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M5S, 'CI TIENI SOTTO SEQUESTRO', PRESIDENTE, 'BASTA PORNOGRAFIA POLITICA!
ASSENTI DI MATTEO, GEROSOLIMO E OLIVIERI, D'IGNAZIO ESORDISCE IN GIUNTA

CONSIGLIO REGIONALE: VOLANO STRACCI E
PAROLE GROSSE TRA D'ALFONSO E OPPOSIZIONI

Pubblicazione: 10 aprile 2018 alle ore 17:38

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L'AQUILA - Come ampiamente pronosticato, è cominciato con violente rissa verbali, in un clima grande  tensione, il consiglio regionale d'Abruzzo, che è tornato oggi a riunirsi dopo oltre tre mesi di stop, e dopo le elezioni politiche del 4 marzo, e il rimpasto che ha visto l'ingresso per ora in giunta di Giorgio D'Ignazio del Nuovo centro destra.

In aula anche il presidente neosenatore Luciano D'Alfonso, che però alle 18.30 dovrà essere a Roma.

Assenti, in una maggioranza con numeri risicatissimi, gli assessori dimissionari Donato Di Matteo ex Pd e di Regione facile e Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, ed anche del consigliere Ac Mario Olivieri.

Postumi e conseguenze di una crisi interna a seguito della sconfitta pesante alle Politiche da parte del centrosinistra, che ora dovrà essere tenuto insieme dal vicepresidente della regione Giovani Lolli, che sostituirà D'Alfonso, che intanto però ritarda le sue dimissioni e temporeggia in attesa della ratifica della sua nomina senatoriale. 

A dar fuoco alle polveri subito il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri.

"Sono emozionato - ha esordito con sarcasmo Sospiri - è così tanto tempo che non ci vediamo in questa aula, da prima di Natale...". Fa poi gli auguri al neodeputato Camillo D'Alessandro "un avversario duro e leale, che si è dimesso subito, per rimuovere il caso di conclamata incompatibilità. Che a ben vedere è uguale a quella di D'Alfonso, il quale però non si capisce perché non si vuole dimettere".

Va giù duro anche Sara Marcozzi del Movimento 5 stelle, che accusa D'Alfonso di aver messo in atto "un sequestro istituzionale della Regione", e invita il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio a convocare la Giunta delle elezioni, per far chiarezza sullo status della sua incompatibilità. 

Pietro Smargiassi del Movimento 5 stelle, invece assicura che" le assenze di D'Alfonso e D'Alessandro saranno un valore aggiunto per la Regione", e ne ha anche per D'Ignazio, per il quale è arrivata "la ratifica del suo essere stampella al governo regionale, ha finalmente fatto cadere la maschera".

D'Alfonso, mantenendo fino a quel momento la calma, ha ribadito per l'ennesima volta "che tutte le procedure previste dall'ordinamento si stanno rispettando", e conferma che "alle 18.30 dovrò essere a Roma, a costo di prendermi una multa per eccesso di velocità, l'ennesima delle 40 che preso...".

A scaldare gli animi, già effervescenti, ci ha pensato però Mauro Febbo di Forza Italia,  con un'interrogazione sui lavori di escavazione per approfondimento dei fondali del porto di Ortona.

Veemente la replica di D'Alfonso che accusa Febbo, "di avere da una parte a cuore il dragaggio, per poi organizzare mobilitazioni contro il presunto non corretto smaltimento delle sabbie escavate e fare esposti alla procura". Di aver stanziato, quando era nell'esecutivo regionale di centrodestra, "13 milioni per appena due milioni di lavori, quando andavi a mangiare il pesce al porto di Ortona, che da noi ha invece una ciclovia di attenzioni. Lavora a favore, se sei capace!"

D'Alfonso in un crescendo ha poi tuonato: "Anche gli asini che non hanno mai aperto un libro, sanno che i contenziosi bloccano le procedure e importanti opere pubbliche", coniando il termine di "pornografia della lotta politica", ed evocando a proposito di governo del centrodestra, la figura dell'ex assessore alla Cultura Luigi De Fanis, sotto processo per presunte tangenti.

"Imparate l'attività amministrativa! Mannaggia la miseria l'ignoranza!, O si studia, o non ci si potrebbe candidare!", ha chiosato D'Alfonso.

Inevitabili le reazioni inviperite dai banchi dell'opposizione.

"Ti esce la bava, forse hai bevuto troppo a pranzo!", ha tuonato Febbo tirato in causa, "hai firmato sette miliardi di convenzioni e sei stato eletto per 113 voti, renditene conto!".

A seguire siparietto tra Alberto Balducci del Pd e Domenico Pettinari e Marcozzi del M5s, con reciproci scambi di accuse assortiti e a tutto campo. 

"Ora basta! - è dunque intervenuto il presidente Di Pangrazio - d'ora in avanti in poi interromperò gli interventi di chi si rivolgerà ai colleghi in modo sbagliato".

Dopo la lunga serie di interrogazioni e interpellanze il consiglio regionale proseguirà con l'esame dei seguenti progetti di legge: modifica alla legge regionale in materia di "alloggi di edilizia residenziale pubblica"; "norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco"; "Istituzione del garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza"; modifica alla legge regionale in materia di "apicoltura nella Regione Abruzzo"; modifiche ed integrazioni alla legge regionale in materia di "gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne"; "norme in materia di congruità dell'incidenza della manodopera denunciata sul valore dell'opera; "disposizioni in materia di riduzione del trattamento economico dei Consiglieri regionali".

All'ordine del giorno sono previste anche le elezioni del Garante dei detenuti, di un componente del Collegio regionale per le Garanzie Statutarie e dei componenti della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità.

 

 



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