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DEHORS PIAZZA DUOMO L'AQUILA: INTERROGAZIONE PD, ''SERVE CHIAREZZA''

Pubblicazione: 23 marzo 2019 alle ore 17:41

L'AQUILA - "L’acceso dibattito in città sul dehors apparso in Piazza Duomo, proprio di fianco la chiesa delle 'Anime Sante', non può riguardare il titolare di licenza che correttamente ha richiesto al Comune le autorizzazioni del caso, così come non deve diventare emblema di deregulation per quelli che vorranno seguirne, in punta di diritto, l’esempio. L’amministrazione comunale deve fare chiarezza per non abdicare al ruolo di guida e per non dover lasciare che la città si divida in polemiche senza costrutto che rischiano solo di danneggiare gli operatori del commercio in centro storico". 

È quanto si legge in una nota del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo, e della responsabile Cultura Pd L’Aquila, Fabiana Costanzi.

"Se è vero infatti che la costruzione del dehors rispetta le indicazioni contenute nel Disciplinare delle Attività Produttive approvato dal Consiglio comunale in data 19 aprile 2018, è altrettanto vero che in zona A di prg - e a maggior ragione nella piazza principale del capoluogo quasi per intero restituita allo sguardo, si sarebbe dovuti intervenire con tutte le accortezze del caso, magari investendo anche la neocostituita Commissione per gli Spazi Pubblici e l’Arredo Urbano. Invece la pratica non ha ricevuto neanche il parere dell’edilizia, così come quello della Soprintendenza, beneficiando di fatto di un silenzio assenso sulle prescrizioni che pure si sarebbero potute muovere al progetto. Siamo di fronte all’ennesimo caso di mancanza di dialogo tra Settori del Comune dell’Aquila che pure contribuiscono coralmente alla sottoscrizione di pareri complessivi. Nutriamo qualche dubbio persino sul cosiddetto Codice Urbani che assegnerebbe alla Soprintendenza 120 giorni, in luogo dei canonici 90, per il parere di competenza, risultando oramai trascorsi anche i 30 giorni residui", aggiungono. 

"Sorge dunque il legittimo dubbio sulle azioni da mettere in campo per ovviare agli errori commessi sin qui: non vorremmo che a pagare la mancata vigilanza degli Uffici preposti fosse il Comune dell’Aquila e dunque i contribuenti aquilani. Nell’interesse esclusivo della città, dei commercianti del centro storico e dei turisti che soprattutto nell’anno del decennale vorranno visitarci, sarà depositata nel merito apposita interrogazione consiliare", concludono. 

Anche il circolo di Sinistra Italiana dell’Aquila è intervenuto sull'argomento: "L’amministrazione comunale denota una mancanza di strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città, proprio in occasione dell’approssimarsi del decennale del terremoto. Invero uno dei simboli nel mondo, del tragico evento del 2009, basti ricordare le foto dell’allora Presidente Obama con alle spalle proprio la Chiesa delle 'Anime Sante' distrutta, viene deturpato dall’istallazione di un cosiddetto dehors, ovverosia di una struttura prefabbricata destinata a servizio di una attività commerciale, che richiama ad una doverosa riflessione sulla cura del patrimonio artistico cittadino", si legge in una nota.

"Non è questo il modo di stimolare le attività produttive nel centro storico, navigando a vista senza una precisa rotta, ed inducendo delle false aspettative in chi, in buona fede, ha investito nel progetto. È per questi motivi che riteniamo doveroso approfondire l’iter istruttorio-amministrativo che ha autorizzato l’opera in questione. Stupisce sinceramente anche l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila, di solito molto attenta al patrimonio artistico del Capoluogo, pare che il suo sia stato un silenzio assenso che, conoscendo le professionalità interessate, porterà inevitabilmente ad una rivisitazione della concessione, non certamente per ripensamenti dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessore Piccinini, che non ha perso tempo nel difendere a spada tratta l’opera che palesa evidenti storture, in termini di tutela del patrimonio artistico, oltre che di norme civilistiche in materia di distanze legali, che l’avvocato Piccinini ben dovrebbe conoscere", conclude la nota.



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