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IMPENNATA DOVUTA A RISULTATI TEST SLITTATI PER PROBLEMI TECNICI LABORATORIO PESCARA, ORMAI AL COLLASSO; ALLARME OSPEDALE L'AQUILA, COINVOLTI MEDICI, INFERMIERI, RICOVERATI E FAMILIARI; MAPPA CONTAGIO e NUOVE ZONE ROSSe

CORONAVIRUS: 124 NUOVI CASI IN ABRUZZO, POSITIVI SALGONO A 813, LE VITTIME SONO 52

Pubblicazione: 25 marzo 2020 alle ore 15:52

PESCARA - Con un'impennata di nuovi casi, dovuta allo slittamento dei risultati dei test che ieri hanno subito un arresto a causa di problemi tecnici nel laboratorio di Pescara, il numero di positivi in Abruzzo sale a 813, con un incremento di 124 casi in un solo giorno, rispetto ai soli 26 comunicati ieri.

Numeri in parte attesi proprio a causa delle difficoltà riscontrate ieri nel laboratorio di riferimento regionale, ormai al collasso e affiancato da poco dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo. Inoltre a Pescara ci sono stati almeno venti ricoveri per insufficienza respiratoria e diversi pazienti sono stati trasferiti.

Sale anche il numero dei morti che passa dai 48 di ieri a 52: i nuovi decessi riguardano un 73enne di Atessa, un 69enne di Ortona, un 79enne di Castiglione Messer Raimondo, una 81enne di Collarmele, un 79enne e un 85enne di Montesilvano (spetterà in ogni caso all'Istituto Superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse); 16 pazienti clinicamente guariti (che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici); 7 guariti (che hanno cioè risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

Per quanto riguarda i casi, 248 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (29 in provincia dell'Aquila, 41 in provincia di Chieti, 141 in provincia di Pescara e 37 in provincia di Teramo), 59 in terapia intensiva (9 in provincia dell'Aquila, 12 in provincia di Chieti, 32 in provincia di Pescara e 6 in provincia di Teramo), mentre gli altri 431 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (17 in provincia dell'Aquila, 71 in provincia di Chieti, 208 in provincia di Pescara e 135 in provincia di Teramo).

Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 4982 test, di cui 2741 sono risultati negativi. La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso.

Del totale dei casi positivi, 60 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, 146 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 412 alla Asl di Pescara e 195 alla Asl di Teramo.

Dei 124 casi positivi al Covid 19 registrati oggi, 13 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, 13 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 43 alla Asl di Pescara e 55 alla Asl di Teramo.

Il dato riguarda la presa in carico dei pazienti e non coincide necessariamente con la loro residenza anagrafica, in quanto ci sono pazienti residenti in una provincia che sono in cura in una diversa Asl provinciale. Inoltre, per ragioni cliniche, ci sono pazienti che sono stati trasferiti da un ospedale all'altro, anche in presidi di Asl differenti, come precisa il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

49ENNE MUORE POCO DOPO ARRIVO IN OSPEDALE PESCARA, ERA POSITIVA

Una 49enne di Pescara, risultata positiva al Covid-19, è morta nella notte in ospedale a causa di una grave insufficienza respiratoria. 

Soccorsa dal 118 nella sua abitazione, la donna è stata trasportata in pronto soccorso, dove è morta poco dopo il suo arrivo.

Secondo quanto si apprende aveva patologie pregresse. Si tratta, al momento, della seconda vittima più giovane dopo la donna di 44 anni di Pianella (Pescara), deceduta nei giorni scorsi.

La 44enne, che era stata ricoverata una settimana circa, si era occupata dell'assistenza a un uomo di 68anni risultato positivo al Covid-19 solo dopo il decesso.

Il bollettino ufficiale della Regione Abruzzo, diffuso nel pomeriggio, parla di 52 pazienti deceduti nelle quattro province.


61 CASI IN PROVINCIA DELL'AQUILA, 13 POSITIVI IN PIU', MORTI SALGONO A TRE

Sono 61 i casi positivi al Covid-19 presenti in provincia dell'Aquila, di cui 29 ricoverati non in terapia intensiva (2 proveniente da altra Asl), 9 in terapia intensiva e 16 in isolamento domiciliare. 

Si registrano quindi 13 casi in più rispetto a ieri.

Dall'inizio dell'emergenza, sono complessivamente 2 i guariti e 3 i deceduti (uno proveniente da altra Asl). 

Lo rendono noto il direttore generale della Asl 1 Avezzano, Sulmona, L'Aquila, Roberto Testa, e il sindaco dell'Aquila e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl, Pierluigi Biondi.

Un altro decesso rispetto a ieri che, secondo i dati riferiti dal Servizio Tutela e Prevenzione della Regione, riguarderebbe una 81enne di Collarmele.

Dei positivi Covid-19 finora registrati 15 sono dell'Aquilano (3 ricoverati non in terapia intensiva, nessuno in terapia intensiva, 10 in isolamento domiciliare e 1 guarito), 27 della Marsica (19 ricoverati non in terapia intensiva, 1 in terapia intensiva, 4 in isolamento domiciliare, 1 guarito e 1 deceduto), 2 dell'area Peligna (1 ricoverato non in terapia intensiva, 1 in isolamento domiciliare), 7 dell’area Sangrina ( 4 ricoverati non in terapia intensiva, 1 ricoverato in terapia intensiva, 1 in isolamento domiciliare e 1 deceduto) e 11 di altra Asl (3 ricoverati non in terapia intensiva, 4 in terapia intensiva, e 1 deceduto).

In sorveglianza attiva ci sono complessivamente 491 persone, di cui 221 dell'Aquilano, 246 della Marsica e 24 dell'area Peligno-Sangrina.

In sorveglianza passiva ci sono complessivamente 227 persone, di cui 29 dell'Aquilano, 135 della Marsica e 63 dell'area Peligno-Sangrina.

La sorveglianza attiva in quarantena fiduciaria è disposta dalla Asl per chi non presenta sintomi ma rientra nelle categorie a rischio. Le autorità sanitarie controllano in modo periodico lo stato di salute dell’individuo con telefonate quotidiane.

La sorveglianza passiva è una forma di quarantena decisa autonomamente da chi ritiene di aver avuto contatti a rischio.

TRE PAZIENTI VASTO DIMESSI E GUARITI, DUE MORTI A CHIETI, IL BOLLETTINO DELLA ASL

Tre malati di Coronavirus già dimessi e dichiarati guariti, sia clinicamente sia sotto il profilo virologico: la buona notizia arriva dall'unità operativa di Malattie infettive dell'ospedale di Vasto, dove erano stati i primi ricoverati risultati positivi al test. In reparto restano altri sette pazienti, di cui due in stanze a pressione negativa. 

"Conosciamo l'aggressività di questo virus - sottolinea Maria Pina Sciotti, responsabile dell'Unità operativa - ma è importante evidenziare che si può guarire, come dimostrano i casi trattati". 

Nell’ospedale di Chieti sono morte due persone: si tratta di un uomo di 73 anni di Atessa, positivo al test per il coronavirus, e di una donna di 56 anni di Torino di Sangro con sospetto clinico e tampone in corso di test. 

NUOVE ZONE ROSSE, ALLERTA ANCORA ALTA, IL PUNTO NELLA CONFERENZA DI MARSILIO

"Se è vero che il virus sembra aver rallentato la sua marcia, l’allerta è ancora alta in Abruzzo e il dato potrebbe non essere così significativo e mutare nel giro di poche ore. Siamo passati tuttavia, dal raddoppio dei casi ogni due giorni ad un raddoppio dilazionato nel tempo, ogni 3,3 giorni e il raddoppio degli ospedalizzati ogni 4 giorni circa. Ma non possiamo rilassarci. 10mila volontari sono impegnati nella Protezione civile, installate oltre 45 strutture (tra gazebo, container, tende, tensostrutture, etc) attivate a supporto degli ospedali, attivati oltre 100 riscaldatori e distribuite 300mila mascherine di cui 150mila negli ospedali. La spesa finora è di 15 milioni di euro con un grande sforzo del sistema regionale di Protezione civile e del dipartimento della salute e stiamo chiedendo altri fondi per materiale sanitario e potenziamento delle strutture sanitarie".

Sono solo alcuni dei dati forniti oggi nella conferenza stampa del presidente della giunta regionale Marco Marsilio intervenuto in diretta da palazzo Silone a L’Aquila per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid-19 in Abruzzo, alla presenza dell’assessore alla salute Nicoletta Verì, al bilancio Guido Quintino Liris e del vice presidente  Emanuele Imprudente, del referente regionale per le maxi emergenze, Alberto Albani e Silvio Liberatore capo dell’Unità di crisi per l’emergenza Coronavirus.

"Abbiamo disposto una nuova perimetrazione con un’ordinanza che sto per firmare- ha continuato -  per la zona rossa della Valfino e di Elice estendendola all’area Vestina per separare ancora di più l’area metropolitana di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo rispetto al resto dell’area Vestina. La provincia di Pescara è la più colpita. I Comuni che si aggiungono sono Civitella Casanova, Farindola, Penne, Montebello di Bertona e Picciano. Per loro scattano misure più restrittive da stasera.  Siamo riusciti anche a raddoppiare il numero di laboratori per i test: oltre a quello di Pescara, il centro zooprofilattico di Teramo e a breve avremo anche la disponibilità di quello dell’università di Chieti. Si tratta di laboratori aperti 24 ore al giorno, tutti i giorni".

"Stiamo inoltre cercando di reperire sul mercato nazionale e internazionale dispositivi di sicurezza e soprattutto, ventilatori. Non ci siamo cullati sperando di avere rifornimenti a livello nazionale perché anche loro soccombono in questa fase di grande emergenza viste le condizioni oggettive in cui ci troviamo ad affrontare questa battaglia. Abbiamo richiesto - ha aggiunto Marsilio - ventilatori per terapia intensiva, ci erano stati promessi ma non ne abbiamo visto neanche uno al momento.  Ci siamo arrangiati, quindi, con le nostre risorse, abbiamo saccheggiato sale operatorie, cliniche private, stiamo cercando ovunque ventilatori. Siamo però fiduciosi. Ne dovrebbero arrivare cinque domani. Abbiamo poi trovato a Mosca un quantitativo di mascherine FFP2 E FFP3 e un aereo è destinato ad atterrare in queste ore a Milano Malpensa con questo materiale a bordo e speriamo di averne presto disponibilità".

"Arrivano inoltre, kit per fare tamponi veloci e stiamo negoziando acquisto di un macchinario che potrebbe consentirci di avere la capacità di fare migliaia di tamponi a settimana. Ci consentirebbe di affrontare la diagnosi rapidamente e di poter cominciare ad allargare il cerchio delle categorie da sottoporre al test".

Il presidente Marsilio ha chiesto, inoltre, al capo della Protezione civile Borrelli e al commissario Arcuri la possibilità di attivare il polo logistico di Avezzano come ospedale da campo per montare tende all’interno dei capannoni e quindi avere una doppia protezione che potrebbe accogliere 50 posti letto grazie al supporto della Croce Rossa Italiana.

"Sto per firmare – ha concluso – anche una nuova ordinanza per regolamentare gli accessi alle case di riposo".



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