CONCERTO NOA A PESCARA, LA BARATTELLI ''CI HANNO
AMPUTATO E ORA E' A RISCHIO ANCHE BOLLANI''

Pubblicazione: 31 ottobre 2017 alle ore 14:06

L'Aquila: spostato concerto Noa a Pescara, il presidente della società Baratelli incontra la stampa
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L’AQUILA - "Non voglio fare polemiche perché non aiutano a risolvere il problema, mi addolora semplicemente constatare che, al di là dello spostamento del concerto di Noa a Pescara per mancanza di spazi all'Aquila, la nostra società dei concerti si ritrova ad avere una situazione di nomadismo itinerante, con l'assenza di volontà politica, non solo locale, ma regionale, a trovare una soluzione". 

Parole dense di amarezza, quelle del presidente della società Baratelli, Giorgio Battistelli, che ha rinuito la stampa in un incontro questa mattina all'Auditorium del Parco, all'indomani della scelta forzata di spostare a Pescara il concerto della cantante di origini yemenite Noa, previsto per il 5 novembre all'Auditorium ‘Generale Florio’  della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza, dopo aver chiesto collaborazione anche a Terni, Chieti e a Teramo.

Un problema che non si ferma al solo concerto di Noa, ma anche a quelli che verranno: per esempio il 17 dicembre sempre alla Finanza dovrebbe esibirsi il pianista Stefano Bollani, ''un personaggio che richiama sempre pubblico anche da fuori e noi oggi, non sappiamo dove lo faremo", l'ammissione.

La motivazione dello spostamento è la mancanza di spazi idonei, una volta mancata l'agibilità da parte dei Vigili del fuoco per svolgere il concerto nella struttura delle Fiamme Gialle, che ha una capienza di circa 1.100 posti, a causa di alcuni lavori di adeguamento rimandati da anni.

Lo scorso 11 ottobre il sindaco, Pierlugi Biondi, aveva firmato un'ordinanza con la quale aveva concesso l’utilizzo dell’Auditorium alla concerti Barattelli per la stagione concertistica 2017/2018.

"La mancanza di spazi adeguati è una problematica che ci trasciniamo avanti da anni, risolta in parte con l'auditorium della Finanza, oggi non disponibile - ha spiegato il presidente - Con loro negli anni abbiamo avuto una collaborazione straordinaria, sono persone di grande sensibilità culturale, il problema non sono loro, ma una trascuratezza di anni e anni: sono stati messi tanti punti di sutura che non hanno sanato una ferita molto più grande".

Prima e dopo il terremoto l'Auditorium è stato utilizzato sia dalla stessa Barattelli, che dal Teatro stabile d'Abruzzo per molti spettacoli: da Fiorello, a Maurizio MattioliGigi Proietti e tanti tanti concerti.

Battistelli ha citato una metafora dell'ex sindaco di New York, Rudoplh Giuliani, al quale venne chiesto come fosse possibile promuovere il tessuto culturale in una città così grande e complessa: ''Se in una stanza c'è un vetro rotto e nessuno lo ripara, chi passerà lì davanti e vedrà questo vetro sempre rotto, si sentirà sempre autorizzato a non ripararlo, anzi a romperne altri; questo è il simbolo della trascuratezza in cui si trova il tessuto culturale aquilano".

Una trascuratezza che si riflette sul ''nomadismo'' della Barattelli e che pesa, anche sui tanti abbonati che il 5 dovranno prendere un autobus messo a disposizione per andare a vedere il concerto.

Uno degli obiettivi della Barattelli era quello di creare in città una casa comune della musica e della cultura, ''come unica strada percorribile per produrre novità, per rinascere, per ricostruire un assetto che non abbiamo più", ha spiegato ancora Battistelli.

E a riguardo il presidente ha chiarito di come abbia tentato tutte le strade e sentito tutte le voci politiche e non. "Sono anni che mi appello ai sindaci, ai presidenti degli enti, alla Regione, a chiunque possa darci una mano. A oggi nessuno si è fatto carico di questo problema della mancanza di una sede adeguata - ha rincarato - Abbiamo poitiche che trascurano, distanti dai cittadini. Quello che abbiamo non basta, anche nello stesso Auditorium del Parco ci sono lavori e cose da fare, ma nessuno sembra tenerne conto, nessuno si occupa di fare manutenzione".

Un dovere, quindi, anche morale nei confronti degli abbonati, dei tanti giovani che approcciano e che si avvicinano ai vari stili musicali. ''Con questa mancanza - ha chiarito - hanno amputato una parte della nostra società dei concerti, dopo anni importanti, premi prestigiosi, presenze notevoli, adesso siamo qui a pietire un posto a capire come andare avanti!".

"E questo silenzio è la cosa più umiliante, stare ogni stagione a pietire degli spazi dopo gli sforzi per avere un cartellone ricco e stimolante realizzato dal direttore artistico Fabrizio Pezzopane attento alle richieste di tutti: giovani e adulti, spaziando nei generi e nei contesti - ha concluso - Ci illudiamo ancora che le cose possano cambiare, ma a oggi resta un solo dato di fatto: in questa città non si sente la necessità di produrre cultura!".



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