CONGRESSO ARCI PESCARA: ''RICOSTRUIRE CONSENSO ATTRAVERSO L'ACCOGLIENZA''

Pubblicazione: 07 giugno 2018 alle ore 17:42

Francesca Chiavacci

PESCARA - "Ci interroghiamo su come sia possibile ricostruire un pensiero e un consenso, che vadano oltre la testimonianza e non siano solo elementi di una battaglia minoritaria, attraverso i nostri circoli, le nostre basi associative, la cultura, la diffusione di un pensiero articolato, ma anche attraverso la solidarietà, il mutualismo e l'accoglienza dei migranti".

Così Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell'Arci (Associazione ricreativa e culturale italiana), oggi pomeriggio a Pescara, in occasione del 17esimo congresso nazionale dell'associazione, che in Italia conta un milione di soci e 4.401 circoli.

I 530 delegati accorsi a Pescara, dopo tre giorni di dibattiti, incontri e momenti ricreativi, domenica 10 giugno voteranno i documenti congressuali ed eleggeranno gli organismi dirigenti.

"Il titolo del congresso di quest'anno, 'Liberarsi dalle paure', è stato inventato in tempi non sospetti - afferma Chiavacci - ma diventa particolarmente attuale dopo il voto del 4 marzo, visto il consenso riscontrato in termini elettorali da chi agita e soffia sulle paure e su sentimenti che non corrispondono alla nostra mission e ai nostri valori". 

"Noi facciamo corrispondere ai valori i fatti, quello che forse non ha fatto il centrosinistra e che ha portato alla perdita di credibilità di quell'area politica - ha aggiunto Chiavacci - La sinistra dovrebbe dare più attenzione ai corpi intermedi, perché realtà come la nostra o quella della Cgil, in passato, hanno subito un po' di snobismo, con questa idea che si poteva disintermediare, che si poteva parlare direttamente con i cittadini e che aveva poco valore l'associazionismo e lo stare insieme". 

A giudizio della presidente nazionale dell'Arci, tuttavia, "se invece dei contenitori si parla dei contenuti, alla fine l' unità si può ottenere. Noi ci siamo riusciti, pur in un contesto molto complicato, perché i nostri circoli sono un po' le sedi dei mille rivoli della sinistra italiana".

"A noi non è piaciuto, nell'ultimo scorcio di legislatura, il comportamento del ministro dell'Interno, Marco Minniti, non solo e non tanto per quello che ha fatto, ma per l'idea di associare l'immigrazione alla sicurezza, nel tentativo di accarezzare l'elettorato - conclude - Mi sembra che abbia scherzato un po' con il fuoco, con il quale poi si è bruciato le mani, visto che si preferisce sempre l'originale alla brutta copia e infatti Minniti il 4 marzo, a Pesaro, è arrivato terzo".

 



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