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CONSIGLIO REGIONALE: PIETRUCCI, ''TAGLIARE STIPENDI E VITALIZI E' PRIORITA'''

Pubblicazione: 19 aprile 2017 alle ore 17:55

Pierpaolo Pietrucci

L’AQUILA - “Intervenire in maniera decisa sugli stipendi dei consiglieri regionali che sono francamente troppo alti, specialmente se comparati con quelli dei sindaci che hanno maggiori oneri e responsabilità, e sui vitalizi, la ritengo a questo punto una priorità della seconda parte della legislatura”.

Così il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci irrompe su un tema molto delicato in Consiglio regionale, quello dei costi della politica, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle.

Un argomento caratterizzato da proposte dei grillini che, dall’inizio della consiliatura, sono ferme sia in commissione sia all’ordine del giorno delle sedute di Consiglio e che proponeva di dimezzare lo stipendio dei consiglieri, e di ridurre in percentuali progressive i vitalizi per gli ex consiglieri.

L’Abruzzo spende attualmente per 111 ex consiglieri 3,4 milioni di euro l’anno, a cui si aggiungono 41 assegni di reversibilità per gli eredi, dal costo di 800 mila euro l’anno circa.

Va ricordato che i vitalizi regionali sono stati eliminati anche in Abruzzo nel 2011 a partire da questa legislatura, mantenendo in vita in base al principio giuridico del diritto acquisto i vitalizi già maturati, che ha consentito e consentirà ancora per anni a generazioni di politici regionali di godere di una lauta pensione, in Abruzzo fino a 5 mila euro al mese, per aver fatto una sola legislatura, 5 anni al massimo, ma anche molto meno, in Consiglio regionale.

Ora Pietrucci rompe gli indugi e chiama a raccolta il centrosinistra che governa la Regione, annunciando che “mi farò presto portatore di una proposta autonoma, anche a rischio di attirare su di me strali e malumori. Sarà, in ogni caso, una battaglia giusta”.

Nella nota il giovane consigliere del Pd ricorda che “respingendo le proposte del Movimento 5 stelle in tema di riduzione dei costi della politica la maggioranza in Consiglio regionale di cui faccio parte garantì che si sarebbe fatta portatrice di una proposta autonoma, equilibrata, al di fuori dei populismi”.

“Della riforma costituzionale, di cui molte cose mi lasciavano perplesso, ho apprezzato la misura che avrebbe adeguato l’indennità dei consiglieri regionali a quello del sindaco della città capoluogo - ricorda - Non vorrei che, respinta quella proposta dal voto popolare, ci si sentisse in qualche modo al riparo”.

“Credo invece che occorra rilanciare ripartendo da lì”, continua il consigliere dem, il quale sottolinea che “quando lo scorso anno votai a favore in commissione Bilancio del divieto di cumulabilità del vitalizio da consigliere regionale con altri analoghi assegni, come quelli da parlamentare nazionale ed europeo, intendevo dare un segnale concreto ai cittadini”.

“I bilanci pubblici, dallo Stato agli enti locali, sono squassati dalla lunga crisi economica, i cittadini e le famiglie costretti a sacrifici, i giovani non trovano lavoro - rivendica - eppure da parte della classe politica ritengo non si siano fatti passi abbastanza decisi per adeguarsi a quello che è un mondo che è cambiato”.

Secondo Pietrucci “i privilegi sono sempre più insopportabili e finiscono per essere l’ovvio veicolo di rabbia e malcontento; non dobbiamo lamentarci se la politica diventa bersaglio di critiche indiscriminate, se le misure e i provvedimenti positivi scivolano in secondo piano sovrastati dall’evidenza di anacronistici privilegi, se gli elettori scelgono la strada del voto di protesta”.

“Rimango convinto che il ruolo della rappresentanza politica, a tutti i livelli, rimanga indispensabile e che, se condotto con sobrietà, passione e spirito di abnegazione sia ancora lo strumento principe per cambiare la società, porsi al servizio della comunità, fare bene - conclude - Indispensabile, però, è dare l’esempio”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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