CON CRIOTERAPIA IL TUMORE SI RIMUOVE SENZA
INCISIONI, ALL'AQUILA UN PRIMATO EUROPEO

Pubblicazione: 29 aprile 2018 alle ore 09:47

L'ospedale 'San Salvatore' dell'Aquila
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L'AQUILA – È la tecnica messa a punto dagli esperti del San Salvatore dell'Aquila in collaborazione con Strasburgo ed è un assoluto primato in Italia: si tratta della procedura di crioterapia con risonanza magnetica per asportare una recidiva di liposarcoma di coscia.

"Un tumore maligno dei tessuti molli con grande capacità recidiva e quindi non facile da rimuovere del tutto", spiega ad AbruzzoWeb il professor Carlo Masciocchi, che dirige l'unità operativa di Radiologia del San Salvatore.

La crioterapia agisce attraverso il raffreddamento della lesione, visibile e individuabile tramite la risonanza magnetica: grazie alle immagini della risonanza è possibile posizionare l'ago di crioterapia e asportare la massa tumorale senza ricorrere a incisioni chirurgiche.

"In casi simili, con recidive non più operabili e di dimensioni così ridotte, la tecnica di crioterapia garantisce risultati più efficaci ed evita di dover procedere con interventi invalidanti per un tumore già precedentemente trattato – prosegue Masciocchi – ma è una procedura che richiede estrema precisione per non intaccare altre strutture".

"In Europa siamo i soli, insieme a Strasburgo, a mettere in atto questa tecnica, per la quale è necessario affiancare l'esperienza alla disponibilità di macchinari particolari": la crioterapia con risonanza magnetica rientra dunque tra le numerose tecniche innovative che l'ospedale dell'Aquila ha indagato e promosso nell'ambito della rimozione di tumori ossei.

"Un lavoro di equipe – specifica il professore – che sarebbe impensabile senza la collaborazione sul campo di esperti anestesisti e ortopedici che affiancano il reparto di radiologia in questo percorso di studi".

L'eccellenza dell'equipe aquilana in questo campo ha, ormai da anni, alimentato un importante flusso di mobilità da tutt'Italia e anche dall'estero, e la continua ricerca di metodologie nuove e alternative alla chirurgia non smette di aprire ampi scenari di sperimentazione.

"Quello dell'Aquila è uno dei pochi centri di radiologia iterventistica in Italia e, in particolare, l'unicità di quello che abbiamo fatto risiede nell'aver agito tramite risonanza magnetica laddove di solito si interviene con la tac", aggiunge il professor Luigi Zugaro, responsabile di radiologia d'urgenza dell'ospedale San Salvatore.

"Il tumore era stato operato già tre volte e presentava ora una recidiva piccola e profonda che è stato possibile individuare tramite risonanza con l'uso di aghi 'speciali', adatti cioè ad agire nel campo magnetico creato dalla risonanza".

"È stata in assoluto la prima applicazione di questa innovativa procedura: è un inizio ma l'esito fa sperare per il futuro", conclude.



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