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SINDACATO ANCORA ALLA CARICA, DOPO SEGNALAZIONE ASSENZA DISPOSITIVI SICUREZZA, ''VERIFICARE RESPONSABILITA' PER MANCATA MAPPATURA CONTAGIO NEGLI OSPEDALI

CORONAVIRUS: MANCATI TAMPONI A PERSONALE SANITA'
ESPOSTO CGIL, 'VERIFICARE OPERATO ASL L'AQUILA'

Pubblicazione: 24 marzo 2020 alle ore 19:35

L’AQUILA - Dopo la carenza di dispositivi di sicurezza e di contenimento, in particolare mascherine, per gli operatori della sanità, è finita all’attenzione dei magistrati anche la vicenda della mancata effettuazione di tamponi a medici, infermieri e altri addetti della Asl provinciale dell’Aquila: il sindacato Cgil della provincia dell’Aquila ha infatti presentato un secondo esposto per denunciare le precarie condizioni di sicurezza a cui sono sottoposti gli operatori della sanità nella Asl provinciale del capoluogo regionale, in prima linea in questa emergenza coronavirus.

La lettera del 23 marzo, a firma del segretario generale Cgil Provincia dell'Aquila, Francesco Marrelli, e del segretario Generale Cgil Funzione pubblica della provincia dell’Aquila, Anthony Pasqualone, chiede ai pm se ci siano state eventuali responsabilità nella decisione di non mappare il contagio negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie attraverso test a tappeto agli operatori.

Così come fatto in relazione al processo di approvvigionamento e mancata distribuzione dei dispositivi di sicurezza al personale sanitario.

Il sindacato tira in ballo l’azienda sanitaria provinciale del capoluogo regionale, di cui è manager Roberto Testa,  su una emergenza nella emergenza che coinvolge l’Abruzzo e il resto del Paese.

“La sicurezza dei cittadini - spiega Marrelli -. passa per gli ospedali e per le altre strutture sanitarie e riguarda la salute dei lavoratori del comparto che poi si riflette su quella della collettività. Lo abbiamo visto nelle regioni del nord dove è esplosa la emergenza. Bisogna mettere medici, infermieri e tutti coloro che operano nelle strutture sanitarie di lavorare in sicurezza e in buone condizioni di salute, quindi senza il rischio di contagiare ed essere contagiati”.

Nella segnalazione esposto, ci si appella innazitutto "a quanto previsto dalle vigenti disposizioni in merito al corretto utilizzo dei DPI, alla doverosa necessità di attuare un corretto piano di prevenzione contro la diffusione del virus ed alle procedure Aziendali per la corretta gestione dei pazienti potenzialmente affetti da Covid-19 alle disposizioni contenute nei decreti legge, e nei Dpcm, e nelle ordinanze del presidente della Giunta Regionale, nonché delle disposizioni relative alla salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro”.

Alla luce di questa sostanziona normativa, che non può essere messa tra parentesi nemmeno in fase di estrema emergenza, chiede alla magistratura di "verificare le motivazioni della mancata esecuzione dei tamponi al personale sanitario in servizio presso le strutture Pubbliche e Private al fine innanzitutto di tutelare la salute dei lavoratori, ma anche al fine di interrompere ogni possibile catena di trasmissione del virus mediante l'individuazione di tutti i possibili casi sospetti e probabili, ancorché asintomatici, intervenendo con tutte le azioni necessarie così come previste dalle norme di Legge e, contestualmente, salvaguardare la salute di tutti gli operatori che, in un momento storico così critico e delicato, si adoperano ogni giorno per la garanzia del diritto costituzionale alla Salute”.

Nella lettera si evidenzia poi che “continuano a giungere segnalazioni circa l'insufficiente/inesistente fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale per il personale esposto con differenti modalità al rischio di contagio da COVID-19, a tal proposito, chiediamo altresì di effettuare i dovuti accertamenti sull'efficacia e funzionalità, anche in termini temporali, dei dispositivi consegnati fino ad oggi al personale e di quelli che verranno messi a disposizione. Chiediamo altresì di verificare, in questa particolare contingenza dovuta all'emergenza Coronavirus, le procedure attuate dalla ASL nella gestione dei pazienti affetti da COVID-19 con conseguente individuazione di tutte le misure tecnico organizzative e procedurali atte ad evitare l'esposizione al contagio di tutto il personale in servizio anche ai sensi e per gli effetti del Tusl”.

Commenta ancora Marrelli: “Dopo aver scritto e fatto appelli al dg della Asl aquilana Testa, al governatore Marsilio e persino al ministro Speranza, abbiamo deciso di ricorrere alla Procura della Repubblica per verificare se in questa situazione diventata insopportabile ci sono responsabilità nei vari processi di approvvigionamento e distribuzione. Non è accettabile che in una emergenza che ci attanaglia da oltre un mese non ci siano dispositivi di sicurezza sufficienti per operatori e cittadini”.

 



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