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A L'AQUILA CHIUSI AL PUBBLICO UFFICI RICOSTRUZIONE, BIONDI CHIEDE FONDI URGENTI PER OSPEDALI E ASSUNZIONI; PRESIDENTE ANCI D'ALBERTO INVITA CONVOCAZIONE COMITATI RISTRETTI SINDACI; PROSEGUONO RIUNIONI

CORONAVIRUS: NEGATIVI I 6 TEST ESEGUITI IERI,
IN ABRUZZO COMUNI E REGIONE AL LAVORO

Pubblicazione: 25 febbraio 2020 alle ore 09:31

L'AQUILA - Sono risultati tutti negativi al Covid 19 i test eseguiti nella tarda serata di ieri all'ospedale di Pescara su 6 pazienti, tra cui 3 minorenni.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della salute della Regione.

Tre campioni riguardavano pazienti della Asl di Pescara, 2 quella di Teramo e uno quella dell'Aquila. 

Tutti provenivano da aree del Lodigiano da cui erano partiti prima del blocco degli spostamenti in vigore da sabato e avevano avuto contatti significativi con soggetti risultati positivi al contagio.

Sono ore frenetiche per i sindaci e gli amministratori dei Comuni che in queste ore si riuniscono per valutare disposizioni utili a fronteggiare l'emergenza, per non farsi trovare impreparati.

A L'Aquila, a seguito di un incontro in Prefettura, è stata disposta la chiusura al pubblico degli uffici della Ricostruzione. A comunicarlo è stato il sindaco Pierluigi Biondi.

Da oggi, martedì 25 febbraio, e per i prossimi dieci giorni, sarà sospeso il ricevimento: "un’operazione solo ed esclusivamente a scopo precauzionale, visto che al momento (e ci auguriamo, anche in futuro) non ci sono casi conclamati di contagi né in città, né in Abruzzo e tantomeno nelle regioni limitrofe – ha spiegato il primo cittadino – tuttavia L’Aquila ha una situazione particolare, figlia del terremoto: basti pensare che le attività nei cantieri della ricostruzione coinvolgono imprese provenienti da tutto il Paese e che vanno gestiti migliaia di alloggi realizzati nel post sisma. Pertanto, la mobilità in entrata e in uscita da e verso tutte le regioni italiane, proprio per ragioni connesse al sisma, è sostenuta. E’ dunque normale e, credo, coscienzioso e responsabile adottare delle misure che hanno un mero scopo preventivo".

Il sindaco, inoltre, chiesto all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, e al manager della Asl, Roberto Testa, "di intervenire rapidamente con fondi eventualmente destinati dal Governo per l'emergenza, per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere. Ho chiesto inoltre che venga data attuazione al piano assunzionale previsto dall'atto aziendale, in deroga alle previsioni del tavolo di monitoraggio ministeriale sulla sanità. Una richiesta legata al fatto che c'è carenza di personale e che i medici e gli infermieri attualmente in servizio potrebbero essere chiamati a svolgere turni di lavoro più ampi e faticosi. Inoltre, ho proposto l’immediata attivazione del servizio legato ai tamponi per la verifica della positività o meno al virus anche all’ospedale della nostra città".

Sul territorio teramano non esiste nessun caso di coronavirus e di conseguenza non c'è alcuna emergenza sanitaria: è quanto confermato questo pomeriggio nel corso della riunione del comitato ristretto dei sindaci, convocata per valutare gli atti, i poteri e le comunicazioni da mettere in campo a proposito del Coronavirus.

Al comitato ha partecipato anche il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, che ha inizialmente informato i sindaci sullo stato dei fatti sottolineando come la Asl, in ogni caso, abbia predisposto tutte le attività in suo potere per affrontare la questione in termini di prevenzione e precauzione, e di fatto sia pronta qualora dovesse scattare la necessità di intervenire, attraverso un sistema già organizzato e strutturato. 

"Si è quindi stabilito di istituire un raccordo permanente tra Asl e sindaci, fermo restando che tutte le decisioni e le comunicazioni saranno assunte in maniera unitaria, coordinata e centralizzata dal Governo o dalla Regione" si legge in un comunicato del Comune di Teramo. "In questo senso è stato ribadito che la decisione di chiudere eventualmente le scuole sarà assunta appunto a livello sovraordinato, pertanto non dai singoli sindaci".

E a seguito dell'incontro presso il Dipartimento regionale Sanità, per fare il punto sul Decreto d’emergenza sul Coronavirus, approvato dal Consiglio dei Ministri "credo sia necessaria la convocazione di tutti i Comitati ristretti dei sindaci delle quattro Asl al fine di poter svolgere un ruolo comune di raccordo": inizia così la lettera che il presidente dell'Anci Abruzzo, Gianguido D'Alberto, sindaco di Teramo, ha inviato oggi al presidente della Regione Marco Marsilio e all'assessore alla Sanità Nicoletta Verì.

"Al momento in Abruzzo non c’è alcuna evidenza di circolazione locale del Covid 19 - sottolinea D'Alberto, ma per far fronte a eventuali emergenze che potessero verificarsi nei prossimi giorni, credo sia utile che vengano attivati ed informati in maniera diretta per renderli partecipi dei protocolli operativi in essere nel rispetto di quanto previsto dal nuovo Decreto".

"Questa misura la chiediamo per poter affrontare con i colleghi sindaci il tema della gestione dell'emergenza in raccordo con la Asl, la Regione e tutto il personale medico e sanitario, in maniera da dare informazioni univoche e coordinate - spiega D'Alberto - Questo permetterebbe che i Sindaci siano coinvolti in modo permanente in tutte la fasi di coordinamento e di gestione dell'emergenza".

"I sindaci, oltre a ricoprire per legge il ruolo di prima autorità sanitaria del territorio e della comunità di riferimento - osserva -, costituiscono il fondamentale cuscinetto istituzionale tra i cittadini e tutti i livelli istituzionali. Come sta accadendo in altre regioni, a seguito di questa prima riunione, potrebbe essere utile prevedere un incontro di tutti i Sindaci provincia per provincia. Siamo tutti attori e responsabili di questa difficile fase di emergenza ed è con spirito di leale collaborazione istituzionale che avanziamo questa proposta.

"Con questa consapevolezza che sta accompagnando queste giornate di ragionevole apprensione supereremo ogni difficoltà nell'interesse delle nostre comunità", conclude D'Alberto.

"Non c'è emergenza coronavirus Covid19 nel nostro territorio, ma è necessario disporre di un'organizzazione interna efficiente e pronta a gestire un eventuale caso dal momento del sospetto alla diagnosi, all'assistenza": lo ha detto il direttore generale, Thomas Schael, aprendo questo pomeriggio la riunione con i dirigenti della Asl Lanciano Vasto Chieti per fare il punto sui provvedimenti e sulle misure adottate dalla Regione Abruzzo e dalla Asl stessa per fare fronte alla situazione.

"Dobbiamo essere attenti e vigili - ha detto ancora Schael - definire subito protocolli operativi, ma senza lasciarci condizionare dalla paura, che produce solo errori".

Intanto in giornata si sono svolte una serie di riunioni tra l'assessore Verì, i dirigenti dei diversi settori della Regione coinvolti e i referenti delle quattro Asl abruzzesi. 

Tra queste, una è relativa all'approvvigionamento dei dispositivi sanitari; una con i medici di famiglia, per fornire loro indicazioni circa le prassi da seguire; una sui protocolli, per mettere a punto quanto previsto dal decreto del Governo di sabato. 

Numerose in Abruzzo le persone in isolamento fiduciario.  

Dopo i due tamponi eseguiti l'altro ieri sera e il cui esito era negativo, al momento - si apprende - nessuno dei soggetti in questione presenta sintomi. L'attività della Regione è finalizzata a far sì che il territorio sia preparato in caso di eventuali emergenze. 

Sono risultati negativi al Covid 19, infatti, i due pazienti ricoverati negli ospedali di Pescara e Chieti per patologie respiratorie gravi. Gli uomini, di età intorno ai 50 anni, provenivano entrambi da Francoforte e avevano viaggiato per lavoro in diverse zone. 

Al momento, dunque, in Abruzzo non si registrano casi positivi di Coronavirus.

Sempre per quanto riguarda le misure di prevenzione, ieri, c'è stato il caso delle mascherine all'interno degli uffici pubblici, con la Regione che ha prima invitato ad indossarle, la comunicazione è arrivata dall’assessore regionale al Personale, Guido Quintino Liris, e che poi ha fatto dietrofront.

"Considerata l’attuale situazione d’emergenza sanitaria riguardante la diffusione del Coronavirus - si legge nel primo avviso -, si invitano tutti i Direttori di Dipartimento responsabili dei Servizi che prestano attività di front office a richiedere all’utenza esterna che accede all’interno degli uffici pubblici, l’uso della mascherina di protezione. Una disposizione, quella predisposta in data odierna dal Servizio competente, che si rende necessaria al fine di salvaguardare la salute e la sicurezza dei dipendenti della Giunta regionale e ridurre il rischio di diffusione del virus”. 

Poi la seconda comunicazione: "A seguito di confronti svolti in queste ore con le Autorità competenti ministeriali e di Protezione civile nazionale, si è reso opportuno annullare la disposizione, precedentemente annunciata, circa l'uso delle mascherine per l'utenza che accede all'interno degli uffici della Regione Abruzzo, in attesa di specifiche comunicazioni ministeriali. Restano, nel frattempo, valide tutte quelle misure e raccomandazioni in materia di contagio, diramate dal Ministero della Salute, soprattutto riferite ai luoghi pubblici particolarmente a rischio".

Intanto la psicosi da coronavirus ha colpito l'Abruzzo con il centralino del 118 di Pescara e L'Aquila presi letteralmente d'assalto nelle ultime ore da cittadini in preda al panico, in presenza di sintomi influenzali. Operatori chiamati a dare consigli agli utenti, in presenza di febbre, tosse e mal di gola.

Nelle ultime ore sono state centinaia le chiamate arrivate al numero di pronto intervento.

La Regione Abruzzo ribadisce la raccomandazione di rivolgersi ai medici di famiglia, senza intasare i pronto soccorso. 

"Chi non ha sintomi non intasi il pronto soccorso e il centralino".

Anche all'Aquila si fa sentire la psicosi per il possibile contagio del Coronavirus.

Come appreso dal 118 del capoluogo abruzzese, "arrivano centinaia di telefonate, la gente ha paura e si presenta in ospedale anche senza avere sintomi".

Cosa fare dunque se si hanno sintomi sospetti? La raccomandazione è chiara: "Non andate al pronto soccorso, se i cittadini hanno dubbi sulle proprie condizioni di salute, a causa dell'infezione del Coronavirus, devono chiamare il numero verde del ministero della Salute, il 1500, o possono rivolgersi al medico di famiglia. Ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico, i cittadini devono seguire le indicazioni del Ministero e stare tranquilli", aggiunge un operatore del 118 ad AbruzzoWeb.

Di contro, ieri mattina, il laboratorio analisi dell'ospedale San Salvatore, era semi-vuoto, mentre quelli in periferia stracolmi. 

 



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