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DA PROMESSA DELLO SCI A TENORE: LA STORIA
DI ALEANDRO MARIANI, PAVAROTTI MARSICANO

Pubblicazione: 31 luglio 2016 alle ore 09:01

di

AVEZZANO - È una promessa dello sci abruzzese a soli 18 anni, ma poi un cd di musica lirica ascoltato durante un viaggio in solitaria in macchina, gli cambia la vita.

Comincia per caso, o forse per un destino già scritto, la scalata al successo del tenore di Canistro (L'Aquila) Aleandro Mariani, oggi 27 enne diplomato al prestigioso conservatorio Santa Cecilia di Roma e unico tenore del progetto Fabbrica Young del teatro dell'Opera di Roma, dedicato alla valorizzazione di giovani talenti italiani e internazionali.

Alfredo Santoloci, direttore del Santa Cecilia lo descrive ad AbruzzoWeb come "una di quelle voci che maggiormente e sempre più di rado descrivono così bene la vocalità del tenore italiano". 

Il viaggio, da neopatentato, verso il passo dello Stelvio per partecipare al ritiro del gruppo sportivo dei carabinieri è molto lungo e così , Mariani si ferma in autogrill e acquista il cd “I grandi tenori”, dedicato a Beniamino Gigli.

Ascoltandolo e riascoltandolo si innamora della lirica, stupito dal fatto di riuscire a “stare dietro” con la sua voce a mostri sacri come Luciano Pavarotti.

Da qui l’azzardo di abbandonare per sempre la carriera da promessa dello sci, complice anche la delusione di non avercela fatta a superare le selezioni per entrare nella squadra dei carabinieri, e di tentare la strada della lirica in età già molto avanzata. 

Oggi il Maestro Mariani conta già eventi importantissimi nei quali è stato protagonista: è stata affidata alla sua voce, infatti, la chiusura dell’Expo di Milano del padiglione Italia.

Ha cantato inoltre all’inaugurazione della casa museo Pavarotti davanti al presidente del Consiglio Matteo Renzi, è stato protagonista di una lunga tournèe in Cina, e in Libano in occasione del concerto per la pace organizzato per i militari italiani.

Un pizzico di spregiudicatezza, ma anche tanto coraggio nell’affrontare le selezioni al conservatorio Santa Cecilia, iniziando il difficile percorso della lirica: i posti sono solo 5 per oltre 100 candidati provenienti da tutto il mondo. 

Il diploma del conservatorio della Capitale è infatti molto ambito e Mariani si trova a dover sostenere la concorrenza di giovani già diplomati, arrivati al santa Cecilia con l’ambizione di ottenere il prestigioso riconoscimento da portare nei propri Paesi d’origine.

“Ho pensato - afferma ad AbruzzoWeb - Se veramente valgo, mi dovranno prendere. E allora nel maggio del 2008 ho fatto  domanda e a giugno ci sono state le selezioni. Sono arrivato lì senza conoscere per nulla la musica”.

“Ho cantato Lucevano le stelle, Nessun dorma e Gelida manina, i tre pezzi più difficili che esistano – racconta sorridendo – La commissione appena mi ha visto ha pensato ‘questo è matto’. Appena finito di cantare qualcuno che si trovava a passare sotto la finestra aperta ha fatto un applauso e io ho pensato ‘se dovesse andare male, almeno un applauso lo avrò preso'”.

Da una delusione, quella dello sci, a settembre dello stesso anno arriva  invece il primo traguardo con l’ammissione al Santa Cecilia, ma la fatica e lo spirito di sacrificio imparati dalla disciplina sportiva lo portano a fare altrettanto con la musica.

“Mi hanno messo in classe con ragazzi di 8 anni – racconta – A 18 anni non è facile affrontare tutto questo. Ma ho avuto subito le idee chiare sul mio obiettivo. Ho voluto tentare, nel frattempo, di entrare anche all’Accademia di Santa Cecilia, dove vengono prese solo persone già diplomate, essendo di alto perfezionamento. Ho fatto l’audizione cantando Recondita Armonia. In commissione c'era Renata Scotto, una dei più grandi soprani al mondo che si è alzata in piedi, complimentandosi e dandomi appuntamento per il giorno dopo a lezione”.

Una strada in salita, quella del tenore, e un percorso in cui non si finisce mai di studiare, esercitarsi, apprendere, superando di volta in volta i propri limiti.

“La differenza tra un cantante d’opera e un altro è che noi ci mettiamo in gioco ogni giorno cercando sempre la perfezione e di migliorare il suono – precisa – Ci vuole uno studio costante e continuo. Non c’è differenza tra un cantante d’opera e un atleta che fa agonismo. In tutto questo però non bisogna mai dimenticare di tenere i piedi per terra”.

Gli obiettivi sono ora quelli “di perfezionarsi sempre di più come tenore - sottolinea - Non penso ad arrivare alla Scala. C’è solo lo studio quotidiano per me che non p solo quello tecnico, ma anche interpretativo, di scena, di mimica facciale. Sono convinto che studiando si possano fare grandi cose e arrivare ovunque in modo naturale”. 

Il prossimo 6 agosto, inoltre, Mariani parteciperà alla XV rappresentazione della settimana marsicana presso il Parco Arssa, prima di partire alla volta di Ravenna per partecipare alla produzione della Traviata al Teatro lirico, diretta dal Maestro Riccardo Muti.  

 

SANTOLOCI: ''UN TENORE IRONICO, SOLARE, INTELLIGENTE''

"Aleandro Mariani è un tenore! Sembra una affermazione banale e lapalissiana, ma intende esattamente questo - precisa Santoloci - Una bellezza di voce e caratteristiche timbriche e vocali indubbiamente concesse dalla natura, ma che con enormi sacrifici e perseveranza Aleandro ha curato e perfezionato negli anni trascorsi al Santa Cecilia. La prima volta che ho incontrato Aleandro in conservatorio, ho avuto subito l'impressione di un giovane sveglio, simpatico, intraprendente e volitivo".

"Ironico, solare, intelligente - aggiunge - Mi racconta subito delle sue esperienze precedenti all'ingresso in conservatorio: passione per lo sci con una carriera avviata, esperienze universitarie, insomma, un ragazzo con tante possibilità e obiettivi, che ad un certo momento punta tutto sulla musica, sul canto, sull'Opera lirica. Quest'anno Aleandro ha terminato gli studi, un percorso difficile e travagliato ma che lo hanno portato a concludere un'esperienza formativa di alto profilo artistico e professionale".

"A questo punto dipenderà molto da lui, dalla sua sensibilità, passione e determinazione, per raggiungere importanti e prestigiosi traguardi professionali, obiettivi che sono assolutamente alla sua portata e che potranno dare al Belcanto italiano un nuovo artista di cui il nostro Paese ha bisogno", conclude. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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