CONGELATO BANDO PERIFERIE: RIVOLTA COMUNI CONTRO GOVERNO GIALLO-VERDE Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

CONGELATO BANDO PERIFERIE: RIVOLTA COMUNI CONTRO GOVERNO GIALLO-VERDE

Pubblicazione: 10 agosto 2018 alle ore 07:30

L'AQUILA - Sindaci in rivolta contro il Governo sulla vicenda del bando delle periferie, stoppato dal decreto Milleproroghe per due anni. Sulla carta non si tratta di un taglio ma di "congelamento". 

La norma, varata dal governo Renzi e completata a dicembre scorso da Gentiloni, prevede convenzioni per opere da realizzare in ben 96 tra città e aree metropolitane, da estendere ad altre 120 realtà urbane. Un reticolo fitto di progetti, per i quali sono in ballo quasi 4 miliardi di euro, di cui 2,1 statali e quasi altrettanti provenienti da fondi regionali e investimenti.

Non si sono fatte attendere le reazioni in Abruzzo. "Non si mortificano così le nostre città, non si schernisce in questo modo il lavoro di tanti amministratori", dice il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio. "Abbiamo di fronte a noi un Governo nemico dell’Abruzzo", commenta il deputato Pd Camillo D'Alessandro e, aggiunge la deputata dem Stefania Pezzopane, si tratta di "una misura scellerata". "Un danno enorme per la nostra città che, anche grazie al cofinanziamento pubblico/privato, sarebbe stata protagonista di importanti interventi urbanistici per oltre 16 milioni di euro", aggiunge il Partito democratico di Teramo. Un "atto inqualificabile del Governo che mette in ginocchio i Comuni italiani", sostiene Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale di Pescara.

Ma il M5s frena e fa sapere che con l'emendamento al Milleproproghe in realtà è stato liberato "Un miliardo per gli investimenti dei Comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Pd". Quindi, aggiungono i pentastellati, "non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi ai progetti locali che non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che comunque non verrebbero spese alla luce della sentenza della consulta 74 del 2018, che ha rilevato l'illegittimità della gestione centralistica del fondo previsto peraltro per meno di 100 comuni". 

REAZIONI

DI PRIMIO: "GOVERNO INCAPACE DI SOSTENERE LO SVILUPPO DEI TERRITORI

"Gli sforzi compiuti fin ad ora dall’amministrazione comunale per portare avanti gli importanti progetti per la nostra città, finanziati grazie agli stanziamenti economici del bando periferie, rischiano di naufragare per colpa di un Governo nazionale incapace di sostenere lo sviluppo dei territori". È il commento del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

"I progetti esecutivi e i lavori riguardanti la riqualificazione architettonica di Piazza San Giustino, il raddoppio del parcheggio del Terminal Bus, il potenziamento dei posti auto nella Caserma Berardi, la costruzione di una palestra didattica e di un orto botanico nell’area della ex scuola Vicentini, su cui l’Ufficio LL.PP del Comune e un team di tecnici sta lavorando da mesi - spiega il sindaco Di Primio - rischiano di divenire carta straccia a causa del venir meno degli impegni del Governo che, attraverso la sottoscrizione della convenzione riguardante l’erogazione di 11.172.890 euro a favore del Comune di Chieti, aveva dato il via al progetto ‘[email protected]’".

"Non si mortificano così le nostre città - evidenzia il sindaco - non si schernisce in questo modo il lavoro di tanti amministratori. I progetti destinati alla riqualificazione delle città, ancor più quelli riguardanti le periferie, sono dei veri e propri piani di sviluppo sociale e culturale, riguardano spesso progettazioni che puntano alla lotta contro il degrado. Sospendere le convenzioni e le risorse stanziate sull’apposito capitolo di spesa del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per il periodo di programmazione 2014-2020 non può che certificare l’insensibilità di questo Governo rispetto al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, l’impoverimento dei territori che fanno leva sui lavori pubblici per portare investimenti e ricchezza nei comuni. Con il presidente Anci, Antonio Decaro e gli altri sindaci sottoscrittori delle convenzioni - conclude il primo cittadino - porteremo avanti una importante battaglia a tutela degli interessi e dello sviluppo delle nostra città". 

D'ALESSANDRO: "L'ABRUZZO E PESCARA SCIPPATI DI 18 MILIONI"

"L’Abruzzo e Pescara, scippati da Cinque stelle e Lega di 18 milioni di euro stanziati dai Governi Renzi e Gentiloni". Lo denuncia il deputato del Pd Camillo D’Alessandro, con riferimento al decreto Milleproroghe.

"Si tratta - spiega D’Alessandro - di un fatto gravissimo, nel decreto è prevista la sospensione del bando periferie per due anni. Pescara aveva ottenuto 18 milioni di euro che avrebbero sviluppato oltre 50 milioni con il cofinanziamento privato".

"Dopo il sacco fatto all'Aquila ed ai Comuni terremotati, ora è la volta di Pescara. Abbiamo di fronte a noi un Governo nemico dell’Abruzzo. È finito il tempo in cui noi, il governo regionale, il presidente Luciano D’Alfonso andava a Roma e riportava risorse per l’Abruzzo, oggi accade il contrario: non solo non arrivano nuovi fondi, ma ci tagliano le risorse conquistate. Questo è il risultato della trazione degli interessi del nord della Lega sul Governo e della inconsistenza dei pentastellati", aggiunge.

"Ora i cittadini delle periferie, quello che più nel disagio si sono affidati a Cinque stelle e Lega sanno che a tradirli sono atti coloro che hanno votato", conclude.

“Il governo pentaleghista che si professa ‘avvocato’ del popolo e anti-establishment cala la maschera - afferma la Pezzopane -. E lo fa girando le spalle ai comuni e tradendo le aree più difficili delle città italiane bloccando di fatto, con un emendamento al decreto Milleproroghe, il bando Periferie dei Governi Renzi e Gentiloni, uno stanziamento totale da quasi 4 miliardi di euro”.

PEZZOPANE: "DANNO ERARARIALE PER I COMUNI"

Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd della Camera, parla di misura incomprensibile e scellerata: "Oltre che politicamente incomprensibile, si tratta di una misura scellerata perché potrebbe comportare un danno erariale per molti comuni che già hanno impegnato i bilanci in importanti progetti di riqualificazione urbana".

"In Abruzzo sono numerosi i comuni che hanno aderito al bando, che hanno fatto i progetti ed investito nei cofinanziamenti e che adesso vedono a rischio gli investimenti per la sicurezza delle periferie. Il Partito democratico - conclude Pezzopane - è al fianco dei sindaci che in tutt’Italia si sono già mobilitati contro la sospensione del Bando e darà battaglia alla Camera per costringere il governo a fare un passo indietro".

PD TERAMO: "UN DANNO ENORME PER LA NOSTRA CITTA'"

"Il Partito Democratico di Teramo - si legge in una nota - considera la sospensione del bando per le periferie un atto gravissimo.  Non si possono reperire fondi, non si sa bene per cosa, tradendo accordi seri presi dalla Presidenza del Consiglio in base ai quali i Comuni hanno lavorato con tutte le proprie energie e risorse umane.  Il decreto Milleproroghe approvato dal Senato, l'11 Settembre sarà alla Camera, se dovesse essere confermato bloccherebbe di fatto i 5 interventi sul nostro territorio previsti nel progetto “Programma per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” (arretramento ferrovia, progetto palazzine Ater, recupero vecchio stadio, recupero via Piave etc. ).  Un danno enorme per la nostra città che, anche grazie al cofinanziamento pubblico/ privato, sarebbe stata protagonista di importanti interventi urbanistici per oltre 16 milioni di euro".

"I progetti in questione - continua il Pd - si trovano in una fase avanzata con impegni precisi presi dai Comuni sia nei confronti dei professionisti che di tutti gli altri soggetti coinvolti.  Il Partito Democratico, con i propri parlamentari,  darà battaglia sull’emendamento perché venga eliminato dal Mille proroghe e vengano ripristinati i finanziamenti.  Il bando delle periferie, fortemente voluto dai governi Renzi e  Gentiloni, rappresenta ancora per il Partito Democratico una importante opportunità di rigenerazione e di giusto impiego delle risorse".

"Per questo - conclude il Pd di Teramo -, nel malaugurato caso in cui l’emendamento dovesse essere approvato anche alla Camera dei Deputati, i parlamentari abruzzesi di maggioranza dovranno spiegare pubblicamente ai propri concittadini perché a Teramo siano stati tolti 12.542.070 euro".  

TESTA: "COMUNI IN GINOCCHIO"

"Atto inqualificabile del Governo che congela i fondi per il piano Periferie mettendo in ginocchio i Comuni italiani. Fratelli d’Italia – dice il capogruppo FdI in Consiglio comunale Guerino Testa – dà il suo supporto ed esprime vicinanza all’Amministrazione comunale di Pescara, perché insieme alla maggioranza è necessario fare una battaglia comune che non ha colore politico, ma che ha come unico fine Pescara e la riqualificazione delle nostre periferie".

"Fratelli d’Italia si è sempre battuto per il territorio e per le sue diversità e, come ho fatto anche in passato per il Porto di Pescara in veste di commissario, o quando ho evitato il pedaggiamento dell’Asse attrezzato – unico presidente di Provincia a schierarsi contro il Governo – anche oggi io insieme a Massimo Pastore e Alfredo Cremonese ci metteremo lo stesso impegno e la stessa caparbietà".

"Infine – conclude Testa – da subito il Consiglio comunale deve pretendere che tutti i parlamentari abruzzesi facciano battaglia per scongelare Fondi importanti per il nostro territorio”.

M5S: "ATTACCHI STRUMENTALI"

"Rivendichiamo con orgoglio l’emendamento del decreto proroga termini da noi promosso grazie al quale si sblocca finalmente un miliardo di euro per investimenti degli 8mila Enti locali". Così, in una nota, Laura Castelli, del Movimento 5 stelle, sottosegretario all’Economia. 

"Gli attacchi dei sindaci Pd al M5S sono strumentali - incalza il sottosegretario Gianluca Vacca - l'emendamento che stanno demonizzando è stato approvato all'unanimità, quindi votato anche dai parlamentari del Pd". 

"È il colmo che oggi il Pd ci attacchi - continua Castelli - visto che ha votato a favore dell’emendamento ma, soprattutto, dopo che ha promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale: le sentenze della Consulta non valgono più per il Partito democratico?". 

"In merito alla questione dei fondi per le periferie relativi ai progetti locali bisogna fare chiarezza. Il Governo – aggiunge – è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale 74 del 2018. Abbiamo pertanto garantito immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma, vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate. Va comunque sottolineato che il bando per le periferie era stato finanziato dal precedente Governo per metà dell’importo complessivo. Si trattava quindi di mere promesse più che di risorse messe realmente a disposizione".

"Con tale strumento, inoltre, si è tolto ai sindaci il diritto di scegliere come usare le risorse come affermato dalla Corte Costituzionale - osserva Castelli -. Abbiamo perciò deciso di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 non solo per alcuni dei progetti dei Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8 mila Comuni d’Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali".

"Siamo convinti – spiega il sottosegretario Castelli – che i progetti non siano tutti uguali: è necessario distinguere tra i Comuni che hanno dato avvio a progetti già esecutivi e su cui si è già investito per il rilancio delle periferie e chi invece utilizza questo fondo al solo scopo di creare progetti di facciata. Ci lascia esterrefatti che il Pd, responsabile delle politiche di tagli e del crollo degli investimenti pubblici, accusi l’attuale governo che ha invece sbloccato risorse altrimenti ferme e ha esteso enormemente la platea a tutti gli 8 mila Comuni".

"Gli attacchi ricevuti si trasformano comunque in un boomerang perché l’emendamento 13.2 che ha istituito il nuovo Fondo è stato votato all’unanimità da tutte le forze politiche, anche dallo stesso Partito Democratico e dal senatore Matteo Renzi", conclude Castelli.



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