquisizione di una quota di maggioranza del prosciuttificio Dod Dall’Ava Spa, con sede a San Daniele del Friuli, ndr) - dice ancora - avremmo finito le scorte. Ci basta molto poco per rovesciare l'andamento economico di alcune situazioni. Siamo un Paese piccolo, se le élite di alcuni luoghi del mondo consumassero poco, ma sempre, i nostri prodotti, saremmo a posto con la bilancia dei pagamenti”.

“Ma il mercato locale deve essere, a prescindere da tutto, la base della nostra economia di settore - conclude Bazzana - Tutte le volte che sull'altare della globalizzazione viene immolata la libera circolazione delle merci, si rischia che batteri come la xylella diventino il cavallo di Troia per distruggere pezzi di produzione nostrane e quindi pezzi di mercato. E attenzione anche ai viaggiatori, perché certi guai vengono portati pure da semplici turisti. In conclusione, il Ceta, così come è strutturato, è soltanto un grande rischio per le nostre produzioni. Se la struttura non cambia, la convivenza sarà difficile”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI:

TTIP, L'ACCORDO SUL COMMERCIO USA-EUROPA ''E' LA FINE DELLO STATO E DELLA DEMOCRAZIA''

L'AQUILA – “Il Ttip, dall’inglese 'Transatlantic trade and investment Partnership', è un partenariato Transatlantico per il commercio e gli investimenti sul quale Usa ed Ue stanno negoziando dal luglio 2013. Qualora il progetto andasse in porto,... (continua)

TTIP E CETA, ''IN PERICOLO ANCHE LE REGIONI'' LE INSIDIE DEGLI ACCORDI USA-CANADA-EUROPA

di Roberto Santilli
L'AQUILA – Mentre in Italia ci si preoccupa soprattutto di beghe di quartiere, in giro per il mondo muovono passi sempre più decisi dei veri e propri mostri di dimensioni enormi che rischiano di invadere anche... (continua)

ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui