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DAL CORO DELLE VOCI BIANCHE AL SOGNO DI UN ALBUM:
E' USCITO 'ATTIMI', PRIMO SINGOLO DI GIULIO ADRIANO

Pubblicazione: 05 ottobre 2016 alle ore 12:02

di

L’AQUILA - Il panorama musicale italiano si arricchisce di una voce nuova e tutta aquilana: Giulio Adriano, nome d’arte di Adriano Giuliani, giovanissimo cantautore di 21 anni, esce con il suo primo singolo Attimi, che da oggi, 5 ottobre, sarà possibile ascoltare in radio e che è già scaricabile da iTunes, singolo prodotto e distribuito dalla casa discografica Melody studio recording.

Capelli corti, ciuffo sbarazzino, una base musicale classica costruita in dieci anni di studi al conservatorio "Alfredo Casella" dell’Aquila, dove Giulio si diplomerà il prossimo anno in violino, una voce da “tenore leggero” come si è lui stesso definito e tanta grinta e voglia di provare a inseguire i suoi sogni. 

“Fin da piccolo in casa si respirava aria di musica - racconta ad AbruzzoWeb - mio zio aveva un negozio di strumenti musicali lungo via Roma all'Aquila, Centro Musica. Ho scoperto per caso il karaoke e mi divertiva molto cantare. Ho iniziato a farlo seriamente quando sono entrato nel coro delle voci bianche della Società dei concerti Barattelli”.

Un divertimento che piano piano si è trasformato in passione e ora ha tutta l’intenzione di diventare il sogno di una vita. Hai seguito anche degli studi per perfezionare la tecnica del canto?

Sono entrato nel coro del conservatorio perché, quando si inizia il percorso di studi con uno strumento. ci sono degli anni obbligatori, almeno 4, di corsi di canto, tra esercitazioni corali e tecnica. L’intonazione c’era, ho iniziato per gioco, anche perché ho cambiato il timbro di voce molto tardi, intorno ai 14 anni. Per un ragazzo il cambio di voce è fondamentale, non si può sapere come evolverà il timbro canoro. La mia voce per esempio, ha mantenuto un timbro alto, riesco a raggiungere note molto alte mentre ho meno ‘bassi’. Ho continuato a studiare con un docente aquilano, il tenore Alberto Martinelli, poi dopo qualche anno ho proseguito studi ed esercizi con Emma Petricola e infine la svolta, il momento da cui è partito un po’ tutto: Roma, l’incontro con Fabrizio Palma, ex insegnante di canto della trasmissione televisiva Amici di Maria De Filippi, e la formazione alla Melody music shool. 

Hai l’aria molto decisa. Come vedono i tuoi familiari, i tuoi amici, la tua decisione di buttarti in questa avventura?

Mi appoggiano molto, mi sono di grande supporto. Anche nel percorso di costruzione del personaggio Giulio Adriano, un nome d’arte che ho scelto perché a scuola, per via del mio cognome Giuliani, tutti mi chiamavano Giulio. Oggi, nella musica, conta moltissimo la comunicazione, l’immagine. Conta anche la possibilità di poter investire su se stessi, dedicare risorse alla creazione di un sito web per esempio, alle registrazioni in studi professionali, agli studi per migliorare la tecnica e esprimere al meglio il proprio talento, che comunque di base deve esserci.

Quanto conta tutto questo e quanto conta invece la voglia di impegnarsi e provarci?

La volontà conta fino a un certo punto, perché il forte potere del sistema economico e commerciale vincola chi vuole provare a seguire la propria inclinazione. E senza risorse economiche è difficile andare avanti, in un sistema che premia spesso appunto prodotti più commerciali, prodotti che vendono. Ci sono molti talenti che restano inespressi per motivi di carattere economico e anche sociale e culturale. Faccio l’esempio, magari banale ma reale, di una ragazza che non può nemmeno provarci perché suo padre è geloso e non accetta il necessario mettersi in mostra che è proprio dell’ambiente artistico. Oppure, altri giovani non hanno possibilità economiche per investire su se stessi, nel proprio futuro. Resti un talento nascosto, continui a cantare sotto la doccia e non farai mai niente perché il sistema ti impone di non poter fare nulla. Investire risorse, come si fa per avviare una vera e propria impresa, dunque. Ma serve anche crederci. Servono voglia, passione, supporto e risorse economiche. Se io non avessi avuto un maestro come Fabrizio Palma a spronarmi non sarei probabilmente andato avanti. Ha visto in me un potenziale e mi ha dato motivazione e insegnamenti per proseguire nel mio percorso. Bisogna riuscire ad avere un qualcosa in più: in un mondo dove conta tanto il prodotto artistico commerciale, per emergere devi saperti proporre e soprattutto devi avere una buona preparazione tecnica per poter stare sul mercato. Per poter vendere il tuo prodotto e superare il prodotto commerciale.

Ti definisci un cantautore perché scrivi testi e anche la musica delle tue canzoni. Come collochi la tua musica nel panorama musicale italiano? 

In realtà non la colloco, non credo che la musica si debba etichettare in un genere piuttosto che un altro, metterla in un determinato stile per essere commerciale o in un altro per uscire fuori dagli schemi, credere di essere anticonformista e magari si è conformisti al massimo. O magari credersi conformisti e invece esprimere qualcosa di innovativo. I testi sono miei e anche in parte la musica, perché ho un arrangiamento e una linea melodica sviluppata anche da Palma. Mi piace sottolineare il fatto di essere un cantautore, perché oggi ci sono molti cantanti interpreti, che però esprimono concetti pensati e scritti da altri. La bellezza della musica sta proprio, invece, nell’immediatezza del linguaggio che, in quanto immediato, non può che essere personale.

Il tuo primo singolo si chiama Attimi, presto arriverà anche un video. Di che cosa parla questa canzone?

Ho scritto io le parole e il titolo racchiude il significato dell’intero testo. Ho voluto descrivere e far percepire i diversi stati d’animo che si susseguono nella vita delle persone. Il tema centrale è una storia d’amore ormai stanca, il pensiero ossessivo per noi stessi e l’incapacità di immedesimarsi nel prossimo. Una sorta di auto compiacimento che, se non si supera, rende difficile perfino vivere. Le emozioni del testo sono riprese dalla musica, con i due ‘solo’, uno di violino, metafora di insicurezza e timidezza, l’altro di chitarra elettrica, simbolo di un animo invece fiero e virile. La particolarità del video di questa canzone è che è stato girato a Roma, in un teatro, con un famoso cantante spagnolo, molto in voga negli anni ’80, Enrique del Pozo. Una collaborazione molto bella e importante.

Progetti per il futuro di Giulio Adriano?

Un album completo e chissà, in lontananza, il sogno di cantare a Sanremo giovani, ma è ancora presto per dirlo.

tutti gli aggiornamenti per chi vorrà seguirmi sono pubblicati nel mio sito ufficiale www.giulioadriano.it e sulla mia pagina facebook Giulio Adriano Official.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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