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IRONICA REPLICA DEL PRESIDENTE A DI MATTEO E GEROSOLIMO, CHE RIBATTE,
'NON CERCO CARICHE, MA RIFLESSIONE'; INTANTO VARA CIVICA ABRUZZO INSIEME

CRISI IN REGIONE: D'ALFONSO, ''DIMISSIONI
DEI DUE ASSESSORI? VOGLIONO IMMISSIONI''

Pubblicazione: 14 marzo 2018 alle ore 19:36

Luciano D'Alfonso
di

PESCARA - "Non ho letto la loro missiva, e mi aspetto di trovare in essa una richiesta di immissioni, più che di dimissioni...".

Risposta tranchant, tra l’ironico e il severo, quella che il neo senatore e presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha riservato su facebook  ai suoi due assessori dimissionari, Donato Di Matteo, con delega ai Lavori pubblici e Parchi, ex Partito democratico ora in Regione Facile, e l’assessore Andrea Gerosolimo, con delega al Lavoro e Aree interne, di Abruzzo civico.

Non si fa attendere, in un clima sempre più teso, la replica di Gerosolimo, che all'Ansa precisa che "io e Di Matteo abbiamo rimesso le deleghe senza buttare la croce addosso a nessuno, non mi interessano altri posti ed altre deleghe, ho rimesso nella mani del presidente deleghe e ruoli, se serve lo farò anche formalmente". E ancora, "non hoi detto 'avete sbagliato voi', ma volendo fare il mea culpa ed attivare una riflessione visto che alla luce del negativo risultato elettorale, indubbiamente c'è qualcosa che non ha funzionato. Però mi sarei aspettato altre reazioni".

Poi cala la carta che fa capire che le sue dimissioni sono certe: la nascita del movimento civico Abruzzo Insieme al posto di Abruzzo Civico, la cui denominazione è passata sotto il controllo dell'ex parlamentare Giulio Sottanelli.

Annuncio di dimissioni, che suona come un guanto di sfida che i due hanno recapitato a D'Alfonso mediante una lettera in cui rimettono la loro carica invitandolo contestualmente "ad azzerare l’intera giunta" e ad "avviare una fase che possa portarci a comprendere se ha ancora senso andare avanti, e in caso di risposta affermativa, con quali tempi e modalità".

Di Matteo e Gerosolimo, da tempo in rotta con la maggioranza, ora a maggior ragione dopo la disfatta elettorale del Pd e del centrosinistra alle politiche del 4 marzo, sembrano voler fare sul serio.

Ma D’Alfonso si limita a replicare, anche lui con tono di sfida, che la lettera, pubblicata del resto da molte testate regionali e nazionali, non l’ha ancora letta.

E poi sopratutto il presidente pronostica, non senza salace ironia, che i due ribelli, vogliono solo “immissioni”, altro che "dimissioni". Tradotto: chiederanno poltrone in giunta, o quote aggiutive di potere, in cambio del loro appoggio ad una maggioranza con numeri risicatissimi, in cui si sentono oramai un corpo estraneo.

I loro voti del resto ora pesano eccome, visto che un aut aut, seppure senza annuncio di dimissioni, è stato oggi servito a D'Alfonso anche da Mario Mazzocca, il sottosegretario della Giunta regionale con delega all'Ambiente e da Marinella Sclocco, assessore regionale al Sociale. Entrambi di Art 1- Mdp, che è confluito dentro Liberi ed Uguali, ottenendo un risultato molto negativo alle politiche  appena archiviate.

La maggioranza debolissima e demotivata è poi assediata dalle opposizioni del Movimento 5 stelle, vero trionfatore della tornata elettorale anche in Abruzzo, dove sfiora il 40 per cento, e del centrodestra, che chiedono a gran voce il voto subito, e dunque le dimissioni immediate di D’Alfonso dalla carica di presidente, senza attendere la formalizzazione della sua elezione a senatore, da parte del nuovo governo nazionale sempre che si riesca a costituirlo, visti i chiari di luna e la situazione di impasse.

Il timore delle opposizioni è infatti che la maggioranza voglia tentare di tirare la carretta fino a primavera, per votare, in uno scenario meno sfavorevole al centrosinistra, in concomitanza delle elezioni europee.

A rispondere a muso duro ieri a Gerosolimo e Di Matteo, erano stati il coordinatore della maggioranza di centrosinistra Camillo D’Alessandro, anche lui in partenza per Roma, essendo stato eletto deputato del Pd, e l'ex segretario regionale del Pd Marco Rapino, dimessosi tre giorni fa.

"Trovo singolare la richiesta di azzeramento della giunta - ha dichiarato in particolare D'Alessandro - Mi chiedo cosa ci entrino la Giunta e il lavoro che c’è da fare con posizioni che hanno il sapore del mettere le mani avanti, come se il consenso o il dissenso nei confronti dell’esecutivo regionale non li riguardasse direttamente, non riguardasse due componenti della giunta. Al di là della singolarità, è straordinario il tempismo. Invito i due assessori ad essere all’altezza dei momenti che in politica si vivono, quando si vince, ma soprattutto quando ci sono le difficoltà. Che, in ogni caso, riguardano tutti, compresi loro".

Per D’Alfonso e D’Alessandro, del resto non arriva inaspettato questo strappo di Di Matteo e Gerosolimo, che assieme al consigliere regionale di Abruzzo civico Mario Olivieri,  sono stati una costante spina nel fianco della maggioranza per tutta la legislatura. La crisi più dirompente, nella primavera del 2015, che ha paralizzato l'aula per mesi è rientrata solo con la nomina di Gerosolimo ad assessore.

Con un “immissione”, appunto, per dirla alla D’Alfonso.

Durante la campagna elettorale poi, Gerosolimo è sparito dai radar, prevedendo forse la disfatta.

Di Matteo si è scontrato con D’Alfonso duramente sia in occasione della composizione delle liste dei candidati, sia all'indomani del voto, chiedendo subito le dimissioni del presidente, dando la colpa della sconfitta anche alla sua "arroganza", arrivando ad abbandonare il gruppo consiliare del Pd, di cui è stato per anni un pezzo da novanta,  per aderire a Regione facile, che paradossalmente è la civica creata dal nulla in occasione delle elezioni regionali del 2014, in appoggio al presidente.

C’è poi l’ultimatum di oggi di Sclocco e Mazzocca, a far vacillare ancor di più la maggioranza.

Liberi e uguali in Abruzzo il 4 marzo è andata malissimo, peggio che altrove, racimolando un misero 2,6 per cento alla Camera e il 2,5 per cento al Senato, e ciò impone, anche in vista delle elezioni regionali, un deciso cambio di strategia, seppure a tempo quasi scaduto.

"La crisi politica in Regione è oramai sotto gli occhi di tutti - si legge nella loro nota - e il pessimo risultato elettorale di tutte le forze di centrosinistra e di sinistra alle elezioni politiche del 4 marzo ha avuto in Abruzzo un dato di particolare gravità anche dovuto, inutile negarlo, ad un giudizio negativo su buona parte delle attività della Regione".

E concludono: "Oggi occorre valutare se in questo scorcio finale di legislatura ci siano ancora margini per un'inversione di tendenza nelle priorità del governo regionale e nel suo modello di guida. Valuteremo le nostre azioni e le nostre proposte, insieme a tutto il gruppo dirigente territoriale, a seguito di questi non più rinviabili approfondimenti con le altre forze politiche di maggioranza".

LA REPILCA DI GEROSOLIMO: ''NON CERCO POLTRONE"

"Abbiamo rimesso le deleghe senza buttare la croce addosso a nessuno. In sostanza, siamo pronti ad assumerci per primi le responsabilità, non dicendo 'avete sbagliato voi' ma volendo fare il mea culpa ed attivare una riflessione visto che alla luce del negativo risultato elettorale, indubbiamente c'è qualcosa che non ha funzionato. Però mi sarei aspettato altre reazioni".

Così all'Ansa l'assessore regionale dimissionario Gerosolimo di Abruzzo Civico, replica al presidente D'Alfonso, che su Fb ha commentato che nella lettera non ci sono dimissioni ma "immissioni".

"Non mi interessa fare l'assessore, posso anche fare il semplice consigliere ma dobbiamo rivedere alcune nostre azioni, sulle tematiche ambientali, sulla sanità,  sul riequilibrio territoriale e sulla riforma delle società partecipate - spiega ancora -. Non mi interessano altri posti ed altre deleghe, ho rimesso nella mani del presidente deleghe e ruoli, se serve lo farò anche formalmente - chiarisce alla sottolineatura che le dimissioni non sono state presentate ufficialmente. Ricarando la dose, sottolinea che "è un atto che serve a scuotere tutti e a fare in modo di sedersi intorno ad un tavolo per fare il punto della situazione e in prospettiva. Se serve, presenteremo le dimissioni formalmente ma credo sia abbastanza chiaro che non chiediamo altri posti o deleghe".

Poi cala la carta che fa capire che le sue dimissioni sono certe: la nascita del movimento civico Abruzzo Insieme al posto di Abruzzo Civico, la cui denominazione è passata sotto il controllo dell'ex parlamentare Giulio Sottanelli.

"Abruzzo Insieme, sarà il contenitore civico che ci permetterà di scendere in campo e affrontare la nuova realtà, non dico ad armi pari ma con le stesse tecniche del movimento Cinque Stelle, abbiamo raccolto 400 adesioni di amministratori locali - spiega -. Ci poniamo come interlocutori di tutti, lo faremo insieme, ci confronteremo su un valore fondamentale, la difesa ad oltranza di presidi ed istituzioni nei nostri territori nei quali si sta chiudendo tutto, dai tribunali alle caserme, dagli ospedali ai caselli autostradali. Tutto è a forte rischio, chi garantirà tutto questo avrà il nostro appoggio", conclude Gerosolimo.



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