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L'EX DOCENTE DI ECONOMIA POLITICA, ''OK A SOSPENSIONE PATTO DI STABILITA', MA DUBBIO SU COME SI FINANZIA DISAVANZO. SU MES, MALE CONTE E GUALTIERI''

COVID-19: ''ADDIO A 'MITI' EURO E AUSTERITY'', PIVETTI, ''SI E' CAPITO CHE SERVE LO STATO?''

Pubblicazione: 25 marzo 2020 alle ore 07:10

Massimo Pivetti

L’AQUILA – “Spero sia crollato definitivamente il ‘mito’ dell’austerità, del sistema Euro, delle privatizzazioni, dei tagli al welfare, delle autonomie regionali. E spero si sia capito che serve lo Stato, non il mercato, non la finanza internazionale. Anche perché, solo gli idioti restano coerenti con le loro idee idiote, in questo caso le idee liberiste”.

A ottant’anni, il professor Massimo Pivetti non le manda certo a dire.

Nella sua abitazione romana dove vive l’emergenza per il Coronavirus, uno dei più autorevoli economisti italiani, l’ex professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma “La Sapienza” che ha insegnato anche nelle università di Pavia, Modena e Napoli, non rinuncia affatto alla vis polemica che lo ha sempre contraddistinto e spiega, dal suo punto di vista poggiato su evidenze storiche ed economiche e con l’aiuto di una memoria che non lo ha mai abbandonato, in che situazione è finita non soltanto l’Italia.

Cominciando dall’annuncio, pronunciato nelle mai sopportate stanze del potere eurista, della sospensione del Patto di stabilità e crescita. 

“Sembra che adesso ognuno possa fare quello che vuole, spendere ciò che vuole, fare il disavanzo che vuole – dice Pivetti ad AbruzzoWeb, quotidiano per il quale è stato ospite diverse volte, tra cui una all’Aquila da relatore in un convegno con l’economista Nino Galloni – Quello che non mi sembra chiaro, però, è come si finanzia questo disavanzo. Sul mercato? Con i tassi di interesse che chiede sarebbe un disastro. La libertà di fare il deficit che si vuole è positiva, però…”.

“La direzione è giusta, senza dubbio – continua – ma le incognite restano. In pratica, è stato fatto solo un passo, quindi bisogna vedere l’altro. Almeno, questo ‘mito’ dell’austerità è crollato, come spesso accade di fronte a eventi imprevedibili”.

“Comunque, un numero crescente di persone capisce finalmente che l’eurosistema è assurdo – aggiunge il professore – In caso di emergenza come questo ogni Stato deve avere tutta la sua autonomia in campo economico, monetario e fiscale, non può affatto dipendere dalla finanza internazionale”.

Nella sua analisi, l’ex docente, autore del recente libro, scritto insieme all’amico e collega Aldo BarbaIl lavoro importato: Immigrazione, salari e Stato sociale, non risparmia neppure chi fino ad oggi se l’è presa con gli anziani, definiti spesso, non soltanto al bar, “un peso per l’economia. La vecchiaia è una cosa troppo costosa, ma da che punto di vista? Stiamo scherzando? Si tratta di una delle tante idiozie che hanno dominato per trent’anni, ora si capisce che senza lo Stato va tutto a catafascio, che le autonomie sono una follia, che le privatizzazioni fanno male”, 

“C’è ancora qualcuno che va dicendo che abbiamo fatto addirittura poca austerità? Non mi stupisce, gli idioti sono coerenti per tutta la vita con le loro idiozie. Ora attenzione al Meccanismo europeo di stabilità. Leggo che persone come il premier, Giuseppe Conte, e come il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, continuano a volerlo. Su alcuni terreni, purtroppo, gente come loro capisce molto poco. E forse è pure subalterna alle idiozie liberiste che in campo economico durano da troppo tempo ma che adesso devono essere spazzate via”, conclude Pivetti. 



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