CONSIGLIO REGIONE MALTEMPO:
D'ALFONSO 'USO PORNOGRAFICO DELLE INTERCETTAZIONI'

Pubblicazione: 12 dicembre 2017 alle ore 19:53

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L'AQUILA - "E' vergognoso il livello di parole che sono state usate per introdurre l'ascolto telefonico ad opera di Claudio Ruffini, a favore dei sindaci. Voglio versare in atti i contenuti di quelle 121 telefonate trascritte nelle carte processuali. Ritengo giusto che il consiglio regionale, determinandosi in commissione a prevalente competenza, legga e rifletta su queste telefonate".

E' uno dei passaggi più forti del focoso intervento del presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, nel corso del consiglio straordinario dedicato all'emergenza neve del gennaio 20127, che ha messo in ginocchio la regione.

Il riferimento del presidente, che ancora una volta non lesina critiche ai mezzi di informazione, è alle intercettazioni contenute in un’informativa dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico,in base alle quali vengono citati, ma non indagati, D’Alfonso e il suo ex segretario, Ruffini, trovando "elementi interessanti sul piano investigativo", su come hanno gestito e coordinato nel complesso l’emergenza maltempo nei giorni precedenti e seguenti. Informativa che è parte dell'inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica di Pescara sulla tragedia di Rigopiano, ovvero alla slavina causata da neve e terremoto che il 18 gennaio scorso ha causato 29 vittime, con 23 indagati tra funzionari, tecnici e imprenditori, e dell’ex prefetto pescarese Francesco Provolo

Nel corso del dibattito l' opposizione di centrodestra e del Movimento 5 stelle sono subito andate all'attacco, parlando di "gestione disastrosa" da parte della Regione di quell'emergenza, e soprattutto sostenendo che si "è completamente impreparati e non all'altezza nell'affrontare il prossimo inverno e le prossime emergenze". 

Domenico Pettinari del Movimento 5 stelle a conclusione del dibattito ha definito sia il consiglio sul maltempo che sull'esperimeno Sox, "aria fritta", in quanto ma non c'e' stata votazione su alcun documento, "violando il regolamento". 

D'Alfonso ha ribattuto agli attacchi su tutta la linea, elencando i nuovi mezzi a disposizione, annunciando che proprio oggi è stata aggiudicata la procedura negoziata per l’acquisto di 2 turbine da neve e 2 sgombraneve corredati di lama e spargisale, che saranno affidati alle Province, che si aggiungono alle 65 turbine già a disposzione dei comuni più a rischio, "individuati in base al rischio di interruzioni erogative, assieme all'Enel". E sottolineando che finalmente ci si è dotati di un piano di emergenza e di evacuazione per eventuali rischi nel bacino della diga di Campotosto, che "contiene 200 milioni di tonnellate d'acqua", a cui seguirà l'approvazione del piano di emergenza per la diga di Chiauci (Chieti), e i lavori di messa in sicurezza per l'invaso di Penne (Pescara).

I passaggi più appassionati del suo intervento sono dedicati appunto all'inchiesta in cui sono state trascritte anche le telefonate sue e di Ruffini, che hanno alimentato la polemica politica, e causato i duri attacchi dei familiari delle vittime di Rigopiano.

"Ci sono state telefonate pornograficamente raccontate - incalza D'Alfonso - in quelle 48 ore 121 sms sono arrivati sul telefono di Claudio Ruffini, quelli rubricati nelle carte processuali, e messi in circolazione, perché devono andare nella disponibilità delle difese, ma che poi vanno anche nella disponibilità delle redazioni giornalistiche per colorare articoli di stampa e per ingigantire, o nella disponibilità di chi deve alimentare la lotta politica, il che sarebbe anche meglio".

"E' vergognoso il livello di parole che sono state usate per introdurre l'ascolto telefonico ad opera di Ruffini a favore dei sindaci - ha detto dunque il presidente - lì emerge anche D'Alfonso che parla con il dirigente della Provincia e dice: 'mi raccomando, determina la documentalità nei termini della legge ai fini del riconoscimento dello stato di emergenza', che poi noi abbiamo fatto con idoneità documentale, perché le telefonate erano vere, ed erano tutte dedicate a sentire i sindaci. Il telefono di Ruffini è stata una protesi organizzativa per dare accoglienza allo sfogo di tutti, con unico fine, aumentare la dotazione dei mezzi in relazione ad un emergenza impazzita con neve terremoto e cessazione del servizio elettrico, telefonico e digitale" . 

D'Alfonso poi a discolpa dell'operato della Regione riepiloga il livello delle competenze, prendendosela anche con non precisati "sindaci frou frou". 

"Se una materia è di competenza del Comune, non è che il livello più in alto si fa carico di queste competenze - sottolinea D'Alfonso - nelle crisi da maltempo il primo sistema che si deve mettere in sicurezza è quello della viabilità, dove agiscono i mezzi di soccorso. Il legislatore ha stabilito che ciascun gestore delle reti viarie si doti di un piano di sicurezza, con la certezza di chi fa cosa. Per le strade comunali i Comuni,  per le strade provinciali le Province, per la viabilità statale l'Anas. La prima cosa che dobbiamo fare è che i sindaci non siano fru fru, che i documenti di protezione civile siano veritieri, e non solo fatti di registri Buffetti. Idem sui piani provinciali, devono avere una capacità di reazione".

Infine D'Alfonso rivela che problemi si sono verificati anche con la Protezione civile nazionale, che non è più quella  di Guido Bertolaso.

"Mai si e visto una Regione che ha messo in campo risorse nel ruolo della sua sussidiarietà, riguardo a tutto quello che potevamo fare, aiutando le province che so che spesso si trovano ad affrontare emergenze con le canne di bambù, perché anch'io sono stato presidente della Provincia. Abbiamo avuto anche un problema con la Protezione civile nazionale. Bertolaso indiscutibilmente è bravo, gli abbiamo dato la cittadinanza onoraria in 13 comuni, non so se ci sono stati quei massaggi in quel centro benessere sul fiume Tevere, -  fatto sta che da quel gigantismo interventista di quella Protezione siamo arrivato l'azzeramento. Io avrei salvato il bambino dall'acqua sporca. Mancano cento dirigenti alla Protezione civile. L'ho fatto presente al governo e al presidente della Repubblica, servono risorse, servono uomini, serve capacità di discrezionalità nelle fasi di emergenza". 

Argomenti che però non hanno convito l'opposizione di Forza Italia 

"La Regione Abruzzo è completamente impreparata e non all'altezza nell'affrontare il prossimo inverno", hanno commentato il capogruppo Lorenzo Sospiri, e il consigliere Mauro Febbo che sottolineano: "Questa nostra preoccupazione nasce dai pochissimi interventi attuati e dall'enorme ritardo da parte di questo esecutivo regionale nel prevenire ed evitare altre tragedie e incidenti. Infatti riteniamo ridicolo che si arrivi al 28 novembre per approvare, nell'ultimo Consiglio, una variazione di bilancio di 500 mila euro da destinare alle quattro province per l'emergenza neve. La stessa e identica somma stanziata l'anno precedente che non garantisce neanche l'acquisto del sale necessario per un solo giorno di emergenza". 

Febbo e Sospiri hanno poi evidenziato "i ritardi e la lentezza con cui avvengono i ristori ai Comuni colpiti dalle forti nevicate e che gli uffici della Protezione Civile della Regione Abruzzo rischiano di perdere 27 unità operative perché hanno contratti a termine e attendono di essere rinnovati".

Su quest'ultimo punto D'Alfonso ha assicurato che "faremo un concorso appena sarà possibile, appena sarà consentito. Non è però un dramma che siano a tempo determinato. Avviene anche all'Enea e altrove".

A proposito emerngenze maltempo, Pettinari ha evidenziato nel suo intervento che va fermato con tutti i mezzi la realizzazione del centro commerciale Megalò 2 al confine tra Chieti e Cepagatti, in una zona ad alto rischio idraulico, più volte allagata dall’esondazione del Pescara. E che bisogna munirsi "di tutte le norme per evitare speculazioni di ogni genere, soprattutto in aree a rischio idrogelogico".

Si è infine lamentato, come detto, per la mancata firma di un documento a conclusione dell dibattito sull'emergenza neve: "E' stata una grave anomalia, noi avevamo preparato documenti da votare. Invece, si erano messi d'accordo in conferenza dei capigruppo di non votare".

 



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