VIAGGIO NELLE FRAZIONI PIEGATE E SVUOTATE DALLE SCOSSE E DALLA PAURA;
IL SINDACO D'ALONZO, ''L'ANTICA CIVILTA' DELLE MONTAGNE NON PUO' MORIRE''

CROGNALETO TRA SISMA REALE E MEDIATICO,
''NOI RESISTIAMO, MA DATECI GLI STRUMENTI''

Pubblicazione: 22 febbraio 2017 alle ore 07:26

di

TERAMO - "Siamo pionieri della montagna, che stanno vivendo una grande tragedia, non solo reale, ma anche mediatica, dateci la possibilità di resistere".

Un appello, quello di Giuseppe D'Alonzo, vigile del fuoco e sindaco di Crognaleto (Teramo), che presuppone una rivoluzione culturale ed economica, e che non riguarda solo il suo Comune "diffuso", fatto di 21 frazioni incastellate lungo la valle scavata dal fiume Vomano, dove i monti della Laga e l'imponente catena del Gran Sasso si sfiorano.

Luoghi colpiti dai terremoti del 25 agosto, e poi ancora del 30 ottobre e del 18 gennaio, a cui si sono aggiunti i gravi danni della neve che ha isolato le frazioni anche per una settimana, per di più senza corrente elettrica.

Un appello che riguarda tutta quella che i poeti chiamano l’Italia dell’osso, delle montagne dell’Appennino, che vivono non da ora il destino triste dello spopolamento, della marginalità economica e politica, anche perché meno gente significa meno voti.

Incontriamo D’Alonzo fuori dal bar gestito dalla sua famiglia. Il suo telefono è bollente: nelle stesse ore sono in corso i sopralluoghi per valutare i danni dal sisma nelle frazioni deserte, dove tutti, residenti e turisti, hanno ora paura di tornare.

E i primi numeri sono allarmanti, già 60 abitazioni sono state classificate “E”, che nell’oramai familiare gergo post-sisma significa con gravi danni strutturali. Altre 76 sono classificate “B”, con danni non gravi, ma comunque in cui non vi si può abitare. Ed è solo l’inizio.

Si aggiungono due scuole inagibili, già chiuse, il rischio di frane e smottamenti, e in generale una drammatica crisi economica, visto che i ristoranti, B&b, alberghi, negozi e bar di un'area vocata al turismo, in soli 20 giorni hanno subìto un calo di presenze e incassi anche dell’80 per cento.

"Siamo ancora in fase emergenziale, ma la coda è spesso la più dura da affrontare - spiega D’Alonzo - Siamo riusciti a riaprire la statale 80 che collega Montorio al lago di Campotosto, abbiamo riaperto la scuola nella frazione di Tottea, nell'edifico della proloco, abbiamo già fatto richiesta di un modulo scolastico in legno da realizzare entro il prossimo anno scolastico. Ora, però, lo scioglimento delle nevi temiamo che provocherà altri danni a un territorio idrogeologicamente fragile, dove da anni non arrivano fondi adeguati per fare consolidamenti preventivi".

"E poi c’è un'emergenza, questa piena e drammatica, rappresentata dal danno socio economico. Si è diffuso un allarmismo terribile: tanti residenti hanno paura di nuove scosse, sono scesi a valle, e non vogliono tornare, e i turisti e chi torna nella casa in paese nei fine settimana, che sono una nostra importante risorsa, sono anche loro spariti”.

A metterci il carico da 90 ci ha pensato poi il presidente della commissione Grandi rischi, Sergio Bertolucci, che in una famigerata intervista al Tg3 del 21 gennaio, nel pieno dell’emergenza neve ha evocato la possibilità di scosse anche di una catastrofe paragonabile all’esondazione della diga del Vajont nel lago di Campotosto, pochi chilometri a nord di Crognaleto. A cui ha fatto seguito un goffo dietrofront, quando il danno era stato già fatto.

"Unito alla neve e alle scosse, quell'annuncio a dir poco inopportuno ha rappresentato per noi la tempesta perfetta - fa notare l'amministratore - Potete solo immaginare che cosa sia accaduto subito dopo in questa valle, con migliaia di persone nel panico più totale. Comunque, a proposito di diga, grazie al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che ci ha convocato subito in Prefettura all’Aquila, abbiamo potuto visionare le carte. I tecnici ci hanno spiegato che la diga è sicuramente idonea dal punto di vista statico, per una scossa del 6.2, e sono ora in corso ulteriori verifiche che prendono come ipotesi una scossa del 6.4".

D'Alonzo precisa anche che "noi sindaci abbiamo chiesto si faccia altrettanto ipotizzando il rischio massimo concepibile, ovvero una scossa di magnitudo 7.0. E che poi si proceda subito ad eventuali e ulteriori consolidamenti - aggiunge - Abbiamo anche chiesto che si predisponga un piano di pre-allerta ed evacuazione. Siamo, però, contrari a ogni eventuale ipotesi di svuotamento dell’invaso, il lago è una risorsa preziosa per tutto il territorio".

Altro fronte è il decreto terremoto. La versione licenziata dal Consiglio dei ministri, che attende la conversione in Parlamento, soddisfa solo in parte sindaci e cittadini. Tanto è vero che una quarantina di sindaci del Teramano, dopo aver sottoscritto un documento, si prepara a manifestare a Roma il prossimo 2 marzo.

A tal proposito, D’Alonzo invita a riflettere sul fatto che le misure che vanno adottate devono riguardare non solo l’emergenza sismica, ma più in generale devono porre le basi per una rinascita generale delle aree interne.

"Non bastano pochi mesi di sospensione delle tasse e misure una tantum - sbotta - Servono azioni ben più forti per invogliare la gente a restare a vivere e investire in questi luoghi. In Parlamento, ricordo, ci sono leggi approvate e rimaste sulla carta come la legge sui piccoli Comuni, la legge sulla Montagna, che, per esempio, prevedono una fiscalità di vantaggio, strutturale, per le attività economiche di frontiera. Un piccolo bar di paese, voglio ricordare, non è solo un’attività commerciale, ha un’importante funzione sociale e aggregativa, in piccolissimi paesi, ed è assurdo che paghi le stesse tasse di un locale di città".

Insomma D'Alonzo chiede una sorta di zona franca, chiamata magari con un'altro nome, visto che il primo termine fa venire la scarlattina ai burocrati neoliberisti di Bruxelles.

Questa è la vera sfida da vincere per il comune diffuso di Crognaleto, arrivato a un bivio nella sua secolare storia, che ha anche pagine gloriose. Sul suo territorio, immerso nei castagneti a perdita d’occhio, c'è per esempio una piccola frazione, Senarica, che intorno alla metà del XIV secolo ricevette dalla regina Giovanna I D’Angiò la libertà di autogoverno, diventando Repubblica di Senarica, che saldò un'alleanza con la Serenissima Repubblica di Venezia, a cui pagava 12 carlini l’anno, e a cui garantiva due soldati.

È stato poi Cronagnaleto luogo di passaggio lungo l’unica via di comunicazione, la statale 80, tra il Teramano e l’Aquilano, e dunque tra l’Abruzzo e Roma, prima dell’apertura negli anni '80 del traforo del Gran Sasso. La statale 80 fu poi ripensata dal Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga come strada Maestra, a vocazione turistica. Una buona idea, ma che è rimasta incompiuta anche per mancanza di fondi, visto che il governo ha taglieggiato il budget del Parco, che ora fa fatica anche a pagare stipendi dei dipendenti e a mettere il gasolio nelle automobili.

"Siamo custodi un territorio antico, di un tesoro fatto di bellezza e storia secolare. Siamo un polmone verde e culturale dell’intera Europa. E, posso assicurare, vogliamo restare e resistere qui su queste montagne dove siamo nati, ma il governo, l’Unione europea devono fare la loro parte - conclude il sindaco D’Alonzo - Sono anni che poniamo il problema delle aree interne dell'intera Italia, della loro marginalità. Forse la tragedia che ci ha colpito può essere l’occasione irripetibile per una rinascita, per avere finalmente risposte concrete e definitive”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui