CONSORZIO BONIFICA CENTRO: AGRICOLTORI CONTRO AUMENTI CANONI

Pubblicazione: 30 aprile 2018 alle ore 17:28

CHIETI - Un presidio di protesta contro gli aumenti del 40 per cento dei canoni idrici decisi dal Consorzio di bonifica Centro si è svolto a Chieti, dinanzi alla sede dell'ente, nel giorno in cui scadeva il termine per pagare le bollette. Erano presenti diversi agricoltori, ma anche amministratori di alcuni Comuni del chietino e del pescarese e i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, entrambi di Forza Italia. 

Gli aumenti  sono stati decisi dal commissario nominato dalla Regione Abruzzo, l’avvocato Luciana Di Pierdomenico,  dovuti al fatto che un depuratore è stato posto sotto sequestro e sono arrivati meno importanti introiti al Consorzio.

Aumenti che peseranno di alcune centinaia di euro per gli agricoltori più piccoli, di alcune migliaia di euro per le imprese agricole più importanti. 

Dell’argomento si occuperà il consiglio regionale nella prossima seduta fissata per giovedì 3 Maggio.

''E' un aumento iniquo - ha commentato Febbo -  in un settore come l'agricoltura dove in questi anni non è stato riversato nulla dei tanti fondi europei che ci sono: siamo al terz'ultimo posto della graduatoria nazionale, rischiamo in maniera concreta di restituire 25 milioni di euro alla Comunità Europea e qui anziché andare incontro alle esigenze degli agricoltori che tra l'altro hanno vissuto anche momenti difficili con la siccità e con tutti i problemi che ci sono, si arriva ad un aumento vertiginoso del 40%. Già dal prossimo Consiglio regionale chiederemo che ci sia una sospensione di questo tributo, che ci sia un intervento così come accaduto per il Consorzio di Bonifica sud da parte della Regione Abruzzo con un importo che può essere messo come fondo di rotazione, e dunque restituito ala stessa Regione nel giro di due-tre anni''. 

''In Consiglio regionale il 3 maggio chiederemo di stanziare un fondo di rotazione che poi in un biennio o in un triennio - ha detto Sospiri - il Consorzio di Bonifica, una volta risolti i problemi giudiziari del depuratore che ha fatto venire meno l'entrata con cui hanno giustificato questi aumenti, può facilmente restituire. Perché farla pagare agli agricoltori che non hanno nessuna colpa una sulla vicenda giudiziaria che ha colpito il Consorzio di bonifica? Che ci vuole ad aumentare i canoni e a distruggere il mondo agricolo? Nulla, ma noi dobbiamo avere buon senso e cercare di coprire i costi di bilancio senza che tutta la catena produttiva, dal produttore al consumatore, paghi il dazio di un'inchiesta giudiziaria''.  

 



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