CONSIGLIO REGIONE: STOP PER
QUATTRO ANNI A NUOVI CENTRI
COMMERCIALI IN ABRUZZO

Pubblicazione: 22 dicembre 2017 alle ore 11:47

L'AQUILA - Stop per quattrro anni a nuovi centri commerciali in Abruzzo. A stabilirlo una norma inserita nel Milleproroghe approvata ieri a tarda sera in consiglio regionale, a larghissima maggioranza. Lo stop avrà vigore fino al 31 dicembre 2021, ma non riguarderà i progetti di insediamento con gli iter già avviati, come ad esempio, caso più eclatante, il contestato Megalò due da 65 mila metri quadrati sulla riva del fiume Pescara tra Chieti e Cepagatti, che però è stato già bocciato dal comitato Valutazione impatto ambientale della Regione. 

Tra gli altri interventi approvati nel Milleproroghe anche gli interventi a sostegno del settore edilizio,  meglio conosciuta come Piano Casa, la norma per la legge sui sottotetti, e varie sanatorie.

Ad aver a più riprese sollecitato la moratoria per la realizzazione di nuovi centri commerciali erano state le associazioni di categoria, con l'argomento che questi colossi distruggono molti più posti di lavoro di quelli che creano, contribuendo a mettere in ginocchio i piccoli esercizi, e a desertificare i centri storici di città e paesi abruzzesi.

 E il direttore di Confocommercio Abruzzo Celso Cioni e il presidente Roberto Donatelli definiscono in una nota "questa scelta importante e perfettamente in linea con il contenuto delle premesse del Patto per L’Abruzzo a suo tempo sottoscritto  con la necessità di riequilibrare il sistema distributivo regionale che evidenzia una presenza patologica della Grande distribuzione organizzata rispetto ai valori nazionali e vede l’Abruzzo ai vertici di tale graduatoria".

"Come già evidenziato in più occasioni - si legge ancora nella nota - la nostra Regione ha già il primato nazionale ed europeo nel rapporto tra superficie di GDO (mq) ed abitanti: avere approvato tale norma vuol dire aver dato finalmente una risposta concreta ad una crisi che  mette a rischio l’intero sistema distributivo del piccolo commercio abruzzese e migliaia di posti di lavoro a “costo zero” per le risorse finanziari regionali”.

La proposta di moratoria porta la firma del presidente della terza commissione Lorenzo Berardinetti di Regione Facile, approvata con 18 si e 6 no, dunque anche con il concorso delle opposizioni.

E' una norma ponte in attesa del Testo unico regionale in materia di commercio, attualmente in fase di redazione, che promette di mettere fine una volta per tutte al far west della grande distribuzione. 

Proprio oggi anche In Abruzzo, a proposito di centri commerciali, è prevista  una manifestazione che si terrà tra le 10 e le 12 in prossimità dell'Ipercoop di San Giovanni Teatino, contro le aperture nei giorni di festività. Le rganizzazioni sindacali e dei consumatori invitano anche a sospendere oggi gli acquisti nelle aziende aderenti a Federdistribuzione e Distribuzione Cooperativa, in segno di solidarietà nei confronti dei lavoratori.

"Ampliando la durata della moratoria – ha dichiarato Berardinetti – le piccole imprese ottengono più garanzie e si stabilizza il quadro complessivo in una fase in cui il commercio è alle prese con una profonda ristrutturazione che interessa anche la stessa grande distribuzione. L'ultra-liberalizzazione, che in teoria avrebbe dovuto rilanciare i consumi, non ha sortito l'effetto sperato, traducendosi in un eccezionale aggravio aggiuntivo per le piccole e medie imprese del commercio, in questi anni travolte dalla crisi. 

"La totale liberalizzazione degli orari non ha fatto crescere i consumi e il Pil - aggiunge poi Berardinetti -  e tantomeno l'occupazione, ma ha favorito esclusivamente il trasferimento di quote di mercato dal commercio urbano alla grande distribuzione organizzata, spesso espressione di società multinazionali. Occorre dunque  regolamentare le aperture festive e introdurre una legge moderna che sia un giusto incontro fra le esigenze della distribuzione di città, dei consumatori e degli iper esistenti, senza l'obbligo di fatto di aprire ogni domenica come avviene oggi, vuol dire difendere l'identità italiana, che nulla ha a che fare con altre tradizioni dei negozi sempre aperti".

Nel "Milleproroghe", il Consiglio regionale ha approvato la proroga del termine al 31 dicembre del 2018 della legge regionale 19 agosto 2009, n. 16 "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio" meglio conosciuta come Piano Casa. Prorogata la norma per la legge sui "Sottotetti" con la possibilità di recuperare queste porzioni di edificio presentando domanda entro il 31 dicembre 2018. 

Prorogato per l'anno 2018 il termine delle concessioni demaniali marittime (legge 141  del 1997) per il rilascio delle stesse concessioni a carattere stagionale o temporaneo per attività turistiche o ricreative ai soggetti ai quali sono state rilasciate nell'anno precedente e per il medesimo lotto, nei comuni che, pur avendo approvato il Piano Demaniale Comunale, non abbiano ancora assegnato in concessione le nuove aree in esso previste e non abbiano approvato il regolamento per la presentazione delle domande. 

Prorogato il termine per la presentazione delle pratiche di sanatoria edilizia che dovranno essere definite dai Comuni entro il 31 dicembre 2019. 

Al fine di consentire la celere definizione dei procedimenti, viene disposta la proroga per i soggetti che hanno la disponibilità degli immobili per i quali è stata richiesta la sanatoria che trasmettono all'ufficio comunale competente, entro il 31 dicembre 2018, una dichiarazione sostitutiva redatta ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Inoltre viene "differito" il termine attuale, ovvero dal "20 maggio 2018" al nuovo termine, il "31 dicembre 2021", relativo alle richieste di autorizzazione per l'apertura di grandi superfici di vendita di cui all'art. 1, comma 3, della legge regionale 11 del 2008. 



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