CONFINDUSTRIA L'AQUILA, L'ACCUSA: ''FRACASSI MISTER POLTRONE'', SCOPPIA LA BUFERA Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

GLI OPPOSITORI CONTESTANO I CINQUE INCARICHI DEL PRESIDENTE DEGLI
INDUSTRIALI IN PARTECIPATE ED ENTI RICONDUCIBILI ALL'ENTE

CONFINDUSTRIA L'AQUILA, L'ACCUSA: ''FRACASSI MISTER POLTRONE'', SCOPPIA LA BUFERA

Pubblicazione: 07 agosto 2018 alle ore 08:15

L’AQUILA - Venti di crisi sul vertice di Confindustria L’Aquila, dilaniata e spaccata in due da tempo da profonde lacerazioni interne sulle scelte attuali e future dell’associazione di categoria, ente privato ma dalla grande implicazione pubblica: in particolare, il gruppo di opposizione alla gestione del presidente, Marco Fracassi, imprenditore di Avezzano nel campo della produzione di materie plastiche, ha presentato una serie di rilievi interni per denunciare il fatto che l’attuale “capo” ha concentrato su se stesso ben cinque cariche in società partecipate o enti riconducibili al mondo degli industriali.

La vicenda legata a Fracassi etichettato come “mister poltrone”, potrebbe sfociare in un documento di sfiducia che costringerebbe il presidente ad abbandonare l’incarico principale prima della scadenza naturale del mandato fissata nel prossimo mese di dicembre.

Come di consuetudine, i fatti che raccontiamo non vengono denunciati pubblicamente dai consiglieri perché anche nel gruppo di opposizione, guidato dal componente del consiglio direttivo Fabio Spinosa Pingue, ex presidente provinciale ed attuale presidente della Dmc Terre D’Amore operante nella Valle Peligna, prende il sopravvento il timore: comunque, secondo quanto si apprende da fonti interne all’associazione, la contesa avrebbe raggiunto toni molti alti.

Attualmente, l’imprenditore marsicano, oltre ad essere presidente di Confindustria è anche presidente della Osa Srl, società partecipata, che ha come  scopo la consulenza aziendale e l’organizzazione di eventi: il sodalizio è interessato da un controllo della Guardia di Finanza, probabilmente innescata da rilevi legati al duro scontro in atto.

Fracassi è anche presidente di Italconfidi Teramo, partecipata da Confindustria L’Aquila, poi presidente di Unica Energia, società nel campo dell’intermediazione energetica, ed infine vice presidente della Camera di Commercio della provincia dell’Aquila.

Il paradosso che viene evidenziato da critici e detrattori è che il numero uno di Confindustria, anche quando da gennaio prossimo, dovrà lasciare l’incarico al termine del mandato di 4 anni, non prorogabile, per gli anni successivi, sarà in sella per quanto riguarda gli altri quattro ruoli, alcuni dei quali remunerati.

Altro particolare motivo di dissidi è che il presidente Fracassi ha tentato di “piazzare” in seno all’associazione anche alcuni dei suoi più stretti collaboratori: in tal senso, emerge l’incarico attribuito ad un professionista avezzanese, Stefano Maccallini, nominato direttore di Unica Energia. Maccallini che anche consigliere di amministrazione di Osa, per un periodo è stato componente del consiglio direttivo di Confindustria, dal quale si è dimesso in seguito al rilievo di alcuni consiglieri rappresentato dal fatto che la presenza non sarebbe stata legittima non essendo, Maccallini, titolare di una impresa.

Tra le accuse, emerge, sempre secondo quanto denunciano gli oppositori, che il revisore dei conti di Confindustria, proposto direttamente da Fracassi e nominato dall’Assemblea, è il commercialista marsicano Stefano Olivieri, che svolgerebbe lo stesso ruolo nell’azienda del presidente.

Fracassi, nei mesi scorsi, ha tentato una strategia poter rimanere in carica altri quattro anni come presidente dell’associazione L’Aquila-Teramo, nell’ambito dell’accordo di fusione, attualmente fermo al palo nonostante l’approvazione di qualche mese fa, fatto lo scorso anno insieme all’allora direttore, Carlo Imperatore.

Una intesa saltata dopo il defenestrato da Confindustria, per un presunto dossier, peraltro mai emerso, dello stesso ormai ex direttore, un tempo molto vicino a Fracassi.

La vicenda ha causato una lite giudiziaria con Imperatore che ha chiesto un corposo risarcimento all’associazione e, in solido, allo stesso Fracassi: tutto ciò dopo aver rifiutato una proposta di transazione di 100 mila euro. (b.s.)



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