CONFINDUSTRIA L'AQUILA-TERAMO: FUMATA
BIANCA, DA CONSIGLIO DIRETTIVO OK FUSIONE

Pubblicazione: 15 maggio 2018 alle ore 06:45

L'AQUILA - Colpo di scena in seno agli industriali della provincia dell’Aquila: il consiglio direttivo di Confindustria nella seduta dell’11 maggio scorso ha approvato all’unanimità la fusione con i “cugini” di Teramo.

La decisione sancisce il via libera all’unione considerando che l’associazione teramana ha già licenziato da tempo le delibere sull’atteso epilogo.

Il provvedimento di Confindustria arriva un po' a sorpresa perché la fusione con Teramo era stata osteggiata da buona parte dei consiglieri che finora erano riusciti a bloccarla.

Gli oppositori che secondo fonti interne a Confindustria vedono tra gli ispiratori l’ex presidente ed attuale consigliere Fabio Spinosa Pingue, dopo aver capito evidentemente erano in minoranza, non hanno partecipato alla seduta che ha determinato la fumata bianca.

La fusione era stata nei mesi scorsi la causa scatenante di una profonda spaccatura interna e roventi polemiche sul territorio culminate con il licenziamento  del direttore, Carlo Imperatore, che ne era stato tra i principali fautori insieme al presidente provinciale, Marco Fracassi.

Lo strappo con il direttore risale all’ormai famosa riunione del 7 febbraio scorso quando anziché approvare la fusione, unico punto all’ordine del giorno, il consiglio direttivo ha dovuto prendere atto di un dossier anonimo con accuse di mala gestio nei confronti di Imperatore che poi nelle settimane successive è stato licenziato; con i suoi legali, i vertici degli industriali stanno trattando per evitare un contenzioso giudiziario.

Da quella data, la conflittuale tematica era rimasta all’ordine del giorno ma mai discussa.

"Lavoro per fare gli interessi dell’Aquila e del suo territorio, la fusione mi sembra un atto che va in quella direzione - ha spiegato soddisfatto Fracassi - .Certo alcuni avvenimenti non hanno aiutato, ora ritengo però che l’associaz ione possa tornare a contare su una immagine positiva e costruttiva, rivolta al futuro, quella immagineche ha sempre avuto all’Aquila, in provincia ed anche fuori. C’è una nuova avventura che ci aspetta in uno scenario diverso dal quale dobbiamo riprendere un percorso che è stato temporaneamente interrotto perle note vicende polemiche".

Fracassi, il cui mandato scade nel prossimo mese di dicembre, non ha fatto accenno agli  oppositori: ha definito "un pre-accordo operativo che doveva essere legittimato dalle elezioni, come da statuto", l’intesa, corredata di nomi e funzioniche vedeva tra le altre cose la sua persona alla presidenza del nuovo soggetto, risalente all’ottobre scorso, che ha scatenato il duro scontro in seno a Confindustria.

Secondo i critici, quell’intesa, era stata tenuta top secret proprio perché il risultato di accordi poco chiari e scambi di favori che coinvolgevano Confindustria L’Aquila-Teramo, quella regionale e anche quella della futura Camera di commercio L’Aquila-Teramo.

"Su nomi e nuovi assetti si fanno ragionamenti e previsioni più dettagliate - ha chiarito ancora Fracassi che fa capire che sicandiderà per guidare il nuovo soggetto -, ma è chiaro che la nuova governance passerà per le elezioni".

La “vecchia” intesa, per molto tempo rimasta top secret, è stata sottoscritta nell'ottobre del 2017 anche dal presidente regionale, il noto imprenditore teramano dei trasporti Agostino Ballone, che in cambio del suo via libera alla fusione fortemente sbilanciata rispetto ai ruoli apicali sull’Aquila, che nell'accordo porta a casa anche la sede, ha incassato, questa l'accusa dentro il fronte critico di Confindustria, "la rinnovata fiducia per la carica a presidente regionale" da parte di Fracassi, a nome di tutta dell’associazione, fino a quel momento ostile, come scritto nero su bianco nella lettera di accompagnamento sull'ipotesi di fusione.

A dividere ulteriormente la Confindustria aquilana un altro documento, di cui questa testata è venuta in possesso ad aprile, riguardante un "intreccio" con la Camera di commercio.

Nel foglio aggiuntivo, infatti, l'ipotesi è stata rafforzata: in cambio del "favore" all'Aquila la presidenza della costituenda Camera di commercio L'Aquila-Teramo sarebbe stata appannaggio di Valentina Ballone, figlia di Agostino Ballone, che è appunto tra gli artefici dell'accordo.

Un compromesso che ha irritato e non poco chi non ha visto di buon occhio la fusione con Teramo e tutti coloro sul fronte opposto rispetto a Fracassi.

Nella bozza di accordo, resa nota da AbruzzoWeb nelle scorse settimane, si scandiscono tempi e modalità della fusione ma soprattutto i nomi dei nuovi vertici.

Per i prossimi quattro nel ruolo di presidente era previsto, come detto, Fracassi, in scadenza a fine anno alla guida di Confindustria L’Aquila, in quello di direttore generale, Imperatore, ormai ex direttore dell’associazione aquilana; come vice presidente, Cesare Zippilli, attuale presidente di Confindustria Teramo, e come vice direttore generale, il componente del collegio sindacale della Confindustria teramana Luciano De Remigis. (b.s.)



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