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COMUNE L'AQUILA: IL CASO DELL'AVVOCATURA TRA POCO PERSONALE, LITI CON L'ENTE E ARCHIVI FINITI NEI BAGNI

Pubblicazione: 06 dicembre 2018 alle ore 08:51

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L’AQUILA - "Relegato" in uffici "angusti e scomodi", con personale in numero insufficiente rispetto al carico di lavoro tra sprechi di natura economica e, addirittura, archivi sistemati nei bagni.

Questa la situazione denunciata ad AbruzzoWeb all’interno dell’Avvocatura del Comune dell’Aquila, composta da cinque dipendenti tra avvocati e personale a tempo indeterminato e determinato.

Si tratta di uno dei settori storici dell’Ente, oggi diviso in tre sottosezioni per effetto di una delibera della Giunta guidata da Massimo Cialente del luglio 2016, con conseguente spostamento dell’Avvocatura Generale, da quest’anno negli uffici di via Avezzano dove si trova, tra gli altri, anche l’Ufficio speciale per la Ricostruzione della città dell’Aquila (Usra).

A spiccare, in questo quadro, è la situazione logistica proprio dell’Avvocatura Generale, con archivi e fascicoli vari finiti all’interno di un bagno per mancanza di spazi adeguati, nonostante curi la gestione di quasi 400 cause l’anno, a fronte delle poche decine in mano alle altre due sezioni.

Sezioni, lamentano alcuni professionisti, create in tempi brevissimi e "figlie" di un frazionamento in tre parti che ha causato disservizi e disfunzioni di vario genere.

Dagli incarichi plurimi a dipendenti e dirigenti disimpegnati dove non dovrebbero, fatto che ha determinato l’avvio di procedimenti disciplinari da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, a un "possibile sperpero di risorse di personale ed economiche" dovuto, viene spiegato a questo giornale, in particolar modo a un numero maggiore di iscrizioni del personale dirigente delle tre sezioni all’Albo degli Avvocati, di compensi professionali a carico del Comune, di acquisti di strumenti informatici, obbligatori per lo svolgimento dell’attività forense e di manuali giuridici, di banche dati, caselle di posta elettronica.

Un "andazzo", tra l’altro, che sarebbe "in netto contrasto con le linee guida dettate dalla Corte dei Conti in materia di ottimizzazione delle risorse economiche".

Proprio in coincidenza di questo frazionamento, inoltre, si sono verificate azioni giudiziarie che hanno visto e vedono coinvolti i dipendenti avvocati di lungo corso contro il Comune, fatto più unico che raro nella storia dell’Ente.

Una situazione non denunciata ufficialmente dal personale ma che ha creato e continua a creare più di qualche malumore vista l’importanza dell’Avvocatura, punto di riferimento per la cittadinanza già all’indomani del sisma del 6 aprile 2009, ma pure settore molto delicato soprattutto in ragione della complessa normativa per la ricostruzione.

Un settore che è stato ed è ancora schierato al fianco della Procura della Repubblica dell’Aquila, nei numerosi processi penali sui crolli e in quelli contro i cosiddetti "furbetti" del terremoto. 

Nelle scorse settimane Lelio De Santis, capogruppo Cambiare Insieme al Consiglio comunale, ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco, Pierluigi Biondi, "per la revoca di un Avviso pubblico teso a ad affidare un incarico legale esterno per difendere il Comune davanti al Tar, nel giudizio promosso da cinque avvocati dipendenti, che reclamano legittimante da anni somme relative all’Irap sui compensi professionali".

"Invece di dare una risposta in via amministrativa - ha tuonato De Santis - la Segretaria generale ha ritenuto più semplice produrre un Avviso pubblico discutibile sotto diversi profili e lavarsene le mani. Il Comune spenderà circa 10 mila euro a fronte di somme dovute agli avvocati dipendenti non superiori a 5 mila euro! Esempio evidente di come si possano nutrire dei dubbi sul fatto che un Ente, con i suoi Dirigenti, non faccia bene il proprio dovere e spende male i soldi della collettività!".



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