COMPLIMENTO A UNA RAGAZZA, SCATTANO
LE COLTELLATE: UCCISO UN UOMO A CHIETI

Pubblicazione: 09 ottobre 2016 alle ore 21:04

L'omicidio a Chieti

CHIETI - Una lite, forse innescata da un apprezzamento su una ragazza, potrebbe essere all'origine dell' episodio costato la vita a Fausto Di Marco, 40 anni, un passato come manovale e addetto di una ditta di bancali, che viveva a Chieti con la madre, mentre il padre è morto e un fratello vive nelle Marche.

Di Marco intorno alle 4 della scorsa notte è stato raggiunto da un fendente alla gola, probabilmente sferrato con un collo di bottiglia, che gli ha reciso la carotide.

Si è accasciato in strada e lì è stato trovato in una pozza di sangue.

Per l'omicidio è stato sottoposto a fermo da parte del pubblico ministero un giovane teatino di 24 anni, Emanuele Cipressi.

C'è chi sostiene che i due non si conoscessero, chi invece parla di una conoscenza di vista.

A Cipressi gli inquirenti, un team composto dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Chieti diretti da Francesco Costantini e dei carabinieri della Compagnia di Chieti comandanti dal maggiore Federico Fazio, che hanno operato insieme sotto la guida del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Giancarlo Ciani, sono arrivati dopo aver sentito oltre 30 testimoni.

Tra queste testimonianze, una è stata determinante. Cipressi che non sembra abbia precedenti, ma sono in corso accertamenti in tal senso, è stato trovato a casa.

Per lui l'accusa è di omicidio volontario: dalla Questura è entrato e uscito attraverso un ingresso secondario.

Ora è nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti.

La lite, si è verificata dinanzi ad un kebab di Chieti Scalo, in una zona molto frequentata anche da studenti universitari, accanto ad un circolo privato: la vittima aveva trascorso la notte in entrambi i locali.

Secondo gli inquirenti, il pm Ciani a fine giornata ha rilasciato una breve breve dichiarazione, presente il questore Vincenzo Feltrinelli, unitamente a Costantini e Fazio, l'omicidio è avvenuto al culmine di un diverbio e di una colluttazione: dunque potrebbe essersi trattato di un gesto d'impeto.

Un litigio nato in un contesto in cui presunto omicida e vittima erano abbastanza alticci per aver assunto alcolici nel corso della serata.

Una ragazza che era dentro il kebab ha visto Di Marco, che probabilmente era stato appena colpito, barcollare, ha notato il sangue sul collo, poi il 40enne è caduto a terra e non si è mai più ripreso mentre vicino a lui si formavano due pozze di sangue.

Ma a quanto pare non è lei la testimone chiave di questo delitto.

Sia l'esercizio che vende kebab sia il circolo sono stati sequestrati per compiere una serie di accertamenti.

Nel pomeriggio sono giunti a Chieti anche gli uomini della Scientifica di Ancona, mentre l'incarico dell'autopsia, affidata al dottor Pietro Falco, responsabile della Medicina Legale dell'Asl di Chieti, sarà affidato domani. Cipressi non è stato ancora interrogato.



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