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PREMIER ALLA CAMERA, OPPOSIZIONI ALL'ATTACCO; LE MISURE DEL LOCKDOWN; PER IL QUARTO GIORNO CONSECUTIVO CALA NUMERO POSITIVI, 7.503 VITTIME; INTESA GOVERNO-SINDACATI, MENO FABBRICHE APERTE

CORONAVIRUS: CONTE, 'NUOVO DL DA ALMENO 25 MILIARDI, UNIONE EUROPEA AGISCA SUBITO'

Pubblicazione: 25 marzo 2020 alle ore 19:54

ROMA - Un nuovo decreto da almeno 25 miliardi, la necessità che l'Ue agisca subito, il tributo alle vittime e a chi è in prima linea a combattere, la promessa che "uniti, ne usciremo preso". 

Nel suo primo intervento alla Camera nell'emergenza coronavirus il premier Giuseppe Conte ribadisce l'opportunità delle misure messe in campo dal governo, avverte l'Europa su un coordinamento indispensabile sul piano economico e sanitario e, replicando agli attacchi delle opposizioni di questi giorni, assicura di ritenere "doveroso e necessario" la stretta collaborazione tra governo e Parlamento. 

Conte, nel suo lungo intervento, non risparmia una frecciata alle critiche delle opposizioni, in primis a Matteo Salvini. "Del senno del poi son piene le fosse", scandisce Conte citando i Promessi Sposi e sottolineando: "Ci sarà un tempo per tutto. Ma oggi è il tempo dell'azione, della responsabilità". 

Le sue parole però, non placano le tensioni, acuite anche dallo scontro tra Pd e Lega sul servizio del Tgr Leonardo del 2015 su un virus nato in laboratorio in Cina. 

"Non ho ancora sentito un appello alla collaborazione della opposizione", protesta il leghista Guido Guidesi. "Nessuna novità. Noi siamo pronti a collaborare, ma il governo?", twitta l'azzurro Antonio Tajani. "Se è vero che siamo in guerra noi non vogliamo disertare", è il punto posto in Aula da Giorgia Meloni. 

Un tavolo permanente con le opposizioni è evocato, con nettezza, dal Pd. 

E' Graziano Delrio a citarlo in Aula e, con il passare delle ore, il pressing su Palazzo Chigi potrebbe crescere. Con un'appendice . Che il tavolo di crisi si trasformi nell'ombra del governissimo, si ragiona in ambienti parlamentari. 

Il nome di Mario Draghi, ormai da giorni circola non solo sui media ma anche nei Palazzi. 

"Fantapolitica", tagliano corto dalla maggioranza, anche se i vertici del M5S la prendono un pò più sul serio, tanto che in una nota ufficiale dicono "no" all'ipotesi di un governissimo Draghi. 

E avvertono: "Nel caso in cui tra le fila della maggioranza qualcuno dovesse avere idee in linea con quelle del centrodestra, lo dichiari apertamente. E, tra le file della maggioranza resta l'incognita Iv. 

"La responsabilità pesa meno se condivisa. Noi ci siamo e credo che ci siano anche le opposizioni per evitare altri errori", sottolinea la Boschi criticando, duramente, la comunicazione del premier e proponendo una commissione parlamentare d'inchiesta per accertare eventuali responsabilità. 

Conte, davanti a un'Assemblea ridotta di un sesto e segnata dalla mascherina anti-Covid-19, rivendica la "determinazione e la speditezza" dell'azione del governo, difende la scelta dell'utilizzo dei dpcm ("per modulare le misure al meglio"), sottolinea che il coinvolgimento delle Regioni "è stato sempre assicurato". 

Promette, tra gli applausi dell'Aula, che il contributo di medici e infermieri non sarà mai dimenticato. E avverte sul rischio più temuto, "la iattura" del contagio di ritorno. Un rischio possibile, sottolinea Conte, se i Paesi, europei innanzitutto, non ricorreranno alla "soglia massima di precauzione" presa dall'Italia. 

Sul piano economico il premier dà una prima certezza sul decreto aprile: il provvedimento conterrà l'estensione del golden power a scudo degli asset del Paese. Sarà un provvedimento corposo, per imprese e cittadini, su credito e liquidità, anticipa Conte. 

"Con il nuovo intervento normativo che confidiamo di pervenire ad uno strumento complessivo altrettanto significativo" rispetto al decreto di marzo, assicura Conte prevedendo "non meno di 25 miliardi" per il provvedimento. Resta il tema di dove reperirli. Il pressing perché una buona parte delle risorse venga dal fondo Salva-Stati europeo - senza condizionalità - è forte. In caso contrario l'Italia rischia di fare almeno un altro punto di deficit. "Lavoriamo a strumenti di debito comune dell'eurozona", spiega non a caso Conte. 

Eurobond, insomma. Altrimenti la ricostruzione economica post-virus sarà molto più difficile.

CONTE ALLA CAMERA

Un lungo ed unanime applauso dell'Aula della Camera si è levato quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ricorda le vittime del Coronavirus. 

Deputati e ministri si sono levati in piedi ad applaudire.

"Saremo all'altezza? La storia ci giudicherà, verrà il tempo dei bilanci, tutti avranno la possibilità di sindacare", ha esordito il premier Conte nel corso dell'informativa alla Camera ricordando che il governo informerà le Camere "ogni quindici giorni" e che tutti i "decreti" sono stati trasmessi" al Parlamento. "Sono consapevole della necessità del coinvolgimento del Parlamento", che ritengo "doveroso".

"Nei giorni scorsi mi ha scritto Michela, un'infermiera che lavora al reparto Covid dell'ospedale di Senigallia. Con grande dignità mi ha chiesto che i rischi che si stanno assumendo lei e suoi colleghi non siano dimenticati. A nome del governo, ma credo anche del Parlamento, dico che noi non ci dimenticheremo di voi", ha aggiunto Conte parlando dello "sforzo straordinario" di medici, infermieri, e di chi è in prima linea.

E per quanto riguarda le misure prese dal Governo: "Ci sarà tempo per tutto, ma questo è il tempo dell'azione. Il governo ha agito con la massima determinazione, con assoluta speditezza. La scelta degli interventi effettuati si è sempre basata sulle relazioni del Comitato tecnico-scientifico. I principi ai quali ci siamo attenuti sono stati quelli della massima precauzione ma contestualmente anche quelli della proporzionalità dell'intervento all'obiettivo. E' questa la ragione della gradualità delle misure".

"E' un'emergenza senza precedenti per l'Europa e il mondo intero. Adesso è l'ora della responsabilità", ha spiegato.

"Stiamo combattendo un nemico invisibile e insidioso che entra nelle nostre case, ci ha imposto di ridefinire le relazioni interpersonali, ci fa dubitare di mani amiche".

Il premier ha poi annunciato che "saranno inviati nei prossimi giorni - ma mi risulta che già in queste ore un primo gruppo sia arrivato - nuovi medici negli ospedali in difficoltà, con nuova ordinanza trasferiremo 500 infermieri nelle zone con il  più alto numero di malati Covid-19".  E "le terapie intensive in Italia sono passate da 5343 a 8370 in pochi giorni, ovvero un aumento del 63,8%". 

Per il premier, inoltre, "è imperativo garantire il massimo grado possibile di liquidità alle imprese". 

"Stiamo lavorando per incrementare il sostegno alla liquidità e al credito che, con il decreto "Cura Italia" già adottato, è in grado di mobilitare la cifra di 350 miliardi di euro. E con il nuovo intervento normativo, a cui stiamo lavorando, confidiamo di pervenire a uno strumento complessivo altrettanto significativo rispetto a quanto sin qui operato. Interverremo anche con stanziamenti aggiuntivi di non minore importo rispetto ai 25 miliardi già stanziati con il primo decreto".

"La scelta degli interventi effettuati - ha sottolineato - si è sempre basata sulle relazioni del Comitato tecnico-scientifico. I principi ai quali ci siamo attenuti sono stati quelli della massima precauzione ma contestualmente anche quelli della proporzionalità dell'intervento all'obiettivo. E' questa la ragione della gradualità delle misure".

"I più preziosi asset di questo Paese vanno protetti con ogni mezzo. Sarà possibile lavorare in questa direzione a partire dal primo provvedimento normativo di aprile a cui stiamo lavorando".

Tra i prossimi obiettivi dell'Esecutivo, ha reso noto Conte, ci sarà anche quello dello snellimento della burocrazia: "Dobbiamo lavorare già oggi per il rilancio di domani, per semplificare la nostra P.A., la burocrazia. Per dare impulso agli investimenti pubblici e privati quando la nostra economia tornerà a correre". 

Per quanto riguarda la risposta che dovrebbe dare l'Europa ad un'emergenza così grave e vasta, Conte ha osservato: 'L'Ue agisca subito, le risposte tardive non sono utili'. "A un'emergenza straordinaria è essenziale rispondere con misure e azioni straordinarie. Risposte anche unitarie, ma tardive saranno inutili".

E sulle misure di contenimento dei contagi ha lanciato un appello: "Nessuno può accettare, men che meno l'Italia che sta facendo sacrifici enormi per contrastare il virus, che altri Paesi non raccolgano questa soglia di attenzione di precauzione massima. Immaginate la iattura di un contagio di ritorno, ove la soglia di altri Paesi nella linea di precauzione non fosse rigorosa".

"Continueremo nel nostro ordinamento interno a operare con la massima determinazione, con il massimo coraggio e con la massima fiducia che restando uniti ne usciremo presto", conclude il presidente del Consiglio che, al termine del suo intervento, viene applaudito però solo dalla maggioranza. 

INTESA GOVERNO-SINDACATI, MENO FABBRICHE APERTE

Arriva un'ulteriore stretta sulle aperture di fabbriche e imprese.

Dopo un lungo confronto, tra diverse videoconferenze e contatti telefonici andati avanti fino a notte, governo e sindacati raggiungono un'intesa per rivedere l'elenco delle attività produttive essenziali, modificando l'allegato dell'ultimo Dpcm firmato domenica scorsa. 

Sul fronte dei benzinai, dopo le parole del premier Giuseppe Conte ed una riunione col Mise, rientra per ora la protesta della categoria, che aveva avvertito del rischio di chiudere gli impianti, per una questione di sicurezza e di sostenibilità economica.

Alla fine, dunque, sul fronte del lavoro, la lista delle attività che possono restare aperte fino al 3 aprile viene rivista. 

Cgil, Cisl e Uil insistevano da giorni per limitare le attività industriali e commerciali alle sole ritenute davvero essenziali e indispensabili in questa fase, ripetendo che l'obiettivo comune è contenere il rischio di contagio da coronavirus e tutelare innanzitutto la salute e la sicurezza dei lavoratori.

E' lo stesso Dpcm del 22 marzo a prevedere che l'elenco delle attività possa essere modificato con decreto del ministero dello Sviluppo economico, sentito il ministero dell'Economia e delle finanze. 

E' infatti con i ministri Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri che si apre il confronto dei sindacati con i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan Carmelo Barbagallo e che porta al nuovo elenco. Il numero delle voci resta sostanzialmente lo stesso (80 contro 82) ma escono capitoli più estesi ed entrano voci più circoscritte. Tra le novità, fuori la fabbricazione di macchine per l'agricoltura e l'in

dustria alimentare ma anche degli articoli in gomma, come pneumatici; dentro quelle per imballaggi e batterie, ma entrano anche le agenzie interinali e i servizi di sostegno alle imprese per le consegne a domicilio. Limiti, invece, ai call center (stop per quelli in uscita e ricreativi). 

Cgil, Cisl e Uil parlano di "ottimo risultato". 

"Abbiamo ridefinito l'elenco delle attività produttive indispensabili. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è oggi l'obiettivo prioritario", rimarca Furlan. 

"Abbiamo ridotto il numero delle attività essenziali" e, quindi, "il numero di persone che dovrà andare a lavorare e abbiamo chiarito quelli che sono i settori essenziali e le produzioni che invece in questo momento è utile sospendere", sottolinea Landini. 

Positivo il giudizio anche di Barbagallo, che sottolinea anche come resti "un fatto fondamentale" l'applicazione del Protocollo per la sicurezza nelle fabbriche e non solo firmato lo scorso 14 marzo. Dopo l'intesa interviene anche Confindustria: ora "bisogna mettere da parte polemiche, strumentalizzazioni ed eccessi nel linguaggio, ingenerosi verso chi sta responsabilmente affrontando assieme a tutto il Paese la peggiore crisi sanitaria ed economica dal dopoguerra e lavorare tutti nella medesima direzione e con senso di responsabilità", dicono gli industriali, avvertendo che "siamo di fronte a due guerre, una al virus e una per difendere i fondamentali economici di Italia ed Europa". 

Con il blocco delle attività previsto dall'ultimo decreto del 22 marzo, il numero dei lavoratori italiani 'fermi' è già di oltre 7,8 milioni, calcolano i Consulenti del lavoro. Sullo sfondo gli scioperi già messi in campo dai sindacati dei metalmeccanici nel Lazio e in Lombardia, che secondo Fiom, Fim e Uilm hanno avuto un'alta adesione. 

Da vedere come prosegue la mobilitazione già fissata fino al 29 marzo dalle tute blu a livello nazionale. 

Rientrato per ora il rischio di uno stop dei benzinai, che nel pomeriggio hanno avuto una videoconferenza con i ministri delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Le associazioni di categoria Faib (Confesercenti), Figisc/Anisa (Confcommercio) e Fegica (Cisl) avvertono però che "urge liquidità".

LE MISURE DEL LOCKDOWN, IL DL DALLA A ALLA ZETA

Le Regioni chiedono più libertà di movimento, e il governo studia il modo di concederne un po', mantenendo la regia della lotta al coronavirus. Ma sciogliere il nodo e trovare la quadra non è facile. 

Il Parlamento vuole un maggior confronto, e il premier Giuseppe Conte riconosce che è necessario, impegnandosi a riferire periodicamente alle Camere, come ha fatto in giornata. I cittadini invocano pene più severe per chi non rispetti le regole, ed allora le multe lievitano. 

E fra le misure che potrebbero entrare, ci sono quelle che permetterebbero di bloccare ingressi e uscite dai confini nazionali. Tutto ancora da vedere perchè sarebbe ancora in corso di limatura il decreto approvato ieri dal Cdm sul lockdown in Italia. 

L'Esecutivo sta mettendo un punto fisso su quanto già fatto, tappando qua e là le falle che si erano create nell'urgenza degli interventi, ma, al momento, il decreto non ha visto ancora la luce. 

E a rallentare la sua entrata in vigore ci sono possibili ultimissime modifiche al testo. Una su tutte, secondo alcune fonti di maggioranza: quelle relative alla competenza regionale sulle attività produttive nel periodo di emergenza. 

LA DURATA: Il decreto prevede che le misure anti coronavirus possano essere prorogate fino al 31 luglio. Ma attenzione, ha spiegato il premier Giuseppe Conte, questo non vuol dire che si preveda un'emergenza così lunga. Si tratta di un ventaglio temporale lungo che serve a garanzia. Deriva dalla durata dello stato di emergenza, dichiarato in via precauzione per sei mesi, il 31 gennaio. 

LE MULTE: Salgono da 400 a 3 mila euro. E' previsto anche il carcere da a uno a cinque anni per i contagiati che non rispettano la quarantena. Oltre all'aumento delle somme, il capitolo multe prevede che raddoppino per i recidivi e che aumentino di un terzo per chi venga trovato a circolare in auto senza ragione. Una volta superata l'emergenza, i negozi che restano aperti nonostante i divieti potranno essere costretti a chiudere da 5 a 30 giorni. GLI AMBITI: Il decreto richiama tutti gli ambiti su cui le Autorità possono agire per contenere il coronavirus. Molti dei territori d'azione non suonano come nuovi. C'è la possibilità di limitare la circolazione delle persone, di chiudere strade, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici, c'è il divieto di allontanarsi dal comune, dalla provincia o dalla Regione. 

LE PRECAUZIONI SANITARIE: Sono perlopiù quelle note, la quarantena per chi abbia avuto contatti stretti con contagiati, il divieto assoluto di uscire di casa per i positivi, lo stop alle riunioni, agli assembramenti, alle riunioni. C'è la sospensione di qualsiasi evento religioso, sportivo e culturale, con il divieto di celebrare cerimonie religiose, la limitazione dell'ingresso nelle chiese, la chiusura di cinema, teatri, discoteche, sale bingo, palestre, centri sportivi, piscine. Anche le attività sportive all'aperto potranno essere limitate, così come i trasporti pubblici e, come già avvenuto, le scuole e le università. 

LE COMPETENZE: Questi gli ambiti di azione. Il decreto intende poi disegnare i confini di chi può disporre questo tipo di limitazioni. Il primo a poterlo fare è ovviamente l'Esecutivo, che ha il compito di gestire il complesso degli interventi. Ci sono però Regioni che hanno esigenze specifiche, come la Lombardia o il Veneto. Sulla definizione di chi può fare cosa si sta giocando la partita più delicata. Anche in giornata c'è stata una riunione in videoconferenza tra il Governo e le Regioni. L'impostazione di base prevede che i governatori possano adottare misure più severe di quelle disposte a livello nazionale, ma solo negli ambiti di loro competenza e, comunque, con un coordinamento del governo. 

PARLAMENTO: Resta poi l'aspetto istituzionale. Più volte le opposizioni hanno criticato il fatto che il governo stia andando avanti a suon di decreti senza coinvolgere il Parlamento. 

7.503 VITTIME, CALA ANCORA NUMERO NUOVI POSITIVI, E' IL QUARTO GIORNO CONSECUTIVO

Superati i 7mila morti in Italia a causa del coronavirus. 

Sono complessivamente 7.503 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 683. Martedì l'aumento era stato di 743, mentre lunedì l'aumento era stato di 601.

Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Per il quarto giorno consecutivo cala il numero di nuovi positivi: oggi sono 3.491 mentre ieri erano stati 3.612, lunedì 3.780 e domenica 3.957. 

Sono complessivamente 57.521 i malati ad oggi. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 74.386. 

Per quanto riguarda i guariti sono 9.362, 1.036 in più di ieri. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 894.



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