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CREDITI D'IMPOSTA E ART BONUS: CONVEGNO A TERAMO
PER PROMUOVERE IL MECENATISMO ANCHE IN ABRUZZO

Pubblicazione: 16 febbraio 2018 alle ore 18:58

TERAMO  - Il numero dei mecenati in Italia ha superato quota 6.900, ma solo 3 sono quelli abruzzesi. Eppure con l’Art Bonus, sarebbe possibile ottenere il rimborso del 65 per cento in credito d’imposta.

Sono partiti da questa costatazione i lavori dell’Incontro Patrimonio culturale, parliamone. Artbonus, mecenatismo, partecipazione collettiva, organizzato dalla Fondazione Tercas, con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo , nella sede di Palazzo Melatino a Teramo.

L’occasione per riflettere su chi e come può, oggi, partecipare al sostengo economico necessario per il mantenimento del patrimonio culturale e per la realizzazione di attività culturali, facendo leva sull’Art bonus, introdotto due anni fa con il decreto Legge 83 del 2014 e reso permanente con la Legge di Stabilità del 2016 , che ha introdotto un credito d'imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

“Per introdurre la cultura del mecenatismo nel nostro Paese – ha esordito  Enrica Salvatore, presidente della Fondazione Tercas - serve tempo, soprattutto in Abruzzo, ma i risultati dell’Art Bonus cominciano ad essere positivi".

“Oltre all’aspetto fiscale - ha aggiunto Salvatore-  grande importanza ha l’aspetto che si potrebbe definire pedagogico di integrazione tra pubblico e privato che non appartiene alla tradizione italiana ha sottolineato Enrica Salvatore. Il “crowdfunding” non è ancora entrato nel nostro modo di vivere e incentivare la cultura”.

Il giornalista Rai Antimo Amore, nella veste di moderatore, ha informato che in Italia che contano un totale di oltre 1114 enti registrati all’Art Bonus, con la Lombardia prima in classifica con 194 enti, seguita dal Piemonte con 156; l’Abruzzo è al tredicesimo posto con solo 25 enti registrati tra i quali figura, nella provincia di Teramo, il Comune di Torricella che propone il restauro della Villa Capuani.

Per quanto riguarda invece le erogazioni esse ammontano in Italia ad oltre 225 milioni di Euro a fronte di 1399 interventi. In Abruzzo le erogazioni ammontano solo a 34 mila euro a fronte dei 93 milioni della Lombardia. La Toscana è la regione con il più alto numero di interventi che sono stati, ad oggi, 213.

Il numero dei mecenati ha superato quota 6.900 di cui 1750 in Lombardia e solo 3 in Abruzzo, uno dei quali, l’imprenditore Giuseppe Olivieri, titolare del marchio di scarpe NOGS, ha portato la sua testimonianza di “mecenate” ricordando il suo impegno ad investire, lo scorso anno, parte del ricavato dalla vendita delle sue calzature in occasione dell’apertura di negozi a Roseto, Pescara e Corropoli, finalizzato al restauro di due opere d’arte individuate con il Fondo ambientale italiano. 

Carolina Botti, direttore divisione rapporti Pubblico-Privati e Progetti di finanziamento di ALES Spa, società con Socio unico Mibact ha poi spiegato che "l'Artbonus  è uno strumento fondamentale per avvicinare il pubblico e il privato in ambito culturale . È una norma che ha reso semplice e trasparente le operazioni di sinergia. È una nuova, interessante forma di responsabilità culturale d’impresa. E’ un credito d’imposta, una agevolazione fiscale, destinata a tutti coloro, privati cittadini, oppure imprese, che decidono di effettuare erogazioni liberali di denaro a sostegno della cultura, per la valorizzazione e il recupero del patrimonio culturale italiano. Consente di portare in detrazione d’imposta, in tre anni, il 65% dell’importo erogato dai mecenati in favore di interventi di restauro del patrimonio culturale pubblico a sostegno di musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche. E’ necessario - ha concluso - il coinvolgimento di tutti: sia privati cittadini, sia imprese, sia Fondazioni bancarie: siamo tutti mecenati!”

Ha preso quindi la parola Marcello Bosica, vice direttore Abruzzo e Molise dell’Agenzia che nel suo intervento ha illustrato le attività dell’Agenzia per il recupero e la valorizzazione degli immobili pubblici attraverso la collaborazione con le istituzioni ed i privati.

Dal federalismo demaniale ordinario e culturale ai progetti speciali come Cammini e Percorsi, Bosica ha sottolineato che "sono diversi gli strumenti e le iniziative che l’Agenzia del Demanio mette in campo per restituire ai cittadini con nuove funzioni gli immobili inutilizzati e sotto-utilizzati. Solo attraverso la collaborazione tra Stato, cittadini e territorio  è possibile generare sviluppo sociale, culturale ed economico dei territori nei quali gli immobili sono inseriti".

Nel suo intervento Giovanna Marinelli, delegato Fai Teramo, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di difendere il proprio patrimonio artistico ed ambientale.

"I “Luoghi del Cuore” - ha affermato - saranno lo strumento che il Fai utilizzerà per coinvolgere tutti attraverso una capillare raccolta di firme così da avere dal Fai e da Intesa San Paolo i fondi necessari per il recupero del Polittico di Jacobello da Fiore del Duomo di Teramo. Intanto cominciamo con il restaurare - ha concluso - grazie all’azienda Nogs e al suo titolare Giuseppe Olivieri, la statua di S. Maria ad Mejulanum a Corropoli".

La parola, quindi, all’ultimo dei relatori: la professoressa Raffaella Morselli docente di Storia dell'arte moderna all’Università di Teramo, che ha annunciato la firma di un protocollo d’intesa tra la Soprintendenza d’Abruzzo e l’Università per la valorizzare il patrimonio culturale teramano ed abruzzese.

In particolare ha poi centrato il suo intervento ricordando le vicende legate alla storia del polittico del Duomo di Teramo, intrecciate con la vita del frate Agostiniano Nicola da Teramo, costituito da sedici tavole disposte su due file, sontuosamente incorniciate e realizzato nel secondo decennio del quattrocento dal veneziano Jacobello del Fiore (circa 1370-1439) per la chiesa di Sant'Agostino.

La professoressa Morselli ha quindi ricordato come il capolavoro, dopo una serie di controversie, nel 1913 fosse tornato nel Duomo di Teramo subendo un primo restauro e di come fosse stato poi dimenticato e quindi nel 1981 ricollocato nella Cappella di San Berardo e di come, oggi, abbia bisogno di ulteriori interventi di restauro, ripulitura e ricollocazione.

Tra gli interventi del pubblico quello dell’artista teramano Sandro Melarangelo che ha manifestato preoccupazione per le sorti dei cinque dipinti del 600 attributi al pittore teramano d’adozione Sebastianus Majewski non più presenti nella chiesa di San Giuseppe a Teramo.

I lavori sono stati chiusi da Rosaria Mencarelli, Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo che, a proposito dei dipinti del Majewski, ha rassicurato sul fatto che hanno trovato adeguato ricovero in attesa che la Chiesa venga ristrutturata. La cultura è memoria da custodire per il futuro.

"Abbiamo tutti – ha concluso – un debito ed una responsabilità sociale nei confronti di noi stessi e di chi verrà".

 



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