DALL'ABRUZZO ALL'UMBRIA L'HORROR DI ALEX VISANI,
''COSI' ESORCIZZO LA MORTE. PRESTO FILM A PACENTRO''

Pubblicazione: 28 gennaio 2018 alle ore 08:56

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L’AQUILA - L’orrido e tutto ciò che è mostruoso, inquietante, strano, può far paura e attrarre, in modo inspiegabile, allo stesso tempo. Se ne può restare affascinati, fin da bambini, al punto da voler fare di una passione viscerale il proprio lavoro: si riassume così la storia di Alex Visani, regista di horror movie con nelle vene sangue abruzzese, per la precisione di Pacentro (L’Aquila) paese di origine della madre.

Dai primi cortometraggi girati tra amici fino al più recente The Pyramid, lungometraggio proiettato e distribuito in diversi Paesi e selezionato in numerosi festival internazionali e che uscirà in dvd e blu ray anche in Italia a fine gennaio, in edizione limitata, grazie alla collaborazione con una casa di distribuzione di Chieti, la Home Movies.

Capello spettinato, magrissimo, lo sguardo enigmatico si sposa alla perfezione con il mondo del mistero e del terrore che il regista fin da piccolo ha studiato e vissuto, da vicino.

Che il destino di ognuno sia scritto in qualche modo nelle cose che accadono nella vita, nelle situazioni e nelle circostanze, lo dimostra il fatto che Alex ha avuto la fortuna di crescere tra le poltrone di una sala cinematografica, il Cinema Deruta, nell’omonima cittadina umbra, di proprietà dei suoi genitori.

“Nel cinema ci sono cresciuto dentro. La passione per i film è arrivata da lì, trasformando la curiosità viscerale per tutto quello che era strano, per i mostri, per l’orrido in quello che poi sarebbe diventato il mio lavoro - racconta ad AbruzzoWeb ‘Niki’, come lo chiamano gli amici più stretti - Leggevo i libri, imparavo i nomi dei dinosauri e poi restavo incantato a guardare le locandine dei film dell’orrore, e all’inizio riuscivo a guardare solo quelle perché ero attratto dall’orrore, ma ne ero allo stesso tempo terrorizzato”.

Avvicinarsi al mondo della paura, degli incubi peggiori dell’uomo, intrappolarne le immagini in una pellicola e quindi in uno schermo è probabilmente un modo per esorcizzare la paura stessa, renderla innocua e riuscire a guardarla in faccia estraniandosene per la durata di un film. Primo fra tutti, il terrore, atavico, della morte.

“Credo di essere una persona che ha una grande paura di morire - dice - forse anche più di altri, e quindi l’horror da questo punto di vista è un grande salvacondotto perché praticamente se sai prenderlo, se sai ironizzare, la morte resta sullo schermo e tu per quell’ora e mezza, due ore, te ne liberi, ci giochi”: tra sangue, demoni, corpi dilaniati, assassini feroci che, sì, sono frutto di trucchi di scena ed effetti speciali, “anche se con un budget spesso limitato”, ma risvegliano sensazioni contrastanti negli spettatori in un misto di attrazione morbosa e ribrezzo.

“Esorcizzo la paura. A questo si somma il fatto che il gusto per lo strano mi è rimasto, come dicono gli americani per lo Strange and Weird e quindi praticamente qualsiasi cosa sia strana, fuori dall’ordinario, la vedi scomposta, mi attrae subito e da lì il passo verso l’horror è breve. Mi sento a casa”, ribadisce.

Degli abruzzesi ammette di aver preso la caratteristica “testardaggine e determinazione, la coccia tosta, per dirla in dialetto”, una dote che gli ha permesso di portare avanti il suo sogno di sempre.

“Ho iniziato a condividere con gli altri questa mia passione, quindi a scrivere e a girare cosette mie, con amici all’inizio, con attori professionisti poi - racconta ancora Visani - e tutto finiva e finisce nel mio sito www.alexvisani.com, meglio conosciuto come The Reign Of Horror. È attivo ormai da 15 anni e presto avrà una nuova veste grafica: un sito in cui io scrivo, faccio recensioni, senza scopo di lucro, l’ho sempre fatto solo per passione, e piano piano si è radunata tanta gente intorno a me, scoprendo film strani, oscuri, cose che riuscivo a reperire e provenivano da Paesi esteri”.

Già perché il cinema dell’orrore è un mercato di nicchia, per intenditori e appassionati, per il quale la maggiore produzione è appunto estera, dove è anche meno pesante la scure della censura più severa in Italia.

“Oggi con Internet è già più semplice, ma una volta si doveva faticare parecchio per trovare materiale. C’erano le leggende, film che non si sapeva se esistevano veramente oppure no. Riuscivo a trovarli, ne parlavo, tanta gente si è appassionata e magari oggi hanno i loro siti, o fanno cose o mi scrivono, mi aggiungono sui social”, rimarca.

Eppure, proprio dal soleggiato e mediterraneo Belpaese, sono arrivati capolavori del cinema horror e registi che in qualche modo ne hanno influenzato la storia, anche a livello internazionale, personaggi come Mario Bava e Riccardo Freda, con il suo particolare modo di vedere e interpretare il gotico, l’orrore. “E con loro Dario Argento, certo, innovatore, rivoluzionario, che in Italia ha sempre ottenuto grandi incassi, e il suo grande ‘concorrente’ Lucio Fulci, molto più violento, più cupo e con molto meno budget a disposizione per i suoi film”, commenta il regista. 

Una passione per il macabro e il terrore che nasce in qualche modo in Abruzzo e che in Abruzzo torna, con progetti e idee per lungometraggi, da girare magari tra i vicoli stretti e le torri medievali del suo paese di origine, Pacentro.

“Il primo film l’ho girato nel lontano 1999 a Roseto degli Abruzzi, a livello amatoriale e si chiamava Blade Killer, quindi ho realizzato una decina tra corti e mediometraggi - ricorda - A un certo punto, visto il nuovo movimento all’interno del cinema indipendente, mi è ritornato in mente di provare con un nuovo lungo metraggio, questo a fine 2013, ed è stata la volta di The Pyramid per il quale ho scritto una storia che potesse essere realizzata da più mani, una storia che si dipana in 4 episodi collegati da questa piramide".

"Un oggetto infernale, scovato su una bancarella da un giornalista. Un rompicapo a forma di piramide, diviso in tre tronchi , la base, il centrale e la punta - spiega ancora - Ruotando tronco base e punta, si possono ottenere nuove combinazioni e non sai mai cosa può venirne fuori. L’oggetto è in realtà una porta interdimensionale attraverso la quale demoni cercano di entrare nel nostro mondo, in quattro episodi di sangue, panico e terrore fino all’epilogo finale, da incubo”.

A gennaio l’uscita in Dvd, finalmente in Italia, e poi il sogno nel cassetto da realizzare: “Ho in mente di girare a breve, con un budget limitato molto limitato, un horroraccio a Pacentro, una storia che sto finendo di scrivere ora e sono alle ultime dieci pagine di sceneggiatura. Una cosa che penso di girare entro febbraio”. Per tingere di sangue e terrore un tranquillo paesino di provincia.



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