CONSIGLIO ABRUZZO: FUMATA NERA PER PRIMA VOTAZIONE DEL GARANTE DETENUTI; 15 VOTI VANNO A RITA BERNARDINI Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

CONSIGLIO ABRUZZO: FUMATA NERA PER PRIMA VOTAZIONE
DEL GARANTE DETENUTI; 15 VOTI VANNO A RITA BERNARDINI

Pubblicazione: 12 giugno 2018 alle ore 17:08

L'AQUILA - Fumata nera nella prima delle quattro votazioni previste per la elezione del garante per i detenuti, da tre anni all’ordine del giorno, per la quale occorrono complessivamente quattro passaggi in consiglio regionale, tre con la maggioranza qualificata, l’ultima con quella semplice.

L’assemblea, composta da 21 presenti, ha attribuito 15 voti all’ex parlamentare del Partito Radicale Rita Bernardini,  2 a Manlio Madrigale e uno a Salvatore Braghini, tutti e tre nella rosa dei candidati ufficiali.

Hanno ricevuto voti Salvatore Montalbano, l’ex capo della squadra mobile di Pescara, Nicola Zupo,  e il consigliere regionale Leandro Bracco, il quale ha dichiarato di aver votato per Bernardini.

Il presidente del Consiglio regionale ha annunciato che nella prossima seduta ci sarà il secondo passaggio.

Insieme al consigliere Bracco, nel corso della seduta di oggi la votazione del garante per i detenuti era stat chiesta con forza dai consiglieri del Movimento cinque stelle e dai consiglieri forzista Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, i quali hanno specificato che sarebbero rimasti in aula mantenendo il numero legale “solo per votare un provvedimento da tre anni all’ordine del giorno”.

"E’ una vergogna nazionale che da tre anni non riusciamo a nominare il garante per i detenuti. Nelle carceri abruzzesi ci sono problemi sempre più gravi, in particolare con continui suicidi”, ha tuonato Bracco, nel chiedere la votazione sulla nomina del Garante 

Molto critici i componenti del Movimento cinque stelle e di Forza Italia i quali hanno sottolineato di voler mantenere numero legale solo  per votare il garante. Il pentastellato Domenico Pettinari, nel polemizzare con il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, che voleva dargli la parola, ha spiegato che “è  assurdo il fatto che Luciano D’Alfonso è a Roma a fare il senatore e noi qui stiamo mantenendo i con la nostra presenza il numero legale”. Subito dopo il voto infatti il consiglio si è sciolto.

 

 



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