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MAGGIORANZA SENZA NUMERI, IL GOVERNATORE INFIAMMA IL CLIMA PRIMA
DI ABBANDONARE AULA; SI DIMETTE D'ALESSANDRO, ENTRA INNAURATO

CONSIGLIO REGIONE: D'ALFONSO VA A ROMA,
SEDUTA CHIUSA, SALTANO LEGGI IMPORTANTI

Pubblicazione: 10 aprile 2018 alle ore 19:53

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L'AQUILA - Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso parte per Roma per i suoi impellenti impegni da neo-senatore, e la maggioranza in consiglio regionale, già risicatissima, non ha più il numero legale, con conseguente scioglimento della seduta. 

Questo l'epilogo del consiglio regionale di oggi a palazzo dell'Emiciclo, che era tornato a riunirsi dopo oltre tre mesi, ovvero dopo la lunga pausa elettorale e poi pasquale. Per concludersi però dopo tre ore di duro scontro e con un quasi nulla di fatto, approvando solo una legge delle tante all'ordine del giorno sulla semplificazione dell'iter burocratico per accedere agli sconti concessi agli studenti pendolari del cratere sismico 2017, che arriva tra l'altro ad anno scolastico che volge al termine. E dopo la discussione di varie interrogazioni e interpellanze, cadenzate da duri scontri verbali in particolare tra gli esponenti M5s e centrodestra da una parte e D'Alfonso dall'altra, che ha reagito con veemenza alle continue richieste di dimissioni immediate, senza attendere la rativica delle sua nomina in sede governativa. Si è dimesso invece da consigliere il neoparlamentare Pd Camillo D'Alessandro, che sarà sostituito dal primo dei non eletti, Antonio Innaurato.

Il numero legale è fissato in Consiglio a 16 voti: nella maggioranza di centrosinistra non si sono presentati però gli oramai ex assessori Donato Di Matteo ex Pd ora di Regione facile e Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico.  Assente anche il consigliere Ac Mario Olivieri. Un voto la maggioranza lo ha recuperato con l'ingresso in giunta, con delega al Turismo, di Giorgio D'Ignazio del Nuovo centro destra. Frutti avvelenati del rimpasto che ha fatto seguito alla debacle elettorale del centrosinistra alle Politiche, e che deve essere ancora ultimato, con l'ingresso di un altro assessore. 

Determinante per raggiungere quota 16 era oggi comunque il voto del presidente D'Alfonso, che però come aveva ampiamente annunciato, doveva recarsi a Roma entro le 18.30, "a costo di correre in autrstrada e prendere un altra multa".

E così dopo che il presidente ha abbandonato l'aula, intorno alle 18,  c'è stata solo la possibilità, prima di sciogliere il consiglio per mancanza di numero legale, di votare all’unanimità una risoluzione presentata dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che impegna il Presidente e il vicepresidente della Giunta regionale e il Presidente del Consiglio Regionale a sostenere presso il governo e le istituzioni la diffida presentata da Comune dell’Aquila e Regione in accordo con tutte le imprese, partite Iva e associazioni di categoria, colpite dal fenomeno del recupero degli sgravi fiscali di cui le stesse imprese hanno beneficiato dopo il terremoto del 2009.

Il sottosegretario Mario Mazzocca e l'assessore Marinella Sclocco del Gruppo Mdp in Consiglio regionale hanno poi predisposto un emendamento alla Finanziaria con il quale si intendeva assegnare per l'anno 2018 al Dipartimento della Giunta regionale competente una somma pari ad euro 1.400.000,00, al fine di dare copertura alla quota di compartecipazione di competenza della regione pari al 40% dell'assegnazione relativa al fondo integrativo statale necessaria per la concessione delle borse di studio".

Rinviate alla prossima seduta invece un lungo elenco di progetti di legge, sui più svariati argomenti, come la modifica alla legge regionale in materia di "alloggi di edilizia residenziale pubblica", le "norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco", la "Istituzione del garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza", la modifica alla legge regionale in materia di "apicoltura nella Regione Abruzzo", le modifiche ed integrazioni alla legge regionale in materia di "gestione della fauna ittica e disciplina della pesca nelle acque interne", le "norme in materia di congruità dell'incidenza della manodopera denunciata sul valore dell'opera, le "disposizioni in materia di riduzione del trattamento economico dei Consiglieri regionali", presentata da Leandro Bracco di Sinistra Italiana e che prevede il taglio dei rimborsi chilometrici.

All'ordine del giorno erano previste anche le elezioni del Garante dei detenuti, di un componente del Collegio regionale per le Garanzie Statutarie e dei componenti della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità.

LE REAZIONI 

Durissime le reazioni dell'opposizione del Movimento 5 stelle. 

"Sono 4 i mesi che si registra la paralisi del consiglio regionale - si legge in una nota -  un sequestro istituzionale causato dalla doppia carriera politica di Luciano D’Alfonso. Eletto in Senato ma restio a mollare la poltrona di presidente, il neo senatore D’Alfonso sottopone la regione a un vero e proprio sequestro istituzionale. Non abbastanza sicuro della poltrona romana per abbandonare quella abruzzese, non abbastanza leale da mettere l’Abruzzo che lo ha scelto nel 2014 al primo posto rispetto al velluto rosso di Palazzo Madama".

Dura anche la reazione di Forza Italia. Il capogruppo Lorenzo Sospiri ha sostenuto in aula, poco prima del rompete le righe , rivolto ai coleghi di maggioranza che "il feeling con il popolo abruzzese è finito e quindi voi in termini elettorali siete finiti. E' giusto tornare al voto. Il mondo fuori a noi brucia, il popolo abruzzese sa cosa vuole: hanno disgusto per le pratiche raccogliticce per tenere il potere. Badate bene: anche noi del centro destra abbiamo fatto lo stesso errore nel passato e siamo stati puniti. Perseverare è diabolico''

"Oggi in ​a​ula a si è presentato un vero e proprio governo regionale balneare destinato a durare il tempo necessario per superare l'estate - ha incalzato invece il forzista Mauro Febbo - In Regione Abruzzo non esiste più la maggioranza numerica e solo dopo il 'rimpastino', con l'ingresso del neo assessore Giorgio D'Ignazio e le gravi assenze ingiustificate di ben tre consiglieri, gli ex assessori Gerosolimo e Di Matteo e il Presidente della Commissione Sanità Olivieri, si garantisce ancora il minimo numero legale per resistere in Aula".

Silenzio invece dagli esponenti della maggioranza, oramai sempre più traballante.



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