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CONVOCATI SINDACI CRATERE 2016 E 2009; BIONDI, ''RISOLVERE PROBLEMA TASSE DA RESTITUIRE UNA VOLTA PER TUTTE''; D'ALBERTO, ''NORME PIU' SEMPLICI, RICOSTRUZIONE E' FERMA'', PEZZOPANE, ''INCORAGGIANTI PASSI AVANTI''; EMENDAMENTI FINO ALLE 19 DI GIOVEDI'

DECRETO SISMA: AUDIZIONE ALLA CAMERA, TANTE RICHIESTE DI MODIFICA DALL'ABRUZZO

Pubblicazione: 05 novembre 2019 alle ore 20:51

L'AQUILA - Aggiungere al decreto Sisma, che nella stesura del governo si occupa esclusivamente del terremoto 2016-2017, anche norme che riguardano gli altri eventi sismici come quello dell’Aquila 2009. Oltre che quello dell'Emilia Romagna Lombardia e Veneto del 2012, di Ischia del 2017, e di Catania del 2018. Ultima spiaggia, dunque per tutti i territori abruzzesi terremotati, per ottenere  le misure che vengono richieste oramai da anni, a cominciare da quelle capaci di risolvere il nodo tasse sospese nel cratere 2009 e da restituire, la semplificazione della burocrazia necessaria al decollo della ricostruzione, l'aumento del personale negli uffici. 

Questo è emerso, nel corso dell’audizione di oggi all'ottava commissione  "Ambiente, Territorio e Lavori pubblici" della Camera,  alla quale hanno partecipato amministratori e rappresentanti delle categorie produttive delle aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016-2017. Riunione decisiva per poter apportare modifiche al testo del decreto Sisma, con termine ultimo fissato giovedì alle 19, per presentare gli emendamenti.

Domani saranno convocati i presidenti delle Regioni del centro Italia del cratere 2016, compreso quello abruzzese, Marco Marsilio.

Polemica a latere: il consigliere regionale pentastellato Giorgio Fedele, ha oggi stigmatizzato l'assenza di esponenti della giunta regionale abruzzese oggi in audizione. 

Ad intervenire oggi per l'Abruzzo, il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, il coordinatore dei sindaci del cratere sismico 2009, e sindaco di Barisciano, Francesco Di Paolo, e ancora il commissario per la ricostruzione 2016, Piero Farabollini, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, il capo della Struttura di missione, Fabrizio Curcio, nonché esponenti dell’Anci, dell’Upi, e i numerosi altri sindaci.

Il testo su cui si ragionato, per integrarlo ed emendarlo, in sede di conversione in aula, è quello licenziato il 22 ottobre dal Consiglio dei ministri che introduce ulteriori interventi urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016. Tra questi, c’è la proroga fino al 31 dicembre del 2020 dello stato di emergenza per Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, con lo stanziamento di 725 milioni, divisi in 380 milioni per il 2019 e 345 milioni per il 2020, la riduzione del 60% degli importi da restituire in relazione alla cosiddetta “busta paga pesante”, ovvero il taglio degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali che erano stati sospesi dall’agosto del 2016 a tutto il 2017 e che non dovranno più essere restituiti in misura integrale ma limitata al 40%. Per quanto riguarda invece la ricostruzione privata, una previste procedura accelerata per l’avvio dei lavori basata sulla certificazione redatta dai professionisti.

Al termine dell'audizione la deputata aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, ha confermato che "sei ore di audizione in commissione Ambiente hanno evidenziato un giudizio complessivamente positivo sul provvedimento, tutti hanno però sollecitato il governo e il Parlamento a non fermarsi, ad andare oltre. E hanno ragione. Serve una svolta, affinché trovino soluzione alcune esigenze ancora aperte, come ad esempio quelle riguardanti le proroghe dei commissariamenti, la questione delle tasse sospese, la ricostruzione delle scuole e degli edifici pubblici, l’esigenza di semplificare e quindi accelerare la ricostruzione”, afferma la deputata. 

Molti i temi mesi sul tavolo dal sindaco Biondi, per quel che riguarda il sisma 2009.

"La legge di conversione del decreto sisma è l’ultima occasione per dare risposte concrete a territori che ormai da anni pongono questioni che ciclicamente tornano all’attenzione del legislatore nazionale - spiega il sindaco dell'Aquila -. Abbiamo segnalato a numerosi parlamentari, ministri ed esponenti del governo le nostre necessità, contenute negli emendamenti che, di volta in volta, abbiamo presentato. Le esigenze sono quelle relative allo snellimento delle procedure per la ricostruzione pubblica e di rivedere alcune norme su quella privata: oggi troppe categorie sono escluse dal contributo mentre le stesse, in occasione di altri eventi sismici, come quelli dell’Emilia Romagna o che hanno colpito le zone centrali del Paese tre anni fa, sono state ammesse al finanziamento”

“C’è poi il tema del personale. – ha aggiungo il sindaco - Ad oggi la pianta organica del Comune dell’Aquila è la stessa del 31 dicembre 2008 perché il saldo tra assunzioni e pensionamenti, quiescenze o mobilità, è pari a zero. Una situazione difficilmente gestibile con un territorio di 480 chilometri quadrati e circa 7.000 alloggi realizzati dopo il terremoto da amministrare, a cui si aggiunge la quotidianità degli uffici. Chiediamo delle deroghe per poter stabilizzare dipendenti che da dieci anni vivono da precari e assumere personale dirigenziale”.

“Infine, occorre che il Parlamento intervenga sul problema tasse. Cento aziende sono state chiamate a restituire delle somme allo Stato italiano a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione avviata dall’Unione europea. A queste si chiede di rendere, in un’unica soluzione, circa 80 milioni di euro. Molte saranno costrette a chiudere solo perché hanno applicato quanto disposto da una legge italiana. La questione non è più rinviabile vista l’imminente scadenza del 31 dicembre, data in cui scadrà la proroga per la presentazione, da parte delle aziende coinvolte, della documentazione per la restituzione di tributi e imposte sospese dopo il sisma 2009".

“Questa nazione ha bisogno di una visione d’insieme dei problemi legati alle calamità, alla gestione delle emergenze e alle ricostruzioni. Uno scatto culturale che è auspicabile arrivi al più presto. Ho ascoltato numerosi colleghi sindaci dei crateri 2016 e 2017 reclamare provvedimenti identici a quelli invocati nel 2009 in questa stessa commissione. All’epoca ero primo cittadino di un altro comune e fummo ascoltati in sede di conversione del decreto legge 39, l’ultimo emanato esclusivamente per la realtà aquilana. – ha spiegato infine Biondi – Dopo quel provvedimento siamo sempre stati costretti a prendere un tram in corsa: una condizione deprimente e mortificante per chi amministra comunità che tenacemente lottano per il proprio futuro”.

Tante le richieste le problematiche sollevate anche dal sindaco di Teramo D'Alberto, e neo presidente Anci Abruzzo, per il cratere 2016.

"Il Decreto sisma, che attualmente è in fase di conversione, è una grande opportunità, ma al momento che deve essere corretto e soprattutto riempito delle risposte che attendono le nostre comunità. Abbiamo avuto, nella fase di conversione del decreto sblocca-cantieri, l'impegno da parte del precedente sottosegretario Vito Crimi che quello sarebbe stato l'ultimo Decreto. Ovviamente così non è stato, ed ecco perché questa diventa l'ultima opportunità, l’ultimo appello per inserire le norme che servono. Poche parole, se non per invocare e richiamare tutto ciò che abbiamo detto negli ultimi anni ma rimasto inascoltato: una semplificazione vera, reale della ricostruzione pubblica, con norme straordinarie adeguate alla straordinarietà che viviamo; siamo in una ricostruzione ferma con misure normative ordinarie: questo è gravissimo". 

"Serve l'accelerazione e la semplificazione della azione sulla ricostruzione pubblica, scolastica e Ater - incalza D'Alberto -. Sulla ricostruzione privata abbiamo presentato un emendamento che porta a 600 le unità di personale. Finora abbiamo avuto sono 200 unità col decreto sblocca-cantieri che non sono state nemmeno trasferite perché mancano le ordinanze commissariali: quel poco che è stato dato, non è stata neppure attuato dal Commissario. Questo è gravissimo: ci siamo già mangiati cinque mesi di copertura finanziaria. Quindi più personale, una semplificazione vera anche della ricostruzione privata con una norma che non penalizzi troppo i professionisti; la proroga dello stato di emergenza; importante poi la norma con cui abbiamo chiesto di inserire sulla estensione ai Comuni al di sotto dei 30.000 abitanti del contributo per la manutenzione straordinaria, che era stato dimenticato prima del decreto sblocca cantieri e poi da quella quello per le norme del sisma". 

"Importante è anche l'emendamento sulla cumulabilità dei contributi pubblici con indennizzi assicurativi, necessario per evitare una interpretazione assolutamente folle del decreto sisma che vuole penalizzare i Comuni che erano stati virtuosi e che si vedono costretti a pagare polizze assicurative per avere indennità. Abbiamo predisposto e presenteremo attraverso i nostri parlamentari una norma importante che prevede la deroga per la fusione delle Camere di Commercio all'interno del cantiere sismico che non può essere penalizzato con la perdita di ulteriori presidi", prosegue D'Alberto. 

"Abbiamo chiuso, ripetendo quello che già ieri abbiamo detto nel discorso del 4 novembre, invocando il diritto alla ricostruzione. Noi sindaci eravamo lì in audizione ed avvertivamo il senso non di stare ad elemosinare qualcosa, così come ci hanno costretto ed hanno costretto i nostri cittadini a dover elemosinare norme, risorse, spazi, luoghi, per affrontare il dramma del terremoto. I nostri cittadini hanno il diritto, e va ribadito con grande forza, il diritto alla ricostruzione, il diritto alla dignità e oggi questo diritto è in mano al nostro Parlamento, ai nostri parlamentari, che sono chiamati a dare risposte che finora non ci sono state. I diritti si riconoscono e garantiscono; noi continueremo o a combattere per questa fase che è decisiva, ovviamente nel dialogo, così come accade per gli incontri istituzionali, ma saremo sempre in prima fila, senza mollare mai", ha concluso D'Alberto.

Infine la polemica del giovane pentastellato Fedele.

"Oggi la Regione Abruzzo era l’unica assente per le audizioni della commissione parlamentare per l’attuazione del Decreto sisma - scrive in una nota -. Un tavolo di lavoro di fondamentale importanza per la nostra regione e la maggioranza di centro destra non è stata in grado di trovare almeno un rappresentante della maggioranza che andasse a portare le istanze dell’Abruzzo. Se questa Giunta vuole rappresentare i cittadini abruzzesi e le problematiche del territorio deve farlo anzitutto utilizzando le occasioni concrete, come questa, mettendo da parte quelle che invece si riducono ad essere sono interventi spot. Non vorrei pensare che i numeri contati (uno solo in più) per l’approvazione della modifica al referendum, sia stato motivo sufficiente per disertare il tavolo di lavoro. In questo caso ci troveremmo davanti ad una gravissima mancanza, sia morale che istituzionale, davanti ai cittadini di un’intera regione". 



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