LETTERA AI SOCI DEL PRESIDENTE TERAMANO, ''DA ASSOCIAZIONE AQUILANA
SOLO PASSAGGIO PROPEDEUTICO, PER FUSIONE ITER PIU' COMPLESSO''

CONFINDUSTRIA L'AQUILA-TERAMO: ZIPPILLI,
''NESSUN OK, SOLO DOCUMENTO D'INTENTI''

Pubblicazione: 22 giugno 2018 alle ore 06:30

di

TERAMO - Doccia fredda sulla fusione tra la Confindustria dell’Aquila e quella di Teramo, data come cosa fatta, forse troppo frettolosamente dagli addetti ai lavori, soprattutto dell'associazione aquilana.

A mettere in dubbio un progetto già caratterizzata da ritardi da parte del fronte aquilano, a dir poco dilaniato da polemiche e spaccature, è la brusca frenata degli industriali dell'altro versante del Gran Sasso: il presidente dell’associazione teramana degli industriali, Cesare Zippilli, nelle scorse settimane, infatti, ha inviato una lettera a tutti i soci, in cui si evidenzia che la delibera approvata con l'assenza dei critici con l'unione, capitanati dall'ex presidente provinciale, Fabio Spionosa Pingue, nella seduta dell’11 maggio scorso nella sede dei cugini aquilani, salutata come il via libera alla fusione, è solo relativa all’ok ad "una lettera d’intenti tra le due associazioni, in cui si avvia il progetto di massima di aggregazione", atto già approvato dai teramani da circa un anno, e che è solo la premessa della fusione, che potrà eventualmente diventare realtà a seguito di un iter ben più lungo complesso, richiamato poi passo passo nella missiva.

Una precisazione che ha un peso non indifferente, nel già tormentato iter di fusione, osteggiata da parte significativa dei consiglieri delle due associazioni. In questa vicenda spettatore molto interessato si segnala Confindustria di Pescara-Chieti, nata dalla fusione del 2015, e che non vede di buon occhio la nascita di un'altra associazione interprovinciale con dimensioni e anche peso politico maggiore. Ed anche Confindustria nazionale che invece preme per la costruzione di un'unica associazione regionale, per abbattere ulteriormente i costi della governance.

A tal proposito, da quanto si apprende, gli esponenti degli industriali aquilani in un incontro con i vertici nazionali avrebbero espresso il loro consenso all’ipotesi di associazione unica regionale, per poi tornati nella loro città, e votare qualche giorno dopo un documento che smentisce il percorso.

Non è un caso dunque che la fusione tra Teramo e L’Aquila sia stata nei mesi scorsi la causa di spaccature e veleni. Passaggio fondamentale per leggere la complessa vicenda, è stato l'allontanamento del direttore aquilano, Carlo Imperatore, fautore della fusione insieme al presidente provinciale, Marco Fracassi, vittima di un dossier anonimo con accuse di mala gestio presentato proprio nulla ormai famosa riunione del 7 febbraio scorso quando il direttivo chiamato a votare l'unione delle due associazioni si è dovuto occupare del dossier, per la verità mai reso pubblico e sulla cui effettiva gravità, in molti, nell'ambiente, nutrono dubbi.

Dossier che comunque ha portato alle ferie forzate Imperatore che poi è stato licenziato con il placet del suo ex amico presidente Fracassi, con il quale aveva preparato tutto il percorso e relativi accordi, scritti, e poi saltati. Licenziamento impugnato dall'ex direttore che ha rifiutato la transazione.

A proposito di accordi considerati sotto banco in seno a Confindustria Abruzzo, nell'aprile scorso poi è spuntata fuori una bozza di ipotesi di fusione sottoscritta nell'ottobre del 2017, in cui, oltre alla scansione di tempi e modalità, inusualmente si inseriscono anche i nomi dei vertici del nuovo soggetto: Fracassi, in scadenza a fine anno, nel ruolo di presidente, Imperatore, ai tempi ancora in carica, in quello di direttore generale, lo stesso Zippilli, il componente del collegio sindacale della Confindustria teramana Luciano De Remigis, come vice direttore generale,

Accordo sottoscritto anche dal presidente regionale, il noto imprenditore teramano dei trasporti Agostino Ballone, che in cambio del suo via libera alla fusione fortemente sbilanciata rispetto ai ruoli apicali sull’Aquila, che nell'intesa porta a casa anche la sede, ha incassato, questa l'accusa dentro il fronte critico di Confindustria, "la rinnovata fiducia per la carica a presidente regionale”, prima negata.

Come poi è stato messo nero su bianco su una bozza aggiuntiva di accordo, la presidenza della costituenda Camera di commercio L'Aquila-Teramo sarebbe stata appannaggio di Valentina Ballone, figlia di Agostino.

A seguito delle forti polemiche, quelle intese "occulte" sono state di fatto cestinate, ma i veleni non si sono dissolti, anche se lo stesso Fracassi ne ha minimizzato la portata, definendole un mero "un pre-accordo operativo che doveva comunque essere legittimato dalle elezioni, come da statuto".

Una cosa è certa, certificata dal presidente teramano Zippilli: altra acqua deve passare sotto i ponti prima di arrivare alla piena e condivisa attuazione del progetto di fusione.

Nella sua lettera ai soci, Zippilli infatti, definisce "fuorvianti" gli articoli di stampa che annunciavano la fusione, come cosa fatta.

Trattandosi appunto di un semplice documento di intenti approvato dalla Confindustria aquilana, di ugual tenore rispetto a quello approvato dalla Confindustria teramana, già da un anno circa.

Il passaggio fondamentale per arrivare alla fusione, ricorda dunque Zippilli, sarà la nomina "da parte del consiglio direttivo della nostra associazione di una o più persone che faranno parte della ‘due diligence’ per definire le modalità di aggregazione".

E non solo: "dovrà verificare il riscontro del numero degli associati, i conti economici, lo stato dei contenziosi, delle due associazioni, e quant’altro riterrà necessario approfondire.

"Solo a conclusione di questo percorso, e dopo averne riferito al consiglio direttivo, alla Giunta esecutiva, e all’assemblea dei soci, che saranno chiamati a deliberare nel merito, si potrà dare piena attuazione al progetto", si conclude la missiva di Zippilli.

Si annunciano tempi molto duri non solo per questa presa di posizioni degli industriali di Teramo ma anche perché gli aquilani, dicono i maligni perché non hanno tecnici esperti delle procedure, dall'11 maggio non hanno attivato alcun percorso, oltre a non aver strutturato una collaborazione con Teramo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2018 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui