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SOTTOSCRITTO PATTO TRA D'ALFONSO, OLIVIERI, DI MATTEO E GEROSOLIMO
RIMPASTO DELEGHE E COLLEGIALITA'. CI SONO NUMERI PER L'OK A BILANCIO

CONSIGLIO REGIONALE: RIENTRA LA CRISI, I TRE RIBELLI FANNO PACE CON D'ALFONSO

Pubblicazione: 28 dicembre 2016 alle ore 19:36

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L'AQUILA - E alla fine, dopo una giornata di passione in Consiglio regionale, con una mini-crisi di maggioranza senza i numeri per approvare il bilancio, il "desaparecido" Mario Olivieri di Abruzzo civico, si è materializzato all'Emiciclo nel primo pomeriggio, portandosi dietro in macchina anche l’altro ribelle di Abruzzo civico, l'assessore Andrea Gerosolimo, malato e allettato nella sua Sulmona (L'Aquila), per sottoscrivere con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, l’ennesimo documento in cui si mette nero su bianco la svolta “nei metodi e nelle priorità” nell’operato della maggioranza.

Documento firmato anche da Donato Di Matteo, assessore del Partito democratico, che ha lasciato con il fiato sospeso la maggioranza con la sua assenza nella giornata di oggi, e arrivato anche lui a seduta iniziata, e nel suo intervento non ha risparmiato critiche alla sua coalizione. La sottoscrizione del documento è la condizione per i tre, che già sono arrivati nell'agosto del 2015 (in quel caso il ribelle dem era Luciano Monticelli) e poi a ottobre di quest’anno ai ferri corti con il centrosinistra, per chiudere la “mini-crisi” e votare il bilancio.

IL TESTO DEL DOCUMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

Nel breve testo sottoscritto si richiama quello già concordato a novembre, dove al centro è la pari dignità di tutti i consiglieri, si fa riferimento alla collegialità delle scelte, in particolare relativamente alla sanità. E si conferma la necessità di rivedere le deleghe degli assessori Di Matteo e Gerosolimo, per rendere i loro ruoli in giunta più “pesanti” e a cui va garantita maggiore libertà di azione. Si annuncia insomma ancora una volta un rimpasto di deleghe.

“In data odierna - si legge nel documento - si sono incontrati il presidente Luciano D'Alfonso, gli assessori Donato di Matteo e Andrea Gersolimo, e il presidente della V commissione Mario Olivieri.

In merito alle problematiche sollevate in occasione della conferenza del 11 novembre, il Presidente si impegna a fare sue le questioni evidenziate attraverso una precisa azione che si svilupperà unitariamente a Di Matteo Gersolimo e Olivieri. Il presidente, su richiesta dei tre, si dichiara disponibile a precisare che le deleghe a ciascun assessore riconoscendo agli stessi piena autonomia amministrativa".

"Circa il tema della sanità - prosegue il documento -  indubbiamente quello principale, il Presidente si impegna a condividere tutte le scelte di indirizzo che da oggi saranno compiute siu singoli presidi ospedalieri nel quadro regionale.
In ultimo il presidente D'Alfonso riconosce tutti i consiglieri eletti della maggioranza quali riferimenti unici dei territori di provenienza. Con il diritto della Regione di disporre del voto ogni volta puntualmente”, si precisa infine.

D’Alfonso da un parte ha dunque ceduto ai tre ribelli, dall’altra ha ora i numeri per approvare lo strumento finanziario, visto che, anche senza Gerosolimo, che è tornato a casa, e l’assessore del Pd Marinella Sclocco, ricoverata in ospedale, il centrosinistra è a quota 16 e non sarà necessario l’appoggio esterno dell’esponente del Nuovo centro destra Giorgio D’Ignazio, che ieri, con grande rabbia degli altri esponenti del centrodestra, ha salvato la maggioranza garantendo il numero legale.

OLIVIERI: '' FINO A QUESTA MATTINA ERO TENTATO DI NON VOTARE BILANCIO”

“Non lo nego, sono state ore molto difficili - afferma il consigliere - Fino a questa mattina ero convinto di non votare il bilancio, visto che non arrivava la svolta che auspicavamo”, spiega Olivieri ad AbruzzoWeb. Poi, risolutiva, evidenzia è stata una lunga telefonata di D’Alfonso, nel primo pomeriggio.

“Con il presidente abbiamo concordato i contenuti del documento da sottoscrivere - spiega Olivieri - come condizione per dare il nostro voto alla manovra di bilancio. Sono a grandi linee gli stessi che abbiamo scritto nella lettera inviata al presidente in autunno. Chiediamo un cambio di metodo, chiediamo di contare di più, chiediamo una svolta nelle politiche per le aree interne e in quelle relative alla sanità, vogliamo essere messi in grado di poter rappresentare gli interessi dei territori che ci hanno votato, per risolvere i loro problemi”.

“Posso dire con soddisfazione che finalmente abbiamo registrato una grande apertura”, aggiunge Olivieri, che ora è pronto a dare il suo voto determinate al bilancio, e lo stesso assicura che farà Di Matteo.

“È un bilancio stretto, risicato - ammette ancora il consigliere di Ac - penalizzato dal disavanzo da coprire, ma non era questo il punto. Era la garanzia della svolta quella che chiedevamo, del cambio di passo di legislatura, della maggiore collegialità”.

“Fino a questa mattina ero convito di non venire, di restarmene a Vasto. È stata una nottata drammatica, per me ma anche per Gerosolimo che, nonostante le sue precarie condizioni di salute, è stato ore al telefono. Voterò ovviamente il bilancio, però poi i patti vanno rispettati, come funziona come galantuomini, anche se in politica i galantuomini non sono così numerosi”.

D'ALESSANDRO: ''APPROVAZIONE BILANCIO MAI STATA A RISCHIO”

Camillo D'Alessandro in una nota tiene però a sottolineare che È destituito di ogni fondamento
politico il legame tra l'approvazione del Bilancio e il dibattito interno alla maggioranza".
"La vicenda di chiarimento politico non ha intaccato l'iter di approvazione del Bilancio né nei lunghi giorni di lavoro nelle Commissioni né in Consiglio. Ciò che volevamo è che tutte le espressioni della maggioranza votassero il Bilancio e la Finanziaria, che è l'unica cosa che interessa agli abruzzesi. Tutto il resto - prosegue D'Alessandro - fa parte di legittime dinamiche che mai però possono intaccare il funzionamento delle Istituzioni".

UNA MATTINATA DIFFICILE E I NUMERI IN BILICO

La  situazione di stallo e difficoltà che si è protratta fino a poche ore fa ha fatto urlare allo scandalo le opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, che hanno accusato la maggioranza di giocare a fare "melina", ed anzi "ostruzionismo a se stessa" per prendere tempo, in attesa dell’arrivo dei consiglieri desaparecidos.
Non a caso, accusano le opposizioni, il presidente della regione Luciano D’Alfonso, dopo che la seduta è cominciata con un'ora di ritardo, ha preso la parola e ha tenuto un discorso fiume di oltre un’ora.

La seduta dovrà concludersi entro la mezzanotte, con tempi contingentati che renderanno vani i tentativi di ostruzionismo vero da parte dell’opposizione, in particolare del Movimento 5 Stelle, che ha pronta una pioggia di emendamenti e riproporrà con forza l’inserimento nel bilancio delle risorse necessarie per la sperimentazione del reddito minimo di cittadinanza.

Una manovra, quella arrivata in aula, da 6,2 miliardi di euro con molte voci in diminuzione rispetto all’anno precedente e con la zavorra dei 51 milioni di euro per coprire il disavanzo accertato di 770 milioni di euro. Esborso che sarà ripetuto ogni anno fino al 2025.

"Il presidente D’Alfonso – ha tuonato Mauro Febbo di Forza Italia -  che normalmente interviene a chiudere il dibattito e che si è esibito nel solito chilometrico intervento, nel tentativo di guadagnare tempo e permettere di ricucire gli strappi interni alla maggioranza recuperando i numeri necessari, Anche lui ha fatto una elencazione del nulla che peraltro non trova riscontro negli atti amministrativi programmatici”

Per la prima volta in regione Abruzzo la maggioranza fa “ostruzionismo a se stessa”, hanno ironizzato quelli del Movimento 5 Stelle.“

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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