CRESCONO FURTI NEI CAMPI DI CANAPA, DANNI MILIONARI AD AGRICOLTORI

Pubblicazione: 14 settembre 2018 alle ore 14:04

CAMPOBASSO - Allarme delle associazioni di coltivatori di canapa per i numerosi furti che in queste settimane si stanno compiendo con il raccolto a compimento, dalla Sicilia alla Puglia, dall'Abruzzo alla Basilicata.

È dell'altra notte l'annuncio di un totale sradicamento di due mila piante in un terreno in Molise di un associato dell'associazione "Gli Amici di Nonna Canapa", che raccoglie 115 produttori in tutta Italia: la notizia data su facebook dagli aderenti è stata commentata con conferme di altri furti in questi giorni: "tanto che i nostri aderenti non vanno neanche più a fare le denunce visto che le forze dell'ordine non ci aiutano", spiega Serena Caserio da Montenero di Bisaccia .

"Ci criminalizzano forse per ignoranza - dice Caserio -, pensando che siano piantagioni di thc mentre si tratta di una produzione di cbd, con una filiera che trasforma le infiorescenze in olii, prodotti di bellezza, ecc tutto nel rispetto della legge: e oltretutto l'intera pianta è commercializzata per bioedilizia, tessuti, cordami ecc. Auspichiamo un incontro con le forze dell'ordine''.

La rinascita di questa coltivazione, l'Italia nel passato è stata tra i massimi produttori mondiali di canapa, è un fenomeno recente e molto redditizio, che sta convogliando nelle campagne nuove forze ed investimenti: ''le infiorescenze possono valere dai 200 agli 800 euro al chilo, ecco perchè arrivano di notte coi furgoni, tagliano tutto e fuggono per poi rivenderle al mercato nero - chiude la responsabile dell'associazione - noi chiediamo alle forze dell'ordine di aiutarci, abbiamo in questi giorni molti agricoltori che dormono nei campi. Invece subiamo ingiustificate repressioni che vanificano il duro lavoro di agricoltori che stanno tornando alla terra con questo prodotto innovativo''.

''Tutto vero - conferma Marco Sborgia, altro storico produttore di canapa industriale abruzzese - abbiamo iniziato a mettere video camere sui campi, i furti sono segno che le nostre iniziative funzionano, ma poi ci ritroviamo troppo spesso indagati da forze dell'ordine che non hanno le giuste competenze, mentre noi vorremmo dialogo e aiuto. Noi coltiviamo canapa non marijuana, lo devono capire".



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