DOPO LA RIMOZIONE DI DIODATI, L'ASSESSORE REGIONALE MINACCIA PESANTI
RIPERCUSSIONI, ''UMILIATA DEMOCRAZIA, IN GIUNTA A PESCARA I NON ELETTI''

COMUNE PESCARA: IRA DI MATTEO PER
RIMPASTO, BUFERA INVESTE LA REGIONE

Pubblicazione: 24 agosto 2017 alle ore 17:33

Donato Di Matteo
di

L'AQUILA - La bufera che si è sollevata a seguito dell’indigesto rimpasto al Comune di Pescara rischia ora di investire la Regione Abruzzo. L’assessore regionale del Partito democratico Donato Di Matteo è infatti furioso per la rimozione oramai data per certa dell’assessore al bilancio Giuliano Diodati, esponente della sua area politica, anziché di quella, paventata, dell'esterno con delega all'urbanistica Stefano Civitarese, professionista di chiara fama per il quale si sono spesi in molti, dal mondo accademico all'Ance.

Di Matteo raggiunto telefonicamente da Abruzzoweb esterna tutta la sua rabbia, accusa il sindaco Marco Alessandrini di “inadeguatezza” e “schizofrenia”, il suo partito di “umiliare la democrazia”, ricordando che Diodati è stato eletto dai cittadini, e ora dovrà lasciare il posto al sempreverde Gianni Teodoro, leader lista civica a conduzione familiare Scegli Pescara-Lista Teodoro, che però invece alle elezioni non si era presentato e sarà assessore esterno.

Di Matteo soprattutto lancia come prevedibile l’ennesimo avvertimento alla maggioranza in Regione e al presidente Luciano D’Alfonso, a cui il sindaco Alessandrini è legatissimo, lasciando intendere che alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, lo “schiaffo di Pescara” non potrà non avere pesanti conseguenze. Comprese le sue dimissioni

Di Matteo era già stato molto critico con la sua maggioranza in Regione causando la crisi con il blocco dell’attività amministrativa mediante il ritiro del voto insieme ai due consiglieri di Abruzzo civico, Andrea Gerosolimo, anche lui assessore, e Mario Olivieri. Rivolta rientrata nei ranghi solo con la promessa di D’Alfonso di un cambio di passo nell’azione amministrativa della Regione, e di un maggior coinvolgimento nelle scelte.

"Mi chiedete se per quanto mi riguarda ci saranno novità in Regione? – esordisce Di Matteo – rispondo di no, nel senso perché sono già da tempo profondamente critico con l’andazzo che si registra nella mia maggioranza, non vedo l’esplicarsi di un programma serio e riformista, che quindi ad un regionalismo moderno per l’Abruzzo".

Alla domanda dunque più mirata: “assessore, è pronto a gesti clamorosi, come l’uscita dalla giunta o addirittura dalla maggioranza?” Di Matteo risponde sibillino: “Non so, si vedrà nei prossimi giorni, alla ripresa dei lavori".

Il 14 agosto però Di Matteo aveva sottoscritto un documento in difesa di Diodati in cui sui parlava esplicitamente di dimissioni, in caso di sua rimozione dalla giunta. Documento sottoscritto anche dai consiglieri comunali Tiziana Di Giampietro, Partito democratico, Lola Gabriella Berardi, Pescara Insieme – Bene Comune, e Adamo Scurti di Persone comuni per Pescara, oltre ai consiglieri provinciali Annalisa Palozzo e Vincenzo Catani e la deputata Pd Vittoria D’Incecco.

Di Matteo, a defenestrazione arrivata come una doccia fredda, non risparmia bordate contro Alessandrini e il Pd pescarese, facendo da eco al durissimo post del suo oramai ex-assessore Diodati, che ha annunciato di lasciare il Pd e il consiglio comunale.

Domani è stata poi convocata una conferenza stampa, a cui parteciperanno Di Matteo e Diodati, e altri esponenti del Pd.

"Diodati - afferma Di Matteo - si è dimostrato un assessore competente e di grande capacità. Il sindaco Alessandrini, in tutta risposta ha dato prova di schizofrenia gestionale. Si è dimostrato inadeguato, per amministrare la città più importante e popolosa dell’Abruzzo".

La schizofrenia per Di Matteo, consiste innanzitutto "nel continuo inserimento in giunta di assessori esterni non votati dai cittadini, che prendono il posto di assessori super votati, che rappresentano i cittadini, in dispregio delle regole più elementari della democrazia".

Sull’asso pigliatutto Gianni Teodoro Di Matteo si limita a dire che “è legittimo che una forza politica che ha due consiglieri rivendichi maggior protagonismo e partecipazione alle scelte dell’amministrazione. Quello che è inconcepibile è inserire nella giunta, persone che non candidate, non elette, che non rappresentano i cittadini. Dovrebbe essere l’eccezione, solo in caso di altissime professionalità tecniche”.

Dal che si deduce che Di Matteo non annovera Teodoro nella categoria delle “altissime professionalità tecniche”

Su Civitarese Di Matteo commenta invece che "è effettivamente un tecnico di altissimo livello, l’errore però anche qui è stato nominarlo, anche lui, come assessore esterno, non essendo stato votato. Poteva essere coinvolto come alto consulente esterno. Comunque detto questo, sostituirlo ora, dopo che si era messo al lavoro da mesi, sarebbe stato in effetti incomprensibile".

Sulle conseguenze nella maggioranza al comune di Pescara è però ancora presto fare previsioni certe.“Saprete qualcosa in più nella conferenza stampa di domani”, si limita dire Di Matteo.

Alessandrini però si è fatto bene i conti. Diodati è stato sacrificato, al posto dell’intangibile Civitarese, intorno a cui hanno fatto quadrato l’Ance, l'Ordine degli architetti, gli urbanisti e varie altre associazioni, solo dopo aver avuto la rassicurazione che Scurti e Berardi, non usciranno dalla sua maggioranza, rimangiandosi insomma la minaccia contenuta nel documento.

Tornando alla politica regionale Di Matteo tiene ribadire "in questi tre anni non ho ancora compreso la strategia della maggioranza. Non si fanno riforme, dai rifiuti al ciclo idrico è tutto fermo, e ci si limita alla normale amministrazione. La riforma delle case popolari che porta la mia firma è bloccata da due anni. E c’è chi rema contro. Solo per salvaguardare miserabili interessi di bottega, ovvero i compensi e i gettoni di presenza di ben 11 commissioni di assegnazione, che invece la mia riforma ridurrebbe drasticamente".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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